Abbiamo visto quali sono le origini del termine cocktail, tra mito e leggenda, ma c’è un giorno preciso al quale è possibile far risalire ufficialmente la nascita della parola cocktail?
Ebbene sì. Come spesso accade in certi casi, viene usata per la prima volta quasi per gioco, prendendosi burla di una delle invenzioni più esilaranti e al contempo tragiche dell’intera umanità: la politica.
Era il 6 Maggio 1806…
Anzi, non sai cosa bevi: vi siete mai chiesti quante sono le persone che conoscono il significato della parola “cocktail“?
Beh, io sì: ho fatto un piccolo sondaggio tra amici amanti di aperitivi, cocktail e long drinks: conoscono le ricette, i migliori bar dove andare a bere, i bicchieri giusti… ma sono veramente pochi quelli che conoscono il significato e le origini della parola cocktail. Anche perché, va detto, non sono certo così chiare: di certo c’è solo il fatto che il termine non ha niente a che vedere con il nome volgare dell’attributo sessuale maschile in lingua inglese, così almeno plachiamo subito gli animi di bigotti, benpensanti e ninfomani.
Eccovi una serie di spiegazioni del termine cocktail e un po’ di storia: adottate una di queste quando vi chiederanno “Cosa significa cocktail?” e potete stare certi del fatto che non starete sbagliando.
Confesso che uscito dalla libreria e immersomi nel fluido andirivieni del centro, ho provato uno strano e confortevole senso, misto di consapevole e religioso. Camminare tra la gente con sottobraccio il monolitico vangelo degli amanti del buon bere, appena stampato in Italia con soli 145 anni di ritardo da Feltrinelli, mi ha fatto sentire alla stregua di un predicatore che annuncia la venuta del Blue Blazer. Tutto tronfio facevo in modo che l’attraente copertina arancio del libro fosse ben visibile, attento a che sembrasse assolutamente casuale, nella speranza che l’occhio di qualcuno cogliesse quel titolo epico e definitivo: Il manuale del vero gaudente ovvero Il grande libro dei drink. Continua a leggere »