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	<title>Drink a Drink &#187; frozen</title>
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		<title>L’indispensabile &#8211; 2: Attrezzatura per il bar a casa</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 10:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-511 aligncenter" title="bartendering-at-home" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//bartendering-at-home.jpg" alt="bartendering-at-home" width="420" height="280" /></p>
<p>Dopo aver parlato dei <a href="http://www.drinkadrink.com/indispensabile/" target="_self">bicchieri</a>, indispensabile strumento dedicato all&#8217;elogio dell&#8217;alcol, è giunto il momento di spendere due parole in più sull&#8217;organizzazione della propria casa affinché possiate definirla<strong> il miglior bar del mondo</strong>, destinato a far trascorrere ai vostri ospiti una <strong>serata indimenticabile</strong>.<br />
Certo è che non sarà indispensabile tutta l&#8217;attrezzatura del <strong>bartender professionista</strong>: oltre a risultare in alcuni casi veramente costosa e di difficle utilizzo per un barman alle prime armi, rischiate di perdere di vista ciò che è <span style="text-decoration: underline;">veramente</span> indispensabile.<span id="more-491"></span></p>
<p>Sicuramente vi serviranno uno <strong>shaker</strong> e/o un <strong>mixing glass</strong>.<br />
Pur avendo scopi diversi, il primo serve infatti a miscelare ingredienti di diversa dendei sità mentre il secondo è più idoneo alla miscelazione di ingredienti tra loro affini, all&#8217;inizio della vostra carriera di <em>barman at home</em> potete impiegarli in modo abbastanza similare, anche se questa affermazione suonerà forse come una bestemmia alle orecchie dei bartender più esigenti.</p>
<p>Di indubbia utilità è poi lo <strong>stirrer</strong>, ma potete sostituirlo con un cucchiaio da bar: potete trovarne di mille fogge e colorazioni, che vi suggerisco di scegliere in funzione del livello di dubbio gusto del quale siete dotati. In commercio nei peggiori supermarket italiani se ne trovano di entrambe le tipologie, sia <em>kitsch</em> che <em>pacchiani</em>.</p>
<p>Sicuramente vi farà poi comodo un <strong>dosatore</strong>, ma potete ottenere dei risultati soddisfacenti con i bicchierini shot. O almeno è una buona scusa per farvi regalare questa tipologia di bicchieri, visto che il Capodanno è ormai imminente e c&#8217;è l&#8217;usanza di rinnovare serviti e quant&#8217;altro ritenuto ormai vecchio ma che reputavamo semplicemente <span style="text-decoration: underline;">vitale</span> fino al giorno di Natale.</p>
<p>Poi dovete assolutamente avere un <strong>muddler</strong>&#8230; ok, ok&#8230; un <strong>pestello</strong>: per preparare un Mojito non potete certo usare la mezzaluna e il tagliere come per il prezzemolo! In alcune confezioni di <em>Rum Bacardi</em> lo trovate in omaggio; magistralmente realizzato in oscena plastica verde, ma è comunque funzionale.<br />
A proposito di <strong>tagliere</strong>: probabilmente già ne avete uno in casa. Vi sarà utilissimo per affettare gli agrumi o utilizzarne la scorza.<br />
Non vi dico di arrivare ad avere un <strong>rigalimoni</strong>, ma un tagliere sì. Ottimo il <a href="http://www.ikea.com/it/it/catalog/categories/departments/kitchen/10522/" target="_blank">kit taglieri LEGITIM di Ikea</a>, composto da due taglieri in plastica di diverse dimensioni, economico e facilmente lavabile.</p>
<p>Ecco, una volta affettati gli agrumi sul bel tagliere evitate di ficcarli nei bicchieri con le mani: dotatevi di <strong>pinzette</strong>, che vi torneranno utilissime anche per le eventuali <strong>decorazioni</strong> delle quali deciderete di arricchire i vostri cocktail.<br />
Nello stesso reparto del vostro supermercato di fiducia troverete anche le <strong>cannucce</strong>, le <strong>salviette</strong>, gli <strong>stuzzicadenti</strong> e gli <strong>spiedini da cocktail</strong>: forse non sono indispensabili, e forse molti di questi accessori possono essere sostituiti con dei validi surrogati. Ma dove lo mettiamo il rapporto tra il loro prezzo e la probabilità di fare un buon effetto sugli invitati del sesso opposto al vostro?</p>
<p>Già che siamo a parlare di agrumi, ricordatevi che talvolta dovrete anche spremerli, sarà dunque indispensabile uno <strong>spremiagrumi</strong>. Ma almeno questa volta non lo dovrete utilizzare per quelle noiose e salutari spremute d&#8217;arancia, tanto care alla vostra nonna nelle giornate di influenza.</p>
<p>Spero non sia necessario ricordarvi del <strong>cavatappi</strong>; anch&#8217;esso è uno strumento indispensabile, meglio ancora se dotato di apribottiglie, visto che dovrete aprire diversi soft drink; <em>Coca Cola</em>, <em>Soda</em>, <em>Tonic</em>, etc: quegli ottimi ingredienti per i vostri cocktail, inutili gadget per gli astemi che avete invitato per errore.</p>
<p>Beh, personalmente odio il disordine regnante. Anche se un po&#8217; di caos ogni tanto fa bene, è il caso di avere sempre a portata di mano <strong>spugnette e canovacci</strong>: se siete lesti potete pulire via i liquidi che verserete (sicuramente e inevitabilmente) prima che i vostri ospiti se ne accorgano. L&#8217;alternativa è che siano sufficientemente sbronzi da non accorgersene, vedete voi.</p>
<p>Tra i lettori dei nostri suggerimenti per allestire un piccolo bar a casa vi sarà probabilmente chi già ha preparato un cocktail: questi, se desiderano cimentarsi nella preparazione di un frozen, si dovranno dotare di un <strong>blender</strong>. Sì insomma, un <strong>frullatore</strong> con il quale potrete tritare anche il ghiaccio. Andrà benone quello della nonna, lo trovate dietro allo spremiagrumi citato pocanzi, terzo ripiano a destra.</p>
<p>Per chi non ha alcuna intenzione di acquistare questi strumenti per il bravo barman di casa, rimane l&#8217;alternativa del <a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-carousel-i-cocktail-a-casa-tua-come-nei-migliori-locali/" target="_self">cocktail carousel</a> o, se la crisi economica vi attanaglia le finanze, la miscelazione a mano.</p>
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		<title>Il Margarita: come nasce e dove berlo a Padova</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 16:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Ciampi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si beve un Margarita non si può non pensare ai paesaggi, ai mariachi, alle specialità della cucina messicana o alle spiagge assolate di questo meraviglioso paese. Ma chi ha inventato il Margarita? A contendersi la paternità sono in molti. A cominciare da Carlos Danny Herrera, ristoratore di Tijuana, il quale ha sempre affermato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-480" title="margarita" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//margarita.jpg" alt="margarita" width="420" height="200" /></p>
<p>Quando si beve un <strong>Margarita</strong> non si può non pensare ai paesaggi, ai <em>mariachi</em>, alle specialità della cucina messicana o alle spiagge assolate di questo meraviglioso paese.<br />
Ma <strong>chi ha inventato il Margarita</strong>?<br />
A contendersi la paternità sono in molti.<span id="more-457"></span></p>
<p>A cominciare da <strong>Carlos Danny Herrera</strong>, ristoratore di <strong>Tijuana</strong>, il quale ha sempre affermato di aver creato per primo il cocktail per <strong>Marjorie King</strong>, ex attrice e vedova del noto playboy newyorchese <strong>Plant</strong>, durante una festa nel suo ranch, <em>&#8220;La Gloria&#8221;</em>, su specifica richiesta dell’attrice, allergica ad ogni bevanda alcolica eccetto la <strong>Tequila</strong> (distillato di agave).<br />
Ma i conti non tornano:  nel margarita c’è anche il <strong>Triple Sec</strong>!</p>
<p>Il secondo tentativo di aggiudicarsi l&#8217;invenzione di questo drink arriva da una mondana signora texana, <strong>Margaret Samas</strong>.<br />
Pare che durante una festa nella sua villa ad Acapulco abbia dato consigli per la preparazione del cocktail a base di Tequila, triple sect o Cointreau e succo di lime al celebre bartender californiano <strong>Johnny Durlesser</strong>, e che lo chiamò <strong>Margarita</strong>, nome col quale i suoi ospiti e amici messicani avevano ribattezzato la signora.<br />
Ma anche lo stesso Durlesser affermò non solo di essere stato l’autore ma anche di aver vinto un premio in un concorso nazionale di barman, del quale non si sono però mai trovati riscontri ufficiali.</p>
<p>Il mistero è fitto intorno al <strong>Margarita</strong> e numerose le leggende, fatto sta che non solo è uno dei cocktail più popolari, ma nel tempo la fantasia dei bartender ne ha creato numerosissime varianti che hanno contribuito a renderlo popolare nel mondo. Basti pensare ai <strong>frozen Margarita alla frutta</strong>, che possono avere infinite combinazioni a seconda se la frutta usata è tropicale o di provenienzadi altre aree geografiche del mondo.</p>
<p>Se vi trovate a <strong>Padova</strong> e volete bere un buon <strong>Margarita</strong>, per accompagnare un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taco" target="_blank">tacos</a> o un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burrito" target="_blank">burrito</a>, dovete andare assolutamente al <strong>Bistro&#8217;</strong>.<br />
Lo trovate in Via Dei Livello 11, in pieno centro storico di Padova, e con apertura fino alle due di notte, è uno di quei locali dove la cortesia e la disponibilità dello staff  è tale da rendere molto piacevole il momento dell&#8217;aperitivo, della cena (messicana, ovviamente) e, perché no, del dopocena.<br />
Fiore all’occhiello una lunga lista di cocktail, preparati con sapienza ed un pizzico di estro, tra i quali proprio il <strong>Margarita</strong>, nelle più fantasiose delle varianti.</p>
<p><strong>Bistro&#8217;</strong><br />
Via Dei Livello, 11 &#8211; Padova<br />
telefono: 049 8759203<br />
chiuso il lunedì</p>
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		<title>Come classificare (e scegliere) i cocktail</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 20:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni cocktail ha un suo perché: profumi, gusti e colori sono il risultato di particolari combinazioni di ingredienti, tra loro uniti in modo unico, basti pensare che è sufficiente miscelare anziché shakerare per dare al drink un gusto profondamente diverso. Nonostante queste particolari varianti in gioco, è possibile seguire dei criteri che ci potranno aiutare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//tipi-cocktail.jpg" alt="tipi di cocktail" /></p>
<p>Ogni cocktail ha un suo perché: profumi, gusti e colori sono il risultato di particolari combinazioni di ingredienti, tra loro uniti in modo <span style="text-decoration: underline;">unico</span>, basti pensare che è sufficiente <strong>miscelare</strong> anziché <strong>shakerare</strong> per dare al drink un gusto profondamente diverso. Nonostante queste particolari varianti in gioco, è possibile seguire dei criteri che ci potranno aiutare nella classificazione e nella <strong>scelta del cocktail</strong>.</p>
<p><span id="more-340"></span></p>
<p>Una prima <strong>classificazione dei cocktail</strong> può essere fatta in funzione della capacità in termini di <strong>contenuto alcolico</strong>.<br />
Avremo così i <strong>Long Drink</strong>, con una capacità che va da 13 a 20 cl con parte analcolica che prevale su quella alcolica, i <strong>Medium Drink</strong>, da 10 a 13 cl e parte alcolica prevalente su quella analcolica, e infine gli <strong>Short Drink</strong>, con una capacità fino a 7 cl e spesso caratterizzati dalla presenza della sola parte alcolica.</p>
<p>Un&#8217;altra metodologia per <strong>classificare i cocktail</strong> è rispondente alle <strong>fasce orarie</strong> in cui viene consumato.<br />
Avremo quindi i <strong>Pre Dinner</strong>, ovvero drink adatti a stimolare l&#8217;appetito, tipici dunque da aperitivo: cocktail secchi o effervescenti con retrogusto amaro, la cui gradazione alcolica può comunque variare sensibilemnte in funzione dell&#8217;impiego di distillati o spumanti per la loro preparazione.<br />
Gli <strong>After Dinner</strong> hanno spesso funzione digestiva: bevande concepite come finale <em>morido</em> di un pasto o comunque come drink serale. Generalmente sono a base di distillati invecchiati, uniti a liquori o creme, panna o caffé.<br />
Gli <strong>Anytime</strong> sono invece dei long drink dissetanti che ben si adattano ad essere bevuti ad ogni ora, solitamente a basso contenuto alcolico, che ben si prestano ad essere decorati in maniera fantasiosa, con frutta o altro.</p>
<p>Un altro criterio in base al quale possiamo <strong>classificare i cocktail</strong> è rappresentato dalla <strong>metodologia di preparazione o di presentazione</strong>.<br />
Ad esempio avremo gli <strong>Sparkling</strong>, a base di spumante o champagne, o i <strong>Dark Drink</strong>, a base di caffé.<br />
In base al criterio più correlato alla presentazione del cocktail, possiamo parlare di <strong>Exotic</strong>, ovvero i cocktail preparati direttamente nel frutto (ne abbiamo parlato in occasione dei <a title="exotic at home" href="http://www.drinkadrink.com/come-preparare-un-aperitivo-a-casa-appetizer-at-home-last-side-the-drinks/">cocktail da preparare a casa</a>) o di <strong>Crusta</strong>, cocktail serviti con il bordo del bicchiere brinato.<br />
Per rimanere più fedeli ad una classificazione dei cocktail in funzione della loro preparazione, possiamo parlare di <strong>Shake &amp; Strain</strong> nel caso di drink preparati nello shaker e filtrati nel bicchiere, di <strong>Mix &amp; Pour</strong> per i preparati nel mixing glass e poi versati nel bicchiere con ghiaccio, o di <strong>Stir &amp; Strain</strong> nel caso di cocktail preparati anch&#8217;essi nel mixing glass, stavolta con ghiaccio, e successivamente filtrati nel bicchiere raffreddato. I <strong>Frozen</strong> sono invece quei cocktail preparati con il blender, dove vengono frullati con ghiaccio e successivamente versati nel bicchiere.</p>
<p>Altre <strong>classificazioni dei cocktail</strong> possono essere fatte in funzione della <strong>temperatura</strong> e della loro <strong>struttura</strong>.<br />
Nonostante i cocktail siano di norma serviti freddi, esistono comunque gli <strong>Hot Drink</strong> che invece devono essere serviti caldi, come i <em>Grog</em> o i <em>Punch</em>, bevanda della quale abbiamo già parlato con <a title="il punch del caffé la perla" href="http://www.drinkadrink.com/una-chiaccherata-su-locali-dove-bere-e-cocktail-con-manuele-e-fabio-gelsi/">Fabio Gelsi</a>.<br />
La classificazione in funzione della struttura è forse quella più comune: spesso ci viene proposta dal barman quando gli chiediamo il classico &#8220;aperitivo della casa&#8221;; in base agli ingredienti e alla quantità di zuccheri avremo infatti cocktail molto secchi, secchi, morbidi o dolci.</p>
<p>Detto questo, se volete bervi un <a title="come preparare un negroni" href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-negroni/">Negroni</a> come Pre Dinner o la quantità del vostro Jack Daniel&#8217;s mattutino supera di gran lunga i 7 cl, vi assicuro che i fondatori di <strong>Drink a Drink</strong> non si scandalizzeranno. Affatto.</p>
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