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	<title>Drink a Drink &#187; martini cocktail</title>
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		<title>Docks, Margarita, Juri: passeggiata alcolica sul lungomare di Pesaro</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 12:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[geodrinks]]></category>
		<category><![CDATA[pesaro]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail bar]]></category>
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		<category><![CDATA[martini cocktail]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel torrido maggio di questo 2009 ci è toccato in sorte come Sideways di passare un fine settimana di lavoro (il Festival Nazionale dell&#8217;Installatore) sulla riviera adriatica, nella placida e accogliente Pesaro. Due giornate di lavoro massacrante, che si sono protratte fino a tarda notte: il venerdì per rimediare agli inevitabili ritardi nella preparazione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="size-full wp-image-689 alignnone" title="docks café" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//pesaro01.jpg" alt="il docks café a pesaro" width="420" height="246" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Nel torrido maggio di questo 2009 ci è toccato in sorte come <a href="http://www.sideways.it">Sideways</a> di passare un fine settimana di lavoro (il <a href="http://www.deltaits.it/">Festival Nazionale dell&#8217;Installatore</a>) sulla riviera adriatica, nella placida e accogliente Pesaro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span id="more-687"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Due giornate di lavoro massacrante, che si sono protratte fino a tarda notte: il venerdì per rimediare agli inevitabili ritardi nella preparazione del materiale grafico e video; il sabato per festeggiare meritatamente il successo del Festival. Due giornate in cui metà della redazione di drinkadrink – che poi è anche metà dell&#8217;organico di Sideways – si è profusa nel consumare abbondanti scorte di alcool dei caffè pesaresi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Alloggiando al <a href="http://www.cruiser.it/">Cruiser Congress</a>, che si trova a ridosso della spiaggia, era più che naturale che la nostra via crucis alcolica si sarebbe tenuta perlopiù sul lungomare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">La prima menzione d&#8217;onore va fatta al <strong>Polo</strong>, il ristorante che si trova in piazza della Libertà, la rotonda che ospita la “<a href="http://www.arnaldopomodoro.it/">palla di Pomodoro</a>&#8220;. Pesce meraviglioso e una carta dei vini di tutto rispetto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Il dopocena del venerdì si è consumato al <strong>Docks</strong>, il lounge bar che si trova sul basamento dell&#8217;hotel Cruiser, dal quale vi si può accedere direttamente. L&#8217;interno del bar è molto chic, con arredamenti ricercati ma molto accoglienti. Il bar ed è circondato su due lati da una terrazza che ospita sgabelli e banconi oltre a poltroncine per lo svacco. Al Docks abbiamo sorseggiato quasi tutti dei <a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-martini/">Cocktail Martini</a>, non strepitosi ma neanche da disdegnare. Niente oliva né lemon twist, secondo una strana usanza pesarese: se chiedi l&#8217;oliva nel Martini te ne portano una ciotola a mo&#8217; di stuzzichino. Paese che vai&#8230;<br />
<img align="left" class="size-medium wp-image-690 alignleft" title="olive" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//olive-300x300.jpg" alt="olive" width="216" height="216" />Il sabato, dopo il massacro fieristico, il primo drink di decompressione l&#8217;abbiamo preso due isolati più avanti, sempre sul lungomare, in uno dei posti più in voga nella Pesaro by night: il <strong>Margarita</strong>. Come per molti bar sul lungomare, lo spazio interno del locale è molto ridotto, e interamente aperto sulla terrazza annessa che ospita la maggior parte dei tavoli. Del resto, con la brezza marina a rinfrescare, credo che in ben pochi occupino l&#8217;interno durante l&#8217;estate. Posso certificare solo la gentilezza del personale, perché anziché qualcosa di miscelato, mi sono concesso di tracannare una birra in due sorsi, per placare la sete di una serata ad oltre 30 gradi centigradi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Ci siamo poi spostati allo <strong>Juri</strong>, pochi passi in là, dove abbiamo passato il resto della serata. Il primo impatto è stato drammatico: ho chiesto un <strong>Vodka Martini</strong> e mi è stato recapitato un improbabile miscuglio, cioè una specie di Vodka Tonic in cui al posto della tonica c&#8217;era il Martini Bianco. Il barman insisteva che quello che mi aveva servito è un Vodka Martini, mentre per avere il cocktail che intendevo io (il Cocktail Martini con vodka al posto del gin, per capirci) avrei dovuto chiedere un Vodkatini. Ora, l&#8217;appellativo Vodkatini è anch&#8217;esso giusto, e posso anche capire che un barman possa non essere un&#8217;enciclopedia dei nomi dei cocktail. Ma quello che contesto fermamente (ma amichevolmente) al barman dello Juri è che, comunque lo si chiami, abbia il coraggio di servire una simile porcheria ai suoi clienti. Immaginare che qualcuno possa bere – e apprezzare – una simile poltiglia, mi fa ghiacciare il vino nelle vene.<br />
A parte questa buffa incomprensione, comunque, il barman e tutti allo Juri si sono poi rivelati simpatici, cordiali e disponibili. E anche bravi preparatori di Vodka Martini, che dopo ci hanno copiosamente serviti. Senza oliva, ovviamente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Abbiamo tirato lungo finché le forze ce lo hanno concesso, e finché ogni bar del lungomare ci ha buttati fuori di peso. Del resto, doveva essere una via crucis&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Pollice alto per i bar del lungomare di Pesaro, dunque: avranno anche uno strano rapporto con le olive, ma di sicuro sanno farti passare una bella serata in compagnia di un buon drink!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><strong>DOCKS CAFÉ<br />
</strong>Viale Trieste, 281<br />
61100 Pesaro<br />
tel. 0721.388100<br />
<a href="http://www.cruiser.it/docks_Site/index.html">www.cruiser.it</a><strong></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><strong>MARGARITA</strong><br />
Viale Trieste, 289<br />
61100 Pesaro<br />
tel. 0721.371120<br />
<a href="http://www.margaritacafe.it">www.margaritacafe.it</a><strong></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><strong>JURI</strong><br />
Viale Fiume, 107<br />
61100 Pesaro<br />
tel. 0721,67600</p>
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		<title>Intervista a Ursula Chioma</title>
		<link>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-ursula-chioma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intervista-a-ursula-chioma</link>
		<comments>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-ursula-chioma/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 13:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[aibes]]></category>
		<category><![CDATA[barman]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail originali]]></category>
		<category><![CDATA[martini cocktail]]></category>

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		<description><![CDATA[Ursula Chioma, bartender al prestigioso Hotel Cristallo di Cortina d'Ampezzo e miglior barman dell'anno alla 59ima edizione del Concorso Nazionale AIBES, risponde a dieci domande di drinkadrink.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-539 alignleft" title="ursula-chioma-01" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//ursula-chioma-01.jpg" alt="ursula-chioma-01" width="420" height="238" /></p>
<p> </p>
<p>Autori e lettori di drinkadrink hanno una cosa in comune: la ricerca di quella misteriosa magia che trasforma semplici liquori, succhi e distillati in un prodigio del gusto che si chiama “cocktail”. Ci aiutano in questa ricerca i veri “stregoni” del mondo del bere miscelato, e cioè i barman. Abbiamo sottoposto le nostre 10 domande a <strong>Ursula Chioma</strong>, bartender al prestigioso Hotel Cristallo di Cortina d&#8217;Ampezzo e <strong>miglior barman dell&#8217;anno</strong> alla <a href="http://www.drinkadrink.com/al-convegno-nazionale-aibes-i-migliori-barman-italiani-del-2008/">59ima edizione del Concorso Nazionale AIBES</a>. Eccovi le sue risposte:</p>
<p><span id="more-534"></span></p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Raccontaci qualcosa di te e della tua professione.</strong></li>
</ul>
<p>Intraprendere la professione di bartender sicuramente non era ciò che la mia famiglia aveva progettato per me: essendo figlia di commercialista, il percorso che mi attendeva avrebbe previsto studi universitari nell’intento di seguire le orme paterne. L’impatto con il bar è stato più o meno casuale: essendo nativa di un posto prettamente turistico, mi trovai una estate durante la pausa scolastica a fare la mia prima stagione dietro ad un bancone, e subito fu colpo di fulmine, tanto che mi tuffai immediatamente nella ricerca di tutto ciò che fosse relativo al bar, ai prodotti e ai drink, aiutata da una grande passione per lo studio nonché dal motto di cercare di fare sempre tutte le cose al meglio delle proprie possibilità, con il massimo impegno.<br />
Da qui in poi il percorso si è ben definito subito dopo il corso <a href="http://www.aibes.it/">AIBES</a> a 20 anni e conseguentemente dall’ingresso in associazione. </p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Il cliente ideale al tuo bancone ordina un&#8230;</strong></li>
</ul>
<p>Il cliente ideale a mio avviso è colui che interagisce con il bartender a prescindere da ciò che richieda, una persona con la quale si possa intraprendere una piacevole conversazione sia essa generica o relativa all’ambito merceologico. Naturalmente tra le più gradite richieste da parte dei miei ospiti non potrei non annoverare <strong><a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-martini/">Martini cocktail</a></strong> all’aperitivo e <strong>Cognac </strong>da meditazione come after dinner.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>E quando ci sei tu dall&#8217;altra parte del bancone cosa ordini?</strong></li>
</ul>
<p>Nelle mie richieste sono molto volubile, in relazione al momento della giornata in cui mi trovo a bere un drink, dalla situazione e dall’atmosfera che si crea.<br />
Tra i miei drink preferiti all’aperitivo potrei elencare l’<a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-americano/">Americano</a>, il Pimm’s n° 1, e… perché no? anche un Virgin Mary (very spicy); nei locali notturni prediligo Screwdriver, mentre un classico al quale non posso rinunciare dopo una cena importante è sicuramente un Cognac.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Tradizione o innovazione?</strong></li>
</ul>
<p>Senza dubbio un adeguato connubio tra le due. Non potrei immaginare alla rinuncia del classico per dar spazio alla tendenza; l’apogeo consiste nel riuscire a creare un consono ed entusiasmante mix tra tradizione ed innovazione. Proprio ultimamente ho visitato un locale che rispecchia alla perfezione quanto sopra: il <a href="http://www.the-connaught.co.uk/connaught_bar.aspx">Connaught</a> di Londra ed è stato un vero piacere passare del tempo al banco per assaporare appieno quella bellissima atmosfera. </p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Da cosa si riconosce un bravo barman?</strong></li>
</ul>
<p>Un bravo barman è inconfondibile ed individuabile dal primo momento in cui si entra in un locale. Un rapido sguardo all’ambiente circostante è sufficiente per avvertire la sua presenza, il suo carisma nel modo di porsi, di salutare e di sorridere ai clienti che trasmettono immediatamente la sensazione di essere in presenza di un ottimo “padrone di casa” pronto ad accogliere nel miglior modo i suoi ospiti e a soddisfare le loro esigenze e necessità.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-541" title="ursula-chioma-021" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//ursula-chioma-021.jpg" alt="ursula-chioma-021" width="420" height="630" /></p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Che cosa non può assolutamente mancare in un cocktail bar che si rispetti?</strong></li>
</ul>
<p>Professionalità, competenza, cordialità, affabilità, cortesia sono solo alcuni, ma tra i più essenziali aspetti che non possono mancare per trovarsi in un cocktail bar che si rispetti, a prescindere dalla gamma dei prodotti offerti o dall’arredamento. Sono le persone e quindi i bartender nonché i clienti stessi che determinano il successo di un locale.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Che ne pensi del recente inasprimento delle pene per la guida in stato d&#8217;ebbrezza?</strong></li>
</ul>
<p>Piuttosto che abbassare ulteriormente il limite legale di presenza di alcool nel sangue (decisione che comunque mi trova d&#8217;accordo), credo che dovrebbero essere fornite delle soluzioni atte a disincentivare e scoraggiare la guida in stato di ebrezza: le persone continuano comunque a mettersi alla guida nonostante la consapevolezza dei rischi che possono arrecare sia verso se stessi che verso gli altri, per nulla preoccupati degli innumerevoli controlli che vengono effettuati dalle forze dell’ordine.<br />
Sorge una necessità di avere delle soluzioni efficaci che permettano ai clienti di non negarsi il piacere di un drink, e al bartender di continuare a dilettare i propri ospiti con le sue realizzazioni.<br />
In Italia purtroppo non c’è ancora la coscienza del guidatore designato, responsabilità che si dovrebbe incoraggiare nel cliente, tanto meno si riesce ad avere la presenza di un adeguato numero e di svariate tipologie di servizi di trasporto, che dovrebbero applicare senza alcun dubbio prezzi accessibili (pensiamo al costo di una corsa in taxi&#8230;).</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Un aneddoto che ti è capitato al bancone.</strong></li>
</ul>
<p>Ricordo con piacere una bella sfida che mi lanciarono alcuni clienti dell’hotel: avere un martini cocktail diverso dai classici ed innovativo ogni sera&#8230; Fu creato di tutto nel corso delle loro visite, ma rimasero piacevolmente sorpresi e si dichiararono sconfitti quando infine fu proposto loro un <strong>Mountain Martini</strong>, con essenza di pino… a tutt’oggi è uno dei Martini che propongo con piacere qui a Cortina.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Il più bel locale dove sei stata.</strong></li>
</ul>
<p>Il Raffles di Singapore, e in particolare il Long Bar è un locale che sicuramente rimarrà nel mio ricordo come uno dei più bei posti visitati, per l’atmosfera, la tradizione che lega il bar ad uno dei drink più conosciuti, nonché per la professionalità e la cortesia dei bartender. Singapore è una tra le mie mete preferite e posso dire che offre una grandissima varietà di locali e hotel ad alto livello di competenza e professionalità, grazie anche a delle ottime scuole di formazione. </p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Un consiglio per chi vuole trasformare il proprio salotto in un perfetto cocktail bar.</strong></li>
</ul>
<p>Pochi prodotti ma essenziali, come ad esempio Gin, Vodka, Cognac, Whisky, senza dubbio un bitter e un vermouth, e naturalmente lasciare tanto spazio alla fantasia utilizzando ingredienti presenti in cucina come frutta fresca per ottenere succhi per la miscelazione, o per proporre degli interessanti appetizers in accompagnamento. Essenziale non tralasciare di avere sempre a disposizione del ghiaccio per non trovarsi impreparati e sprovvisti, e non farsi mancare tra l’<a href="http://www.drinkadrink.com/lindispensabile-2-attrezzatura-per-il-bar-a-casa/">attrezzatura</a> uno shaker e un mixing glass. A questo punto non resta altro che creare!!!</p>
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		<title>Cocktail Martini</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 19:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Fittipaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[videodrinks]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail]]></category>
		<category><![CDATA[gin]]></category>
		<category><![CDATA[martini cocktail]]></category>
		<category><![CDATA[martini dry]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti: Gin &#8211; 8/10 &#8211; Martini Dry &#8211; 2/10 Guarnizioni: Olive o Lemon Twist Preparazione: Raffreddate un martini glass con del ghiaccio. Ripetete l&#8217;operazione in un boston (o un tumbler), avendo cura di non lasciare acqua sul fondo, quindi versate 2/10 di Martini Dry e 8/10 di Gin di qualità. Miscelate energicamente col bar spoon. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>Gin &#8211; 8/10 &#8211; Martini Dry &#8211; 2/10</li>
</ul>
<p><strong>Guarnizioni:</strong></p>
<ul>
<li>Olive o Lemon Twist</li>
</ul>
<p align="center"><object width="340" height="285" data="http://www.youtube.com/v/OtkSsCQtc9E&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OtkSsCQtc9E&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Preparazione:</strong></p>
<ul>
<li>Raffreddate un martini glass con del ghiaccio. Ripetete l&#8217;operazione in un boston (o un tumbler), avendo cura di non lasciare acqua sul fondo, quindi versate 2/10 di Martini Dry e 8/10 di Gin di qualità. Miscelate energicamente col bar spoon. Buttate il ghiaccio dal martini glass e versate pure il cocktail aiutandovi con uno strainer. Guarnite con una o più olive o con lemon twist. Servite subito.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Francesco Cione (prima parte)</title>
		<link>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-francesco-cione-prima-parte/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intervista-a-francesco-cione-prima-parte</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 15:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[aibes]]></category>
		<category><![CDATA[barman]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail originali]]></category>
		<category><![CDATA[martini cocktail]]></category>

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		<description><![CDATA[10 domande a Francesco Cione, premio Angelo Zola 2008 ai campionati AIBES.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi meglio di un professionista può svelare i segreti di un mondo complesso e affascinante come quello del bartending? Abbiamo provato a carpirne qualcuno da Francesco Cione, appena “diplomato” miglior barman under 28 ai campionati AIBES che si sono tenuti a Sanremo. Gli abbiamo fatto 10 domande, alle quali ha risposto con grande disponibilità. Ecco la prima parte dell&#8217;intervista&#8230;</p>
<p><span id="more-417"></span></p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Raccontaci qualcosa di te e della tua professione.</strong></li>
</ul>
<p>Sono nell&#8217;ambiente dalla nascita, visto che i miei genitori sono proprietari di una ormai storica caffetteria a Verbania (Lago Maggiore, città da dove vengo) da 28 anni.</p>
<p><img class="size-full wp-image-429" title="francesco-cione-2" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//francesco-cione-2.jpg" alt="francesco-cione-2" width="223" height="314" align="left" />Cresciuto quindi con la passione trasmessa da loro, ho coltivato quella che poi sarebbe diventata la mia professione da sempre. Fondamentali per la mia crescita sono stati sicuramente l&#8217;avvicinamento all&#8217;<a href="http://www.aibes.it/" target="_blank">AIBES</a>, attraverso i primi corsi ed in seguito con l&#8217;ingresso come socio, ed in particolare le esperienze maturate al di fuori dell&#8217;ambito &#8220;domestico&#8221;; prima sul lago Maggiore e successivamente all&#8217;estero fino a ritrovarmi impiegato quest&#8217;estate presso il mitico <strong>Hotel Cipriani di Venezia</strong> e da quest&#8217;inverno al notissimo <strong>Hotel Cristallo Palace &amp; Spa di Cortina D&#8217;Ampezzo</strong>.</p>
<p>Ho da sempre cercato di inquadrare il mondo del bartending a 360 gradi, quindi con la voglia di approfondire tutti i diversi aspetti di questo fantastico mondo: esperienze in svariate tipologie di locali ed apprendimento di molteplici tecniche di lavoro e servizio, così da crearmi un &#8220;portafoglio&#8221; di conoscenze il più ampio possibile, a tutt&#8217;oggi (visto anche che ho ancora 26 anni) con un&#8217;inesauribile voglia di crescere ulteriormente.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Il cliente ideale al tuo bancone ordina un&#8230;</strong></li>
</ul>
<p>Martini, intendendolo come momento di &#8220;relax&#8221;.</p>
<p>Se prima per me il concetto di barman era fondamentalmente inteso come profondo conoscitore dell&#8217;aspetto tecnico del suo lavoro, oggi, anche grazie al contatto con clientela internazionale e di livelli sociali diversissimi tra loro, mi sono immedesimato totalmente nel ruolo di colui che deve (almeno provare a) far sentire l&#8217;avventore completamente a suo agio, assecondandolo e rispecchiando quelle che sono le sue necessità, anche nel rapporto interpersonale.</p>
<p>E questo sono certo che un &#8220;buon professionista&#8221; è in grado di farlo in diversissimi ambiti, anche in quelli piuttosto &#8220;busy&#8221;.</p>
<p>Non servilismo, ma arte di accogliere, cosa in cui il grande <strong>Angelo Zola</strong>, ad esempio, era maestro.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>E quando ci sei tu dall&#8217;altra parte del bancone cosa ordini?</strong></li>
</ul>
<p>Martini! Perché&#8230; anche io ho bisogno di un po&#8217; di relax di tanto in tanto.</p>
<p>La degustazione è una pratica che sto apprezzando sempre più in questi ultimi anni, e devo dire che non c&#8217;è niente di meglio di un <strong>Martini Cocktail</strong> per iniziare a comprendere quale sia il senso di questa pratica nel bere miscelato.</p>
<p>E poi naturalmente, da cliente, chiedere un Martini vuole dire &#8220;godersi lo show&#8221;. Mi piace molto citare una battuta di <strong>Umberto Eco</strong> su questo drink: &#8220;Il Martini è materia eminentemente artistico manipolativa&#8221; [dalla prefazione all'edizione italiana del libro <em>Ed è subito Martini</em> di Lowell Edmunds], dove continuando spiega che la magia del Martini sta a quando lo si fa più che a quando lo si consuma: volete mettere, ad esempio, farsi preparare un <strong>TM Martini</strong> dal mio amico <strong>Angelo Canessa</strong> così come ha egregiamente appreso dal suo maestro <strong>Tony Micelotta</strong>? Uno spettacolo&#8230;</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Tradizione o innovazione?</strong></li>
</ul>
<p>Io direi EVOLUZIONE, e con questo mi ricollego ad un mio modello di professionista che definisco &#8220;Barman Totale&#8221;, riprendendo un pò il concetto di &#8220;calcio totale&#8221;(passatemi il paragone) della grande Olanda di Crujiff: un barman che sappia muoversi in qualsiasi situazione sapendo mettere in pratica le diverse tecniche oggi a nostra disposizione per trarne il massimo beneficio, senza tralasciare lo stile e la classe che lo deve sempre contraddistinguere. Quindi creare un <strong>Manhattan</strong> con due bottiglie contemporaneamente spaccando le dosi al millilitro con il metal pourer o proporre un <strong>Fruit Martini</strong> con uno sciroppo aromatizzato &#8220;home made&#8221; e frutta fresca pestata dovrebbero essere ormai quotidianità per qualsiasi barman professionista.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Da cosa si riconosce un bravo barman?</strong></li>
</ul>
<p>Dal sorriso e da come tiene il &#8220;suo&#8221; bar.</p>
<p>Spesso mi è capitato di conoscere grandi professionisti che questi due fattori li hanno persi con il tempo. Anche da questo si riconosce un bravo barman, dal cercare di non lasciarsi mai affossare dalle diverse difficoltà che lo possono circondare.</p>
<p>È bruttissimo riscoprire un grande barman parlandoci assieme, conoscendolo e non poter affermare lo stesso semplicemente osservandolo nel suo ambiente. &#8220;Sedersi&#8221; perché magari gli anni nello stesso bar cominciano a diventare troppi non può assolutamente essere una giustificazione. Gli stimoli in questo lavoro sono molteplici, è un peccato non approfittarne.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.drinkadrink.com/intervista-a-francesco-cione-seconda-parte/" target="_self">continua&#8230;</a></p>
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