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	<title>Drink a Drink &#187; musica dal vivo</title>
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		<title>Fuzz: il live beat della notte pesarese</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 10:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[geodrinks]]></category>
		<category><![CDATA[pesaro]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ero a Pesaro per lavoro e, dopo una sostanziosa e genuina scorpacciata, il buon Federico (l&#8217;indigeno amico) è venuto a prelevarmi dal mitico Pasqualon per concludere la serata in un locale dalle parti del molo. Quando siamo arrivati a destinazione ho avuto subito la sensazione che fosse il posto giusto, a partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-874 alignnone" title="Fuzz a Pesaro" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//FuzzPesaro.jpg" alt="Fuzz a Pesaro" width="420" height="194" /></p>
<p>Qualche giorno fa ero a <strong>Pesaro </strong>per lavoro e, dopo una sostanziosa e genuina scorpacciata, il buon Federico (l&#8217;indigeno amico) è venuto a prelevarmi dal mitico Pasqualon per concludere la serata in un locale dalle parti del molo.</p>
<p>Quando siamo arrivati a destinazione ho avuto subito la sensazione che fosse il posto giusto, a partire dal nome del locale: <strong>Fuzz</strong>.</p>
<p><span id="more-872"></span></p>
<p>Per un irriducibile del garage beat come me, è stata una vera gioia passare un paio d&#8217;ore tra parati psichedelici, poltroncine vintage e musica anni &#8217;60, fornita per l&#8217;occasione dalle Rimmel, una band di sole donne: magari non impeccabili sotto il profilo tecnico, ma decisamente più piacevoli di una pedata nel deretano.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-873" title="Le Rimmel al Fuzz" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//rimmel-al-fuzz.jpg" alt="Le Rimmel al Fuzz" width="259" height="346" align="left" />Ho fatto due chiacchiere con <strong>Alessandro</strong>, che mi ha raccontato un po&#8217; di storia di questo accogliente live club.</p>
<p>“Il Fuzz nasce da un&#8217;idea mia e di <strong>Michele</strong>, l&#8217;altro socio: siamo entrambi grandissimi appassionati di musica e facciamo parte di una band, i <strong>Cheap Wine</strong>, fin dal lontano 1997. Abbiamo fatto centinaia di date in tutta Italia, esibendoci in tanti locali diversi e allora ci siamo detti: perché non provare ad aprire un live club anche nella nostra città, visto che manca e c&#8217;è l&#8217;esigenza di un palco dove far suonare i tantissimi gruppi che ci sono a Pesaro? Così nel 2004 è nato il Fuzz.”</p>
<p>Da appassionato del bere miscelato ho cercato di capire che tipo di alcool si serve in un posto del genere. “Il Fuzz si rivolge ad un pubblico che va dai 20 ai 45 anni – continua Alessandro – perciò ci rivolgiamo tendenzialmente a gusti più adulti. Sicuramente funziona molto come birreria, ma riusciamo ad accontentare anche chi ordina un cocktail di qualsiasi genere, avendo del personale preparato e professionale.”</p>
<p>Ero sufficientemente satollo di vino rosso da non poter giudicare lucidamente quello che ho bevuto – un paio dei soliti <strong>Vodka Martini</strong> – ma già tutto il resto è bastato a lasciare in me un ottimo ricordo del Fuzz. Soprattutto la musica: “la programmazione essenzialmente è rock, ma abbiamo fatto suonare tantissimi gruppi dal jazz al funky, dal pop all&#8217;hip hop, dal metal al folk, dal beat al garage, ecc&#8230; Abbiamo proposto diversi spettacoli teatrali e molto probabilmente la prossima stagione, che inizierà a settembre, inseriremo anche degli spettacoli di cabaret”, mi conferma Alessandro.</p>
<p>Sarà che dove vivo io ormai la musica dal vivo è un miraggio, fatto sta che sorseggiare il proprio cocktail ondeggiando la testa al ritmo di “La bambola” di Patty Pravo in versione beat, lo rende di per sé un&#8217;esperienza mistica. Anzi, psichedelica.</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/fuzzpesaro">www.myspace.com/fuzzpesaro</a></p>
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		<title>Weekend a Londra bevande incluse</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 11:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[geodrinks]]></category>
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		<description><![CDATA[A un mese esatto dall&#8217;escursione pesarese, con i miei pard di Sideways abbiamo avuto la fortuna di un altro fine settimana più somigliante a una vacanza che a vero e proprio lavoro. Stavolta la meta era la mitica Londra, sempre brulicante di vita, sempre coinvolgente, sempre grigia di nubi. Il programma è stato serratissimo, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-742" title="towerbridge" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//towerbridge.jpg" alt="towerbridge" width="420" height="200" /></p>
<p>A un mese esatto dall&#8217;<a href="http://www.drinkadrink.com/docks-margarita-juri-passeggiata-alcolica-sul-lungomare-di-pesaro/">escursione pesarese</a>, con i miei pard di Sideways abbiamo avuto la fortuna di un altro fine settimana più somigliante a una vacanza che a vero e proprio lavoro. Stavolta la meta era la mitica Londra, sempre brulicante di vita, sempre coinvolgente, sempre grigia di nubi.<span id="more-739"></span><br />
Il programma è stato serratissimo, e lo abbiamo equamente diviso tra le tappe rigorosamente turistiche e quelle avventurosamente improvvisate: quindi giro sul <a href="http://www.londoneye.com/">London Eye</a>, cena a bordo del <a href="http://www.thamesdinnercruise.co.uk/dinner.htm">Thames Dinner Cruise</a> e dal lussureggiante <a href="http://www.danddlondon.com/restaurants/quaglinos/home">Quaglino&#8217;s</a>, ma anche capatina a Camden, svacco ad Hyde Park e vagabondaggio ai docks. Il tutto sempre e comunque innaffiato da cascate di alcool di altissimo livello, tra vini pregiati e birre bitter.<br />
Per fortuna abbiamo anche avuto la possibilità di concludere un paio di serate in posti in cui il bere non si limita ai fermentati, ma sconfina nel distillato di pregio e nei suoi derivati mixati.<br />
Tra gli altri, tre posti in particolare mi hanno colpito, ed è di questi che vorrei limitarmi a dare segnalazione su drinkadrink, sorvolando sul peggior Long Island che mi sia mai stato servito.<br />
Il primo è il <a href="http://www.cafeboheme.co.uk/">Cafe Boheme</a>, che si trova in un angolo molto frequentato di Old Compton street, nel cuore di Soho, quartiere ricco di fascino perverso. C&#8217;era una confusione terribile, e già entrando rimuginavo che molto difficilmente il barman mi avrebbe degnato di più di qualche secondo di attenzione. E invece con mia somma gioia, appoggiato al bancone ho notato che nonostante la ressa, dall&#8217;altro lato i cocktail venivano preparati con la massima cura. Allora mi sono azzardato ad ordinare un <strong>Mint Julep</strong>. Già è difficile descrivere il piacere che ho provato quando il barman ha annuito alla mia richiesta, anziché storcere il naso e chiedere “What?”, figurarsi quando ho visto l&#8217;ottima preparazione e gustato l&#8217;ancor più suadente risultato. I due capi barman sono Kamil e Tomek, due ragazzi sorridenti che devono essere fratelli: non c&#8217;era verso di fare due chiacchiere, ma un&#8217;occhiata è bastata a esprimere tutta la mia ammirazione.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-743" title="aintnothinbut" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//aintnothinbut.jpg" alt="aintnothinbut" width="420" height="238" /></p>
<p>Seconda tappa degna di menzione è stato un locale che si chiama <a href="http://www.aintnothinbut.co.uk/">Ain&#8217;t nothin&#8217; but&#8230;</a>, un posto che è una celebrazione vivente del blues. Ma non aspettatevi pacchianate alla Hard Rock Cafe: qui si parla di 10mq di catapecchia nella quale non si spiega come faccia a trovarci posto una band intera, che pesta classici blues e rock dalle 10.00 alle 3.00 del mattino. Entrare è un&#8217;impresa, ma una volta dentro state sicuri che ci resterete fino a chiusura. Rigorosamente birra. Lo trovate sempre a Soho, su Kingley Street, una viuzza dove ci sono locali per ogni gusto.<br />
Ultima segnalazione per il pranzo di decompressione prima della partenza. Al <a href="http://www.pjsbarandgrill.co.uk/index.htm">PJ&#8217;s</a>, nel placido splendore di Chelsea, si pranza in grande stile, benché l&#8217;atmosfera sia molto rilassata. Un diner dai prezzi non certo stracciati, ma nemmeno così alti da essere proibitivi, nel quale si respira l&#8217;atmosfera dei Polo Club più esclusivi. Arredamento magnifico, cibo ottimo (per gli standard inglesi, ovviamente&#8230;), grande cortesia e barman molto simpatico, che ha convinto me – ma non i miei compagni – a provare la sua <strong>Pimm&#8217;s cup</strong>. Non sono un esperto su questo rinfrescante aperitivo tipicamente British, ma devo dire che era molto gradevole e armonioso. Inoltre, devo notare che mentre attendevo il mio turno, il barman ha preparato per altri clienti un paio di <a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-martini/">Martini Cocktail</a> da manuale: non fosse stato per l&#8217;ora e per la partenza imminente&#8230;<br />
Insomma, ancora una volta, l&#8217;impressione è che a Londra si mangia da servi, ma si beve da Re!</p>
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