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Una birra a New YorK? Brooklyn Beer

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Tutti conosciamo Brooklyn per il famoso ponte omonimo, le vedute mozzafiato dello skyline di Manhattan nei film di Woody Allen e, personalmente, per i Beastie Boys. Non tutti sappiamo, invece, che nel cuore pulsante di questa immensa città, al numero 1 di Brewers Row, si produce una delle birre più famose d’America: la Brooklyn Beer.

La Brooklyn Brewery è una vera e propria istituzione a New York, è un simbolo di orgoglio cittadino. Come ogni buona storia americana di successo, infatti, ha inizio dal nulla.
Fu fondata “per caso” tra il 1980 e il 1990, da un giornalista, tale Steve Hindy, trasferitosi a Brooklyn dopo un lungo periodo vissuto in Medio Oriente.
Negli anni passati in Arabia Saudita e Kuwait, dove era proibito l’alcool, Hindy impara a fare la birra nelle stanze degli alberghi, seguendo i consigli degli altri ospiti, “esperti forzati” della birra fatta in casa.
Rientrato negli States, Hindy lascia il suo posto da giornalista all’Associated Press e fonda la Brooklyn Brewery con Tom Potter, suo vicino di casa. Pur non avendo molti soldi, decidono di rivolgersi al più importante grafico della città per studiare il logo della birra. Così bussano alla porta di Milton Glaser, il grafico che aveva appena concepito il logo “I Love NY“, con una cassa di birra in mano. Si sbronzano e lo convincono a lavorare sul logo BB senza anticipare un dollaro, garantendogli, però, se avessero avuto successo, Brooklyn Beer a vita.
La BB diventa la birra più famosa di New York City e Milton Glaser, ancora oggi, va di persona in Brewers Row a fare rifornimento.

La fabbrica è aperta al pubblico e merita assolutamente una visita: la birra è buonissima e il personale che ci lavora è il più “felice” del mondo. Due buone ragioni per uscirne molto più allegri di come ci siete entrati.
Potete raggiungere la Brooklyn Brewery in mille modi diversi: percorrendo il ponte di Brooklyn a piedi o in auto; prendendo la metro, approfittando così di un giro nel quartiere; o col traghetto, godendo della più spettacolare vista di Manhattan che possiate trovare.
Il calendario per le visite guidate è complesso. Informatevi sul sito della BB, anche perché ci sono dei giorni in cui sono gratuite. La birra, invece, si paga sempre, ma con dei simpatici gettoni che comprate all’ingresso.

Nella testing room del birrificio servono tutte le qualità alla spina prodotte. Ce n’è davvero per tutti i “gomiti”. Si parte da una percentuale alcolica di 3.4% della 1/2 Ale fino agli 8.5% della Blast!. Nel mezzo, tra le tante, ci sono la Scorcher, la Summer Ale, la Weisse, la East Indian Pale Ale, la Buster, la Sorachi Ace, la Weizenhammer e la famosa Lager, distribuita anche in Italia. Qualità perenni, stagionali, le grandi bottiglie e le spina riserva Grand Master.
E’ impossibile provarle tutte in una sola volta, ma se cercavate un’altra scusa per tornare a Brooklyn, l’avete trovata.

Il sito ufficiale della Brooklyn Beer è: brooklynbrewery.com

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Marcello Fittipaldi

Marcello Fittipaldi

A quattordici anni trova il suo “primo amore” in una bottiglia di grappa artigianale lucana. La relazione con la conterranea da 40°, però, non dura a lungo. Assetato di nuove “avventure”, percorre su e giù l’Italia e l’Europa, spingendosi in Cina e Stati Uniti. Tra cocktail, birre e distillati d'ogni sorta, quando si ritrova nel Chianti, in Toscana, scopre nel vino il suo "vero amore" e decide di trasferirsi a Firenze, vicino alle vigne del Gallo Nero. 

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