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Vino da Messa: etichette divine a prezzi paradisiaci

Vino da Messa: etichette divine a prezzi paradisiaci

Qualche giorno fa è venuto a trovarmi un caro amico e, come spesso accade in queste occasioni, si è presentato con una bottiglia di vino in mano. Inizialmente faccio poco caso all’etichetta, ma solo al colore: rosso.

Dopo aver pasteggiato a pesce, tra una chiacchera è un’altra durante il dessert, la mia attenzione viene catturata proprio da quella bottiglia di vino che ci siamo lasciati per il dolce.

Con gesto quasi automatico (come si fa spesso dopo aperitivi vari, due bottiglia di vino in quattro e una terza bottiglia che lamenta ormai un livello ormai prossimo a quello di guardia) mi metto a leggere l’etichetta.
Solo in quell’occasione mi sono reso conto che si trattava di vino da Messa, una tipologia di vino della quale ignoravo l’esistenza.

O meglio: nella mia profonda ignoranza (anche) in ambito religioso, che ho cercato di colmare almeno in minima parte documentandomi un po’, ho sempre pensato che il vino utilizzato dai sacerdoti durante le celebrazioni liturgiche fosse un normale vino rosso, per ovvi motivi di richiamo al sangue di Cristo.
In realtà da oltre 40 anni sono ammesse tutte le colorazioni, e solitamente il vino utilizzato per la Messa è un più pratico vino bianco: crea meno danni in caso di macchie.
Inoltre si tende ad adottare vini liquorosi, più facilmente conservabili anche dopo essere stati stappati.
Ho anche scoperto che il vino da Messa per essere tale deve rispondere ad alcuni requisiti dettati nientemeno che dal Codice di Diritto Canonico; non deve essere corruptum: dunque un vino sicuramente genuino, visto che non è ammessa l’aggiunta di sostanze che invece sono considerate lecite dallo Stato Italiano.
Basti pensare che in passato si scomunicavano gli insetti responsabili del deterioramento di queste uve!

Tra i vini da Messa rientrano molto spesso il Moscato, il Marsala e il Vin Santo, che contrariamente a quanto si è portati a pensare non prende il nome dal suo impiego come vino per celebrare la Messa, bensì per il fatto che ricorda da vicino il gusto dei vini dell’Isola greca di Xantho.

Quello che ho bevuto io era invece un Malvaxia Sincerum, originario delle terre d’Asti: si tratta di un ottimo passito (almeno per quello che è il mio palato, più avvezzo ai cocktail che non ai vini da meditazione), ricavato dall’uva malvasia rossa di Schierano, vinificata dopo un periodo di appassimento dell’acino che ne provoca una forte riduzione della quantità d’acqua in esso presente.
Il risultato finale è un vino color rosso rubino, dal tenore alcolico mediamente alto e dal sapore intenso, per sua natura adatto come vino da Messa.
Sicuramente molto gradevole, ma non sono un sommelier: cercate di credermi sulla parola.

Se è vero quello che si dice, e cioè che “il vino allieta il cuore dell’uomo”, per una volta mi sento di caldeggiare un vino -o meglio, un vino da Messa- in luogo dei cocktail che siamo soliti suggerire qui su drink@drink.
Si tratta infatti di vini molto genuini e poco conosciuti ai più, oltre ad essere in vendita a prezzi spesso contenuti: magari una bella idea regalo per il Natale, visto che non di rado le etichette dei vini da Messa sono arricchite da diciture in latino che, unitamente alle curate raffigurazioni, ne impreziosiscono l’aspetto.
E poi con l’arrivo della stagione invernale trovo difficilmente sostituibile un buon bicchiere di vino rosso!

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Alessio Sbrana

 

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10 commenti a “Vino da Messa: etichette divine a prezzi paradisiaci

ImpresaVda says:

Vi segnalo – fresco fresco di presentazione – un vino da messa… di montagna
http://impresavda.blogspot.com/2010/04/vino-da-messa-di-montagna.html

SOLITAMENTE says:

Quando venite in Spagna fate attenzione alle doppie, e non lasciatevi attirare dal prezzo piú che abbordabile, perché da queste parti “Vino de Mesa”, non é altro che un umile Vino da Tavola!! Anche se il passo dalla tavola all’ altare in certi casi é fin troppo breve, uomo avvisato…

angelo di vino says:

Da quel che so io SI …. certo che per quei costi non credo che venga utlizzato normalmente.

Non so se la stessa Abbazia di Novacella fa qualche cosa
http://www.kloster-neustift.it/kellerei/it/index.htm
Insomma chi meglio di loro dovrebbe produrre “vino da messa” :-)

Alessio Sbrana says:

Finalmente fai capolino, Angelo. :-)

Il “Così Sia”, diversamente dalla maggior parte dei vini, ha la particolarità di avere il tappo a vite, proprio per facilitarne la conservazione: della serie “cerchiamo di far durare questi 50 euro a bottiglia”.
Infatti credo si tratti del vino da Messa più caro… ma qui l’esperto di vini sei tu: ho detto una castroneria o è effettivamente uno dei più costosi vini da Messa?

Angelo di - Vino says:

Bhe .. Jermann produce Il Così Sia un vino pensato proprio per la celebrazione delle Sante Messe, è realizzato nel modo più naturale possibile, fermentato senza solforosa in botti tradizionali e non filtrato. Il prezzo tutt’altro che paradisiaco :-)

Alessio Sbrana says:

Ciao Tommaso, grazie per il tuo intervento: non ricordavo (anzi, non lo sapevo… l’avevo detto che non sono un sommelier) che il Malvaxia Sincerum fosse prodotto proprio da Bava, nominato da Davide nel primo commento.
Mi auguro solo che attivino al più presto il negozio on-line, e magari che migliorino un po’ il sito (i frame! argh!).

Tommaso Farina says:

Non sarai un sommelier, ma la tua valutazione del passito di Bava è giusta.

Alessio Sbrana says:

@ Fudgella
Beh, sul mercato si trova lo spumantino da 2,99 come anche il mega bottiglione di Moet & Chandon Salmanazar da 500 euro e spicci (ecco, magari questo non si trova sugli scaffali del PAM a La Vettola), così come c’è vino da Messa e vino da Messa;-)

Fudgella says:

E pensare che, ogni volta che vado a fare la spesa al Pam vicino casa, mi trovo immancabilmente a sbeffeggiare le bottiglie di Vino da Messa che ormai stazionano sugli scaffali da quasi un anno! Vorrà dire che adesso mi toccherà provarlo… sperando che quello che vendono a La Vettola non sia di spregevole fattura! :D

Davide Morena says:

Che cose incredibili che si scoprono nella vita… non ultima l’esistenza di un vero e proprio gruppo di studi internazionale sull’argomento: Il Vino sull’Altare, nato per iniziativa di Roberto Bava, produttore vinicolo piemontese. L’ultimo seminario di cui ho notizia – il quinto – risale al 2000, e chissà se abbia avuto un seguito.

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