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	<title>Drink a Drink &#187; vino</title>
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		<title>Vino Novello e Grandi Vini da Invecchiamento: San Martino in Cantina 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Saranno i sapori e i prodotti tipici dell’autunno ad esaltare il vino novello e i vini invecchiati alla loro prima uscita sul mercato, con abbinamenti che uniscono tutti i sapori del territorio. In ogni regione, il vino prodotto dalle cantine socie del Movimento Turismo del Vino partecipanti a San Martino in Cantina, domenica 13 novembre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1000" title="san-martino-in-cantina" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content/uploads/2011/11/san-martino-in-cantina.jpg" alt="san martino in cantina" width="420" height="180" />Saranno i sapori e i prodotti tipici dell’autunno ad esaltare il <strong>vino novello</strong> e i <strong>vini invecchiati</strong> alla loro prima uscita sul mercato, con abbinamenti che uniscono tutti i sapori del territorio. In ogni regione, il vino prodotto dalle cantine socie del <em>Movimento Turismo del Vino</em> partecipanti a <em>San Martino in Cantina</em>, <strong>domenica 13 novembre</strong>, sposerà le eccellenze gastronomiche del territorio, proposte come tradizione vuole o reinterpretate secondo la fantasia di chef e produttori.<span id="more-997"></span></p>
<p>“Quest’anno – ha precisato la Presidente del <em>Movimento Turismo del Vino</em>, Chiara Lungarotti- abbiamo voluto dare all’evento <em>San Martino in Cantina</em> una veste diversa, che più del solito puntasse a <strong>valorizzare non solo il vino ma l’intero territorio</strong>. Non sarà semplicemente un <strong>assaggio di prodotti tipici</strong>, ma un momento di conoscenza e approfondimento vero e proprio delle <strong>tradizioni locali</strong>. In un anno i cui, inoltre, si è celebrato e ancora si celebra l’anniversario dell’Unità d’Italia ci è sembrato anche un modo per festeggiare questa ricorrenza attraverso il Gusto tutto italiano”</p>
<p>Circa <strong>200 le cantine</strong> che dal Nord al Sud Italia apriranno le loro porte per accogliere gli enoturisti <strong>domenica 13 novembre</strong>, mentre l’<em>Estate di San Martino</em> permette ancora qualche scampagnata sotto i raggi di un tiepido sole prima dell’inverno.<br />
E così, in <strong>Piemonte</strong> si potrà gustare il sapore intenso della tradizionale bagna cauda, in <strong>Lombardia</strong> i tanti vini della regione sposeranno, zona per zona, i formaggi locali, mentre in <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> il Montasio e il Prosciutto San Daniele saranno i protagonisti degli abbinamenti con i vini del territorio.<br />
In <strong>Veneto</strong>, non solo prodotti tipici ma anche tutto ciò che è <em>fashion</em> si rinnova nell’appuntamento con San Martino in Cantina, mentre in <strong>Liguria</strong> e <strong>Toscana</strong> ad accompagnare il vino saranno gli ottimi oli extra vergine d’oliva da gustare su semplici ma saporite bruschette o a completare piatti della tradizione.<br />
Formaggi protagonisti anche nelle <strong>Marche</strong>, mentre in <strong>Umbria</strong> sarà il sapore intenso del tartufo nero a sposarsi con il vino.<br />
Nel <strong>Lazio</strong> non mancheranno le caldarroste, eccellenza di stagione, mentre l’<strong>Abruzzo</strong> festeggia <em>San Martino in Cantina</em> con i tradizionali maccheroni alla chitarra e gli arrosticini. Immancabile, in <strong>Puglia</strong>, la focaccia pugliese e, per finire con un dolce, la <strong>Sicilia</strong> propone la cornucopia con crema di ricotta al marsala, versione rivisitata dallo chef Pino Cuttaia dei tipici cannoli siciliani.</p>
<p>Dopo il successo registrato durante gli appuntamenti di <em>Cantine Aperte</em> e <em>Calici di Stelle</em>, anche in occasione di <em>San Martino in Cantina</em>, <em>La Bottega di Olivia&amp;Marino</em> ripropone tutta la bontà delle sue croccanti specialità da forno per momenti di pausa o aperitivi sfiziosi, che si potranno gustare in alcune cantine aderenti.<br />
Inoltre, in Abruzzo, Puglia e Veneto, grazie alla collaborazione con <em>Librerie Feltrinelli</em> e <em>Edizioni Gribaudo</em> si rinnova l’appuntamento con le presentazioni in anteprima di <em>San Martino in Cantina</em> presso le <em>Feltrinelli</em> nei primi giorni di novembre; in questa occasione i Presidenti Regionali del Movimento Turismo del Vino illustreranno al manifestazione e le peculiarità enogastronomiche regionali.</p>
<p>Sul sito del Movimento Turismo del Vino si possono trovare anche informazioni sugli altri partner del Movimento: Rastal leader nella produzione di calici e bicchieri; Pulltex, leader nel design dell’accessoristica, protagonisti del sito gliamicidelvino.it, interamente dedicato all’accessoristica da vino, per gustarlo al meglio anche a casa. Infine, Spes Soluzione Tecnologiche Integrate, azienda giovane, specializzata nella gestione ecocompatibile dei reflui delle cantine.</p>
<p><strong> Ufficio stampa Movimento Turismo Vino</strong><br />
Tel. 075 5025882 &#8211; Fax. 075 5025889<br />
M. Luisa Lucchesi &#8211; 331 5849909/328 0368578<br />
Laura Scolari – 347 8704393 &#8211; ufficiostampa@sedicieventi.it<br />
<a href="http://www.movimentoturismovino.it" target="_blank"> www.movimentoturismovino.it</a></p>
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		<title>&#8220;ES&#8221; 2008, un Primitivo di Manduria veramente DOC</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 13:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è abitudine di Drink a Drink trattare in maniera troppo approfondita di tematiche correlate ai vini; lo facciamo assai di rado: i nostri palati, per niente fini, solitamente si attardano su cocktail di varia natura e aperitivi non meglio identificati, oltre al fatto che, sul web, ci sono fior fiore di blogger dediti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-936 aligncenter" title="Primitivo di Manduria &quot;ES&quot;" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Primitivo-Manduria-ES.jpg" alt="Primitivo di Manduria" width="420" height="130" />Non è abitudine di <strong>Drink a Drink</strong> trattare in maniera troppo approfondita di tematiche correlate ai vini; lo facciamo assai di rado: i nostri palati, per niente fini, solitamente si attardano su <strong>cocktail</strong> di varia natura e <strong>aperitivi</strong> non meglio identificati, oltre al fatto che, sul web, ci sono fior fiore di blogger dediti a pippe enogastronomiche dedicate in maniera specifica ai vini.<br />
Ma l&#8217;usanza di bere del vino come aperitivo è in forte aumento nel nostro <em>Bel Paese</em> e quindi, con il supporto di <strong>Giuseppe Carlucci</strong>, blogger di <a href="http://vinicolamente.blogspot.com/" target="_blank">Vinicolamente</a>, cercheremo di darvi un nostro punto di vista anche su alcune tematiche correlate al mondo dei vini, in maniera particolare per quanto riguarda i <strong>vini adatti ad essere bevuti all&#8217;aperitivo</strong> (o <em>vini da aperitivo</em>).<span id="more-932"></span></p>
<p>Questo di cui ci apprestiamo a parlarvi non è  un &#8220;vino da aperitivo&#8221; (!), ma è di così <span style="text-decoration: underline;">notevole qualità</span> da meritare sicuramente la vostra attenzione.<br />
A Taranto, dalla smodata passione per la viticoltura nasce il più grande Primitivo di Manduria doc, molto<strong> probabilmente il più grande Primitivo italiano</strong>.<br />
Il <strong>Primitivo</strong>, insieme al <strong>Negroamaro</strong> è, certamente, uno dei pilastri della viticultura pugliese: antico vitigno coltivato essenzialmente in Puglia, ha trovato il suo microclima ideale nella zona di Manduria (TA) e Gioia del Colle (BA), le uniche zone che possono fregiarsi della <strong>Denominazione di Origine Controllata per i vini a base Primitivo</strong>.<br />
Quello di cui parliamo oggi,<strong> &#8220;ES&#8221; 2008 dell&#8217;azienda di Gianfranco Fino</strong> è il frutto di un vigneto di oltre 50 anni di età, impianto ad alberello ed un clone particolare di Primitivo, un clone a bassa resa quantitativa sostituito col passare degli anni con cloni più produttivi. Nessuna irrigazione, nè concimazione, inerbimento dei filari su cui il buon Gianfranco Fino applica forti diradamenti, per far sì che le viti si concentrino a dare il meglio di sè sui pochi grappoli rimasti sulle piante.</p>
<p>La vendemmia avviene dopo un leggero appassimento delle uve, in cantina dopo pigiatura soffice, il mosto viene fatto fermentare con i soli lieviti autoctoni (quelli portati dal vento sull&#8217;uva) a temperatura controllata e a contatto con le bucce per 4 settimane. Il vino, riposa in barrique di rovere francese per un anno, parte in barriques nuove, parte di secondo e terzo passaggio.<br />
L&#8217;imbottigliamento avviene senza che il vino subisca alcun processo, nè di chiarifica, nè di filtrazione. Dopo almeno 8 mesi dall&#8217;imbottigliamento, &#8220;ES&#8221; potrà essere finalmente commercializzato.</p>
<p>Dal colore rubino impenetrabile, eleganti profumi speziati e di frutta rossa matura avvolgono l&#8217;olfatto, fiori, cacao, tabacco e frutta sciroppata. In bocca è velluto liquido, succoso, tanta materia perfettamente armonica, elegante e allo stesso tempo concentrato. Il <a href="http://www.saporideisassi.it/319-es-primitivo-di-manduria.html" target="_blank">Primitivo &#8220;ES&#8221; 2008 di Gianfranco Fino</a> sbalordisce per complessità ed eleganza, un primitivo che incanta, dolce e suadente, un primitivo che emoziona.</p>
<p>Il <strong>Primitivo di Manduria &#8220;ES&#8221; 2008 Gianfranco Fino</strong> può essere acquistato online su <a href="http://www.saporideisassi.it/" target="_blank">Sapori dei Sassi</a>.</p>
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		<title>Vinoingiardino, degustazione di vini a Firenze</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 19:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Difficile a dirsi, ma non si vive di soli cocktail, anche perché -ammettiamolo- in certi casi un buon vino può rappresentare una valida alternativa ad una bevuta miscelata, soprattutto quando il drink viene preparato male. Già, ma quale vino scegliere? L&#8217;evento-degustazione &#8220;Vino in Giardino&#8221;, che si terrà a Firenze il 20, 21 e 22 luglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-910" title="vinoingiardino" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//vinoingiardino.jpg" alt="degustazione vini firenze" width="420" height="350" />Difficile a dirsi, ma <strong>non si vive di soli cocktail</strong>, anche perché -ammettiamolo- in certi casi un buon vino può rappresentare una valida alternativa ad una bevuta miscelata, soprattutto quando il drink viene preparato male.<br />
Già, ma <strong>quale vino scegliere</strong>?<br />
L&#8217;evento-degustazione <em>&#8220;Vino in Giardino&#8221;</em>, che si terrà a Firenze il 20, 21 e 22 luglio presso i <em>Giardini di Villa Bardini</em>, potrebbe aiutarvi ad imparare a <strong>conoscere e riconoscere i vini</strong>, per il vostro aperitivo e non solo.<span id="more-908"></span></p>
<p>L&#8217;evento, che si protrarrà per tre serate, è a cura di <strong>Leonardo Romanelli</strong>, che vi allieterà con la sua cultura attorno al mondo del buon cibo e del bere bene, assieme alle specialità gastronomiche offerte gratuitamente dall’<em>Accademia  delle Frattaglie</em>, e vedrà come protagonisti alcuni dei vini prodotti dalle cantine più attive ed interessani del panorama vitivinicolo italiano.<br />
Durante <strong>Vinoingiardino</strong> si terranno dibattiti e incontri, tra cultura e degustazione: consultate il <a href="http://www.moba.fi.it/site/category/vino-in-giardino/" target="_blank">programma dell&#8217;iniziativa</a> per scegliere la serata da dedicare alla <strong>degustazione dei vini</strong> in un ambiente piacevole, da dove è possibile godere di una vista mozzafiato sulla città di <a href="http://www.drinkadrink.com/category/geodrinks/firenze/" target="_self">Firenze</a>.</p>
<p>E quelli di Drink a Drink? Ovviamente non ci saranno: aspettiamo <em>Alcolistingiardino</em>, <em>Negroningiardino</em> o giù di lì.</p>
<p>Per informazioni :<br />
mail: <a href="mailto:vinoingiardino@moba.fi.it">vinoingiardino@moba.fi.it</a><br />
tel: 055 – 2008 444<br />
cell: 366 – 3171834</p>
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		<title>Ju Boss, il Coraggio dopo la Paura</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 15:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mondo dei locali non è fatto solo di bar alla moda e cocktail ricercati, che poco hanno a che fare con il proprio passato e la propria storia, lontana o vicina, gioiosa o drammatica che sia. E&#8217; questo il caso di Ju Boss, una cantina storica di L&#8217;Aquila che è divenuta uno dei simboli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-904" title="juboss" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//juboss1.jpg" alt="juboss, cantina a l'aquila" width="420" height="100" /><br />
Il mondo dei locali non è fatto solo di bar alla moda e cocktail ricercati, che poco hanno a che fare con il proprio passato e la propria storia, lontana o vicina, gioiosa o drammatica che sia.<br />
E&#8217; questo il caso di <strong>Ju Boss</strong>, una cantina storica di <strong>L&#8217;Aquila</strong> che è divenuta uno dei simboli di una città che, dopo la paura e la rabbia, crede nel proprio coraggio e nella voglia di ricominciare. <span id="more-880"></span><br />
Inutile parlare di quello che è accaduto il 6 aprile 2009, giorno in cui un terribile sisma ha stravolto le famiglie abruzzesi.<br />
Qualche giorno fa, a oltre un anno da quel terribile evento, ancora avvolto nelle polemiche e nella rabbia, siamo stati al <strong>Ju Boss</strong> (il Boss), una cantina che ha visto, nel corso dei quasi 80 anni della sua storia, l&#8217;avvicendarsi di generazioni di aquilani e non, divenendo un vero centro di aggregazione per l&#8217;intera città.</p>
<p>Questo suo ruolo è stato ulteriormente consolidato, con forza, l&#8217;8 dicembre 2009, giorno in cui il <strong>Ju Boss</strong> ha riaperto i battenti dopo il terremoto: la cantina non aveva subito danni, ma era stata costretta a chiudere per la messa in sicurezza, e alla sua riapertura si è tenuta quasi una festa popolare che ha coinvolto le vie circostanti, intorno al Forte Spagnolo di L&#8217;Aquila.</p>
<p>Oggi anche il popolo universitario di L&#8217;Aquila, che quel 6 aprile ha pagato con un pesante tributo di giovani vite, ha ripreso a frequentare il <strong>Ju Boss</strong> che, probabilmente anche grazie alle 1400 etichette di cui dispone, al richiamo della focaccia con la frittata e al bellissimo bancone in legno e cuoio, continua a vedere tra i propri clienti anche gli aquilani che non abitano più nella zona a causa del trasferimento forzoso a cui sono stati costretti dal terremoto, e che attraversano i luoghi di una città ancora ferita, forse per ritrovare sé stessi, forse per avere la forza di ricominciare.<br />
Sono proprio i volti e i tanti suoni dei clienti che contibuiscono a rendere questo locale così vivo, caldo, informale e accogliente.</p>
<p>Che siate accaniti sostenitori del Montepulciano d&#8217;Abruzzo o fanatici entusiasti del Trebbiano, poco importa: il <strong>Ju Boss</strong> saprà offrirvi tante altre etichette tra le quali scegliere il vostro bicchiere di vino, sempre accompagnato da una atmosfera di ottimismo che comunque non deve far dimenticare di quello che è successo, e che ancora è fortemente presente, in Abruzzo.</p>
<p>Ju Boss<br />
Via Castello, 3<br />
L&#8217;Aquila<br />
0862/413393<br />
<a href="http://www.myspace.com/juboss" target="_blank">http://www.myspace.com/juboss</a></p>
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		<title>Cantine Morea, l&#8217;Aglianico con le spalle larghe</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 15:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[sideways]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Una produzione di tutto rispetto dal Vulture, patria dell'Aglianico, orgoglio vinicolo della Basilicata e del Mediterraneo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-867" title="Cantine-Morea" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Cantine-Morea.jpg" alt="Cantine-Morea" width="420" height="268" /></p>
<p>A ridosso dell&#8217;<a href="http://www.drinkadrink.com/vinitaly-2010/">ultima edizione di Vinitaly</a> ho avuto occasione di conoscere i vini <strong>Morea</strong>, una cantina della mia regione d&#8217;origine, la Basilicata. La zona di produzione è il bel Vulture; il vitigno l&#8217;Aglianico, in crescita di consensi ma non ancora abbastanza celebrato rispetto al suo grande valore.</p>
<p><span id="more-866"></span>A favorire la conoscenza delle Cantine Morea è stata una curiosa coincidenza: il contitolare dell&#8217;azienda assieme a <strong>Pasquale Vasca</strong> si chiama infatti <strong>Gianni Morena</strong>, proprio come mio padre. Ed è stato proprio mio padre a segnalarmi questa coincidenza e i vini Morea, che devono questo nome all&#8217;antico scalo portuense da cui i primi albanesi partivano alla volta di Maschito, dove il vino viene prodotto.<br />
Sono cinque le selezioni che attualmente Morea propone.<br />
Tre rossi a denominazione di origine controllata:</p>
<ul>
<li><strong>Soprano</strong>: affinato in rovere per tre anni, è un 14% rosso rubino, dal gusto deciso, corposo e prolungato. È la bottiglia ammiraglia delle Cantine, un vino frutto di un&#8217;estrema selezione tra i circa 250 quintali d&#8217;uva prodotta.</li>
<li><strong>Essenza</strong>: due anni in rovere, è un vino maturo con sentori balsamici e speziati, note di vaniglia e un bel corpo, proveniente da vitigni autoctoni della ricca terra che fu di Federico II.</li>
<li><strong>Solagna</strong>: è il vino base, un buon 14%, affinato in legno e poi acciaio. Deciso e gradevole, con un rapporto qualità prezzo davvero ottimo.</li>
</ul>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-868" title="Botti-Morea" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Botti-Morea.jpg" alt="Botti-Morea" width="212" height="380" align="left" />C&#8217;è poi <strong>Casale del Vulture</strong>, un IGT di tutto rispetto, e infine <strong>Reale</strong>, un moscato bianco di Trani fortemente voluto da Vasca e Morena, che ne sono autentici appassionati. Un perfetto vino da dessert dal colore giallo intenso con riflessi dorati, vellutato ma ben strutturato.</p>
<p>Fatta più per caso che per volontà, questa conoscenza è stata una piacevole sorpresa. Ho sempre decantato le qualità dell&#8217;Aglianico tra i miei conoscenti, e ho sempre pensato che con una poderosa azione di marketing questo vino arriverebbe a grandi traguardi. I vini Morea sono decisamente sulla strada giusta, e sono motivo di orgoglio per una produzione vinicola – quella lucana – in continua crescita. E, soprattutto, sono stati protagonisti di un&#8217;indimenticabile cena a casa mia, sponsorizzata sul fronte alcolico per l&#8217;ennesima volta da Gianni Morena. Ma non mio padre, stavolta: un altro Gianni Morena&#8230;</p>
<p>Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.cantinemorea.it" target="_blank"> www.cantinemorea.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bar Due Colonne a Rovereto: un tuffo nel passato</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 14:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
				<category><![CDATA[geodrinks]]></category>
		<category><![CDATA[trento]]></category>
		<category><![CDATA[arte moderna]]></category>
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		<description><![CDATA[Quasi per caso, durante una vacanza in Trentino di qualche tempo fa e orami fuori stagione, accompagnato da una gentile roveretana che evidentemente era ben consapevole dell&#8217;impatto che quella visita avrebbe avuto sulla mia psiche, ho avuto la possibilità (e la fortuna) di visitare il Bar Due Colonne di Rovereto, un vecchio albergo dell&#8217;800 accanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-637" title="vino-marzemino" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//vino-marzemino.jpg" alt="vino-marzemino" width="420" height="260" /></p>
<p>Quasi per caso, durante una <strong>vacanza in Trentino</strong> di qualche tempo fa e orami fuori stagione, accompagnato da una gentile roveretana che evidentemente era ben consapevole dell&#8217;impatto che quella visita avrebbe avuto sulla mia psiche, ho avuto la possibilità (e la fortuna) di visitare il Bar <strong>Due Colonne</strong> di Rovereto, un vecchio albergo dell&#8217;800 accanto al Municipio della cittadina della provincia di Trento.<span id="more-518"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-646" title="giochi-proibiti" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//giochi-proibiti.jpg" alt="giochi-proibiti" width="200" height="277" align="left" />Sì, &#8220;visitare&#8221;&#8230; lo storico bar delle <strong>Due Colonne</strong> si visita, prima di tutto.<br />
Proprio come si fa con il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_d%27arte_moderna_e_contemporanea_di_Trento_e_Rovereto" target="_blank">Mart</a>, poco distante. Poi si beve.<br />
Si visita per sentire l&#8217;odore della storia, così fortemente persistente e caratterizzata dalla vecchia presenza asburgica, e per sentire (e ammirare) il vecchio organo meccanico che ancora suona.</p>
<p>Accompagnato come un turista assolutamente fuori luogo, bardato di pantaloni da snowboard e occhiali da sole, quasi preso per mano, mi incammino sulle scricchiolanti travi di legno del pavimento, tra tavoli e sedie che hanno visto ben più di una guerra, di un gioco di carte clandestino, di un bicchiere di <strong>Marzemino</strong>, vino di colore rosso rubino dal profumo molto ricco  e, forse, di una rissa scoppiata tra avventori ormai ebbri e perfettamente ritratti (e messi in guardia) dalle locandine storiche  presenti nel bar.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-653" title="primi-effetti-alcool" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//primi-effetti-alcool.jpg" alt="primi-effetti-alcool" width="420" height="360" /></p>
<p>Dopo la visita del MART, dove l&#8217;arte moderna la fa da padrona, i miei occhi quasi stentano di fronte ad iscrizioni e avvisi che profumano di storia&#8230; fino ad arrivare all&#8217;organo meccanico messo in moto per me dal gentile titolare: un  organo in legno, avente la foggia di <img class="alignleft size-full wp-image-638" title="organo-meccanico" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//organo-meccanico.jpg" alt="organo-meccanico" width="200" height="150" align="left" />un vecchio armadio al cui interno un cilindro rotante, precedentemente caricato, mette in moto i meccanismi che lo compongono: martelletti, piccoli tamburi e campanellini, che un tempo allietavano i clienti del bar, sono oggi i testimoni di un tempo sì passato, ma che alle <strong>Due Colonne</strong> sembra essersi fermato: vi assicuro che non avrei battuto ciglio se in quel momento fosse entrato un soldato austriaco con il moschetto in mano!</p>
<p><strong>Bar Due Colonne</strong><br />
Piazza Podestà, 8<br />
38068 Rovereto (TN)<br />
Tel.: (+39) 0464421441</p>
]]></content:encoded>
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		<title>VINO: l’impero dei sensi! II Parte</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 21:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Ciampi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver parlato delle varie tipologie di vino e di come possiamo riconoscerle, passiamo ora a parlare di dove conservarlo e come servirlo! Che il vetro sia il materiale più usato per la conservazione del vino, pare  sia la diretta conseguenza del fatto che il vetro è l’unico materiale che ne conserva intatte tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-618" title="bottiglie" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//bottiglie.jpg" alt="bottiglie" width="420" height="220" /><br />
Dopo aver parlato delle varie <a href="http://www.drinkadrink.com/vino-l-impero-dei-sensi-i-parte/" target="_blank">tipologie di vino e di come possiamo riconoscerle</a>, passiamo ora a parlare di <strong>dove conservarlo</strong> e <strong>come servirlo</strong>!<br />
Che il vetro sia il materiale più usato per la conservazione del vino, pare  sia la diretta conseguenza del fatto che il vetro è l’unico materiale che ne conserva intatte tutte le caratteristiche. Ne consegue che <strong>per ogni vino c’è una bottiglia forgiata per contenerlo</strong>.<span id="more-615"></span></p>
<p>E cosi’ abbiamo ad esempio la <strong><em>Bordolese</em></strong>: bottiglia originaria della regione d Bordeaux, di forma cilindrica e con il collo corto, elegante e razionale, di colore bianco per l’imbottigliamento di vini rosati o rossi che vanno consumati giovani e per i bianchi. Di colore ambra invece per quei vini pregiati da lungo invecchiamento.</p>
<p><strong>La <em>Borgognona</em></strong>: di forma conica, non regolare e panciuta, di colore verde.</p>
<p><strong>La <em>Renana</em></strong>: recipiente tradizionale, di forma elegante e affusolata, usata soprattutto dai vignaioli delle sponde del Reno, è destinata ad ospitare vini bianchi privi di tartrati e di sali che si depositano sul fondo.</p>
<p><strong>La <em>Champagnotta</em></strong>: tipica bottiglia da Champagne, normalmente usata anche per vini spumanti. La sua forma ricorda in parte quella delle bottiglie borgognone ma è assai più rigonfia nella parte centrale. Di colore verde scuro, a meno che non sia destinata ad ospitare un “<em>blanc des blancs</em>”, è fabbricata in vetro dei più resistenti.<br />
La champagnotta è caratterizzata inoltre da un anello sporgente che circonda la base terminale del collo e che permette il fissaggio della gabbietta metallica.<br />
Va inoltre detto che troviamo questa bottiglia in varie grandezze: quella da un quarto, quella da mezzo litro, la normale, per poi passare alla <em>magnum</em> (equivalente di due bottiglie), la <em>double magnum</em> detto anche <em>Jéroboam</em> e che corrisponde a 4 bottiglie, la <em>Rhéoboam</em> a 6, la <em>Mathusalem</em> a 8, la <em>Salmanazar</em> dalla capacità di 12 bottiglie e, in ultimo, la <em>Nabucodonosor</em> con la capacità di 20 bottiglie.</p>
<p>Nel mio prossimo post, qualche indicazione sui <strong>bicchieri da utilizzare per il vino</strong>.</p>
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		<title>A Vinitaly tutto il mondo del vino e dei distillati</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inizia oggi 2 aprile la 43ma edizione di Vinitaly, il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati che si tiene annualmente a Verona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-607" title="vinitaly" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//vinitaly.jpg" alt="vinitaly" width="420" height="214" /></p>
<p>Inizia oggi 2 aprile la 43ma edizione di <strong>Vinitaly</strong>, il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati che si tiene annualmente a Verona. Una manifestazione che non ha bisogno di presentazioni, visto che da 43 anni è quella “che più d’ogni altra ha scandito l’evoluzione del sistema vitivinicolo nazionale ed internazionale, contribuendo a fare del vino una delle più coinvolgenti e dinamiche realtà del settore primario”, per citare le parole degli organizzatori.</p>
<p><span id="more-606"></span><br />
Vinitaly è senza dubbio il luogo privilegiato per far incontrare produttori e compratori, oltre che offrire agli appassionati del mondo del bere (pressoché la totalità della popolazione) uno squarcio su un universo che coniuga sapere antico, alta tecnologia e profonda passione. I numeri di Vinitaly sono impressionanti:<strong> 91 mila metri quadri di esposizione; 4200 espositori; 150 mila operatori previsti provenienti da oltre 100 paesi.<br />
</strong>Tutto il mondo enologico si incontra qui e non può prescindere da qui.<br />
Vinitaly non è solo una fiera: tanti sono infatti gli incontri, le presentazioni, i concorsi e le iniziative organizzati nei 5 giorni del Salone.<br />
Non c&#8217;è niente che a Drinkadrink possiamo dire su questa manifestazione che non possiate scoprire sul <a href="http://www.vinitaly.com/">sito ufficiale di Vinitaly</a>. Decidere se segnalarvi questo o quel produttore in base a meriti o gusti non avrebbe senso. Abbiamo pensato invece di rendere omaggio a tutti quei produttori che ci hanno fatto l&#8217;onore di invitarci al loro stand, facendoci sentire ancora una volta orgogliosi di questo blog. Non sappiamo se riusciremo ad esserci, ma speriamo che qualcuno dei nostri lettori lo faccia al posto nostro!<br />
Eccoli, in ordine sparso:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.vignatovini.it/">Vignato</a>, azienda vicentina di Davide Vignato;</li>
<li>Il consorzio <a href="http://www.nuoverealta.it">Nuove Realtà</a> presieduto da Oscar Bosio, un gruppo di sei produttori piemontesi;</li>
<li>Il <a href="http://www.valcalepio.org/">Consorzio Tutela Valcalepio</a> che unisce i 18 produttori bergamaschi presenti in un unico stando di oltre 300 metri quadri allestito come una vera e propria piazza;</li>
<li><a href="http://www.terrecolte.com/">Terre Colte</a>, azienda campana che presenta la sua collezione di etichette artistiche;</li>
<li><a href="http://www.casavyc.it/">Casavyc</a>, un&#8217;azienda che produce i suoi vini nella magica e selvaggia Maremma;</li>
<li>Le <a href="http://www.tenutegirolamo.it/">Tenute Girolamo</a> della splendida Puglia, che presentano il Pétroma 2005 e il Pétrakos 2005;</li>
<li>Le <a href="http://www.ippolito1845.it/">Cantine Ippolito</a>, da anni impegnate nella valorizzazione dei vitigni nobili di Calabria Gaglioppo e Greco Bianco;</li>
<li>L&#8217;azienda agricola <a href="http://www.sandrodebruno.it/">Sandro De Bruno</a>, dalla mozzafiato Montecchia di Crosara, non lontana da Verona; </li>
</ul>
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		<title>VINO: l&#8217;impero dei sensi! I Parte</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 20:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Ciampi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[degustazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni impazza la wine-mania e la corsa alle iscrizioni ai vari corsi per sommelier che, vista la richiesta, hanno ancora costi abbastana alti. Allora perché non muovere i primi passi insieme per avvicinarci a questo inebriante mondo? Nel famoso trattato &#8220;Physiologie du Gout&#8221;, Brillant-Savarin scrive:  &#8220;Il bere può procurare un piacere vivissimo, tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-565" title="physiologie du gout" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//physiologie-du-gout.jpg" alt="physiologie du gout" width="420" height="220" /></p>
<p>Negli ultimi anni impazza la <em>wine-mania</em> e la corsa alle iscrizioni ai vari corsi per sommelier che, vista la richiesta, hanno ancora costi abbastana alti. Allora perché non muovere i primi passi insieme per avvicinarci a questo inebriante mondo?<br />
Nel famoso trattato &#8220;Physiologie du Gout&#8221;, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anthelme_Brillat-Savarin" target="_blank">Brillant-Savarin</a> scrive:  &#8220;Il bere può procurare un piacere vivissimo, tutto l’apparato papillare ne gode: dalla punta della lingua alla profondità dello stomaco”.<span id="more-559"></span></p>
<p>Questa frase racchiude la filosofia del degustatore, che non si limita ad appagare la sensazione di bere ma va oltre.<br />
Va alla scoperta di tutta una gamma di caratteri di tipicità che ne conferiscono la qualità, del vino. Va detto, infatti, che il vino ha caratteristiche proprie che variano nella gamma dei <strong>colori</strong>, dei <strong>profumi</strong> e dei <strong>sapori</strong> e anche nel <strong>tenore alcolico</strong> che passa dai 10 gradi ai 18/22 gradi dei vini liquorosi. Anche nella composizione è molto complesso, si tratta infatti di una <strong>soluzione idroalcolica</strong> formata da sostanze contenute negli <strong>acini d’uva</strong>, <strong>tannini</strong> e <strong>sostanze coloranti</strong>, <strong>minerali</strong>, <strong>vitamine</strong> ed <strong>enzimi</strong>. E’ proprio per questo che dobbiamo avvalerci di <strong>4 dei nostri 5 sensi</strong> per una corretta degustazione.</p>
<p><strong>La vista</strong>: ci aiuta ad esaminare il colore del vino e le sue varie sfumature, la sua limpidezza.<br />
<strong>L’olfatto</strong>:ci da la possibilità di cogliere gli aromi caratteristici di un vitigno, il profumo fruttato, i sentori dell’uva moscata. Nei vini giovani si riscontrerà un odore vinoso molto pronunciato, mentre in quelli invecchiati si individuerà un bouquet nel quale possono distinguersi vari frutti come la mora, il lampone, o fiori come la vaniglia.<br />
<strong>Il gusto</strong>: ci permette di individuare la freschezza, l’armonia, l’equilibrio, la gusta corposità, la ricchezza dei sapori.<br />
<strong>Il tatto</strong>: la lingua (organo tattile) ci fornisce indicazioni sulla temperatura ma anche sulla corposità e untuosità del vino, sui sapori del vino e di come si determinano.</p>
<p>E&#8217; grazie alla lingua che riusciamo infatti a capire se un vino è:<br />
<strong>Secco</strong>: ossia quel vino in cui lo zucchero, nel corso della fermentazione, si è trasformato in alcol e che deve lasciare la bocca pulita e asciutta.<br />
<strong>Abboccato</strong>: vino che per un contenuto residuo di zuccheri naturali lascia una piacevole sensazione dolce.<br />
<strong>Rotondo</strong>: vino morbido per contenuti di zuccheri, di moderata acidità totale e ricco di glicerina.<br />
<strong>Spigoloso</strong>: è quel vino, che contrariamente al vino sucitato, è disarmonico per eccesso di tannini. Di solito succede con i vini rossi che non sono ancora giunti a completa maturazione.<br />
<strong>Amabile</strong>: è quel vino quasi dolce, grazie alla piccola quantità di zuccheri ancora indecomposti.<br />
<strong>Dolce</strong>: vino con grande quantità di zuccheri (dal 5% al 10%), destinato ai dessert e la sua dolcezza è istantaneamente avvertibile.</p>
<p>Ma come affermavo qualche riga più sù, il vino può presentare anche delle qualità negative come nei seguenti casi.<br />
<strong>Acerbo</strong>: soprattutto quando il vino è stato ottenuto da uve non arrivate a completa maturazione, oppure è troppo giovane e quindi acido.<br />
<strong>Acescente</strong>: ovvero quel vino che è stato alterato con una eccessiva quantità di acido acetico.<br />
<strong>Acido</strong>: è quel vino sano in cui però la quantità di acidi fissi è superiore ala media, ne consegue la necessità di un’ulteriore maturazione.<br />
<strong>Adulterato</strong>: perché addizionato con sostanze non consentite.<br />
<strong>Bruciato</strong>: sta ad indicare che la frutta è stata bruciata durante la cottura.<br />
<strong>Decrepito</strong>: è quel vino che, per il prolungato invecchiamento, ha perso colore, profumo e sapore.</p>
<p>Insomma, come diceva Ernest Hemingway &#8220;il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo&#8221;&#8230; perché privarsene?</p>
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		<title>Vino e bicilindriche italiane: il Desmorosso</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 09:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Ciampi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se dico Ducati, tutti pensano al rosso della moto che vince un campionato mondiale GP, ad una storica azienda che si è trasformata passando dalla produzione di componenti per radio a un brand di moto conosciuto in tutto il mondo. Se dico JP BARI, molti non lo sanno, ma è una società di servizi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-462" title="vino desmorosso" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//vino-desmorosso.jpg" alt="vino desmorosso" width="420" height="120" /></p>
<p>Se dico <strong>Ducati</strong>, tutti pensano al rosso della moto che vince un campionato mondiale GP, ad una storica azienda che si è trasformata passando dalla produzione di componenti per radio a un brand di moto conosciuto in tutto il mondo.<br />
Se dico <strong>JP BARI</strong>, molti non lo sanno, ma è una società di servizi che opera anche nel settore della ristorazione. Nata dalla creatività di Paolo Bari, titolare di un’importante realtà del panorama gastronomico non solo nel vicentino ma di tutto il nord Italia, e punto di partenza per escursioni sui <strong>Colli Berici</strong> e le <strong>Ville Palladiane</strong>.<br />
Se dico <strong>Le Pignole</strong>, parlo di un’azienda vinicola il cui proprietario è Paolo Padrin.<br />
Vi state chiedendo se sono pazza? No!<span id="more-455"></span></p>
<p>Avete mai sentito parlare di <em>Dynamic Ducati Driving</em>?<br />
Cos’è? E’ l’idea che nasce dalla collaborazione e dalla esperienza della <strong>Ducati</strong> e della <strong>JPBARI</strong>: significa salire in sella ad una Ducati insieme a guide esperte e scalare i passi delle Dolomiti, esplorare il Veneto, senza rinunciare al comfort degli alberghi. I tour sono organizzati nei minimi dettagli e prevedono la presenza di una guida in grado di dare suggerimenti per migliorare le capacità di guida delle vostre moto Ducati, e di una moto di assistenza e appoggio per ogni gruppo di quattro partecipanti.</p>
<p><img title="desmorosso 2006" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//desmorosso2006.jpg" alt="desmorosso 2006" width="157" height="342" align="left" />Ma l’azienda vinicola che ruolo ha in tutto questo?<br />
In stretta collaborazione con le aziende sopra citate.<br />
Ha dato vita al <strong>Desmorosso</strong>, operazione di licensing che trova terreno fertile nelle gite fuoriporta in moto e apre un nuovo orizzonte nel settore vitivinicolo con un vino rosso (che prende il nome dalla stessa operazione).<br />
Il <a href="http://www.desmorosso.com/prodotti/Desmorosso_2006/" target="_blank">Desmorosso 2006</a> è un vino ricavato per il 70% da uve di Cabernet Sauvignon, il 20% di Merlot e il 10% di Carmenère. Dal colore rosso granato intenso, si esprime attraverso note di frutti di bosco con delicate sfumature di spezie dolci. Equilibrato, con tannini dolci ed avvolgenti, di grande struttura, persistente al retrogusto richiama le note fruttate e speziate olfattive.</p>
<p>E per un vino di tal carattere non potevano che esserci due “padrini” d’eccezione, <strong>Domenico Dolce</strong> e <strong>Stefano Gabbana</strong>, che hanno ospitato la presentazione del vino alla stampa, lo scorso giugno al <a href="http://www.dolcegabbanagold.it/" target="_blank">Gold</a>, il primo <em>concept restaurant</em> italiano ideato dai due stilisti in linea con il loro ideale di moda, fashion, glamour!<br />
Per una come me che ama i vini bianchi l’esperienza Desmorosso è stata comunque soddisfacente!</p>
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