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	<title>Drink a Drink &#187; degustazioni</title>
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		<title>VINO: l&#8217;impero dei sensi! I Parte</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 20:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Ciampi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni impazza la wine-mania e la corsa alle iscrizioni ai vari corsi per sommelier che, vista la richiesta, hanno ancora costi abbastana alti. Allora perché non muovere i primi passi insieme per avvicinarci a questo inebriante mondo? Nel famoso trattato &#8220;Physiologie du Gout&#8221;, Brillant-Savarin scrive:  &#8220;Il bere può procurare un piacere vivissimo, tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-565" title="physiologie du gout" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//physiologie-du-gout.jpg" alt="physiologie du gout" width="420" height="220" /></p>
<p>Negli ultimi anni impazza la <em>wine-mania</em> e la corsa alle iscrizioni ai vari corsi per sommelier che, vista la richiesta, hanno ancora costi abbastana alti. Allora perché non muovere i primi passi insieme per avvicinarci a questo inebriante mondo?<br />
Nel famoso trattato &#8220;Physiologie du Gout&#8221;, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anthelme_Brillat-Savarin" target="_blank">Brillant-Savarin</a> scrive:  &#8220;Il bere può procurare un piacere vivissimo, tutto l’apparato papillare ne gode: dalla punta della lingua alla profondità dello stomaco”.<span id="more-559"></span></p>
<p>Questa frase racchiude la filosofia del degustatore, che non si limita ad appagare la sensazione di bere ma va oltre.<br />
Va alla scoperta di tutta una gamma di caratteri di tipicità che ne conferiscono la qualità, del vino. Va detto, infatti, che il vino ha caratteristiche proprie che variano nella gamma dei <strong>colori</strong>, dei <strong>profumi</strong> e dei <strong>sapori</strong> e anche nel <strong>tenore alcolico</strong> che passa dai 10 gradi ai 18/22 gradi dei vini liquorosi. Anche nella composizione è molto complesso, si tratta infatti di una <strong>soluzione idroalcolica</strong> formata da sostanze contenute negli <strong>acini d’uva</strong>, <strong>tannini</strong> e <strong>sostanze coloranti</strong>, <strong>minerali</strong>, <strong>vitamine</strong> ed <strong>enzimi</strong>. E’ proprio per questo che dobbiamo avvalerci di <strong>4 dei nostri 5 sensi</strong> per una corretta degustazione.</p>
<p><strong>La vista</strong>: ci aiuta ad esaminare il colore del vino e le sue varie sfumature, la sua limpidezza.<br />
<strong>L’olfatto</strong>:ci da la possibilità di cogliere gli aromi caratteristici di un vitigno, il profumo fruttato, i sentori dell’uva moscata. Nei vini giovani si riscontrerà un odore vinoso molto pronunciato, mentre in quelli invecchiati si individuerà un bouquet nel quale possono distinguersi vari frutti come la mora, il lampone, o fiori come la vaniglia.<br />
<strong>Il gusto</strong>: ci permette di individuare la freschezza, l’armonia, l’equilibrio, la gusta corposità, la ricchezza dei sapori.<br />
<strong>Il tatto</strong>: la lingua (organo tattile) ci fornisce indicazioni sulla temperatura ma anche sulla corposità e untuosità del vino, sui sapori del vino e di come si determinano.</p>
<p>E&#8217; grazie alla lingua che riusciamo infatti a capire se un vino è:<br />
<strong>Secco</strong>: ossia quel vino in cui lo zucchero, nel corso della fermentazione, si è trasformato in alcol e che deve lasciare la bocca pulita e asciutta.<br />
<strong>Abboccato</strong>: vino che per un contenuto residuo di zuccheri naturali lascia una piacevole sensazione dolce.<br />
<strong>Rotondo</strong>: vino morbido per contenuti di zuccheri, di moderata acidità totale e ricco di glicerina.<br />
<strong>Spigoloso</strong>: è quel vino, che contrariamente al vino sucitato, è disarmonico per eccesso di tannini. Di solito succede con i vini rossi che non sono ancora giunti a completa maturazione.<br />
<strong>Amabile</strong>: è quel vino quasi dolce, grazie alla piccola quantità di zuccheri ancora indecomposti.<br />
<strong>Dolce</strong>: vino con grande quantità di zuccheri (dal 5% al 10%), destinato ai dessert e la sua dolcezza è istantaneamente avvertibile.</p>
<p>Ma come affermavo qualche riga più sù, il vino può presentare anche delle qualità negative come nei seguenti casi.<br />
<strong>Acerbo</strong>: soprattutto quando il vino è stato ottenuto da uve non arrivate a completa maturazione, oppure è troppo giovane e quindi acido.<br />
<strong>Acescente</strong>: ovvero quel vino che è stato alterato con una eccessiva quantità di acido acetico.<br />
<strong>Acido</strong>: è quel vino sano in cui però la quantità di acidi fissi è superiore ala media, ne consegue la necessità di un’ulteriore maturazione.<br />
<strong>Adulterato</strong>: perché addizionato con sostanze non consentite.<br />
<strong>Bruciato</strong>: sta ad indicare che la frutta è stata bruciata durante la cottura.<br />
<strong>Decrepito</strong>: è quel vino che, per il prolungato invecchiamento, ha perso colore, profumo e sapore.</p>
<p>Insomma, come diceva Ernest Hemingway &#8220;il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo&#8221;&#8230; perché privarsene?</p>
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		<title>Degustazione di whisky con il Single Malt Club</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 11:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi e manifestazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Noi di Drink a Drink ci dilunghiamo spesso nel suggervi i locali dove andare a bere, ma ammetto che fino ad ora abbiamo dedicato veramente poco spazio al whisky (dal gaelico “uisge beatha”, “acqua di vita”), soprattutto agli Scotch whisky, così profondamente diversi dagli altri distillati di cereali di produzione irlandese, americana (il cui nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-494" title="single-malt-whisky" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//single-malt-whisky.jpg" alt="single malt scotch whisky" width="420" height="200" /></p>
<p>Noi di Drink a Drink ci dilunghiamo spesso nel suggervi i <a href="http://www.drinkadrink.com/category/geodrinks/" target="_self">locali dove andare a bere</a>, ma ammetto che fino ad ora abbiamo dedicato veramente poco spazio al <strong>whisky</strong> (dal gaelico “uisge beatha”, “acqua di vita”), soprattutto agli <strong>Scotch whisky</strong>, così profondamente diversi dagli altri distillati di cereali di produzione irlandese, americana (il cui nome cambia però in <em>whisk<span style="text-decoration: underline;">e</span>y</em>, come ad esempio il <em>Bourbon</em>) o canadese.<br />
Ed è proprio agli amanti dei <strong>whisky scozzesi</strong>, ricavati dalla distillazione di orzo utilizzando l&#8217;alambicco discontinuo e da bersi rigorosamente senza ghiaccio, che segnaliamo un&#8217;associazione nata nel 2000 a Bologna, il <a href="http://www.singlemaltclub.it/" target="_blank">Single Malt Club</a>, che ha come scopo la <strong>promozione dei whisky Single Malt scozzesi in Italia</strong>.<span id="more-493"></span></p>
<p>Dietro a questo club non c&#8217;è &#8220;soltanto&#8221; la voglia di diffondere la conoscenza generica dei vari whisky scozzesi, ma anche raccontare <strong>la storia delle principali distillerie scozzesi</strong> e l&#8217;evoluzione di questi distillati fino ai giorni nostri.<br />
Per far ciò l&#8217;associazione organizza, grazie alle sedi locali chiamate &#8220;le Spighe d&#8217;Orzo&#8221;, vari <a href="http://www.singlemaltclub.it/eventi.asp" target="_blank">eventi dedicati alla degustazione di whisky</a> in tutta Italia.<br />
Oltre alle <strong>cene a tema</strong>, alle partecipazioni a fiere e alle <strong>visite guidate a distillerie in Scozia</strong>, uno dei modi in cui l&#8217;associazione avvicina le persone ai sapori e ai profumi di questo distillato di puro malto è attraverso le <strong>degustazioni di whisky</strong>.</p>
<p>Nella varie sedi del <strong>Single Malt Club</strong>, più volte l&#8217;anno, vengono organizzate degustazioni &#8220;guidate&#8221; con 6 whisky diversi.<br />
Dapprima ha luogo una parte teorica che ne racconta l&#8217;evoluzione, le <strong>tecniche di invecchiamento</strong> e illustra geograficamente le varie zone di produzione dei vari whisky in Scozia.<br />
Poi la parte degustativa pratica, suddivisa in tre modalità:</p>
<ul>
<li> la <strong>degustazione visiva</strong> che valuta il colore, la viscosità e la densità,</li>
<li> la <strong>degustazione olfattiva</strong> che mira a scoprire l&#8217;intensità e la complessità dei profumi,</li>
<li> la <strong>degustazione gustativa</strong> che si sofferma sul gusto e sul retrogusto.</li>
</ul>
<p>In questi incontri vengono proposti whisky più &#8220;comuni&#8221; come il <strong>Glen Grant 10 anni</strong>, accanto a whisky meno noti, ma di elevata qualità.<br />
Per questo può capitare di assaggiare per esempio un <strong>Aberfeldy 12 anni delle Highlands</strong>, patria dell&#8217;eroe scozzese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rob_Roy" target="_blank">Rob Roy</a>, che non a caso dà il nome all&#8217;omonimo cocktail a base di Scotch Whisky, Vermouth rosso dolce e Angostura; un <strong>Glen Garioch 15 anni</strong> che proviene dalla <strong>Valle del Garioch</strong>, originario di una delle distillerie più antiche di single malt scozzese; un <strong>Ardbeg 10 anni</strong>, non filtrato a freddo, e imbottigliato a una gradazione relativamente alta (46 gradi) ritenuto uno dei whisky più <em>torbati</em>; o infine un <strong>Isle of Jura Superstition</strong>, proveniente da una minuscola e poco abitata <strong>isola delle Ebridi</strong>, che unisce un gusto leggero a un packaging d&#8217;impatto: sulla bottiglia è infatti raffigurata l&#8217;Ankh, simbolo dell&#8217;immortalità.</p>
<p>Esiste anche la possibilità di <a href="http://www.singlemaltclub.it/prodotti.asp" target="_blank">comprare online i whisky</a> sul loro sito di e-commerce.</p>
<p><strong>Single Malt Club of Scotland</strong><br />
info: <a class="sx" href="mailto:info@singlemaltclub.it">info@singlemaltclub.it</a><br />
tel: 051 6569014</p>
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