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	<title>Drink a Drink &#187; bartender</title>
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		<title>Intervista a Grazia Di Franco, Absolut Italian Mixologist 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 16:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi e manifestazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazia Di Franco, una giovane bartender siciliana si è aggiudicata il titolo di Absolut Italian Mixologist 2010, la prima "reality competition" targata Absolut Vodka.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-828" title="Absolut Talent Show" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//logotalentshow.jpg" alt="Absolut Talent Show" width="420" height="175" /></p>
<p>Una giovane bartender siciliana si è aggiudicata il titolo di <strong>Absolut Italian Mixologist 2010</strong>, la prima &#8220;reality competition&#8221; targata Absolut Vodka. Grazia Di Franco ha sbaragliato la concorrenza in quello che è stato un vero e proprio show, andato in onda <a href="http://www.absolut.com/it">www.absolut.it</a>, il sito web italiano di <strong>Absolut</strong>, arcinoto brand di vodka svedese.<span id="more-827"></span></p>
<p>Il suo cocktail, <strong>Starchoc</strong>, è una miscela di Absolut Peppar e Creme de cacao, servito in una coppa cocktail decorata con un peperoncino rosso.</p>
<p>La giuria si è fatta conquistare dalla sua ricetta e dalla sua tecnica di preparazione, impreziositi da un bel sorriso che non guasta mai. Ma Grazia deve essere piaciuta anche alle migliaia di utenti che hanno seguito il concorso online, votando i cocktail e le performance preferite, visto che ha avuto il supporto anche della Giuria Popolare.</p>
<p>Su <a href="http://www.absoluttalentshow.com/">absoluttalentshow.com</a> trovate tutti i dettagli dell&#8217;originale manifestazione, oltre ai video dei tre giorni di fasi finali, in cui i finalisti sono stati accompagnati da 5 tutor di fama internazionale per perfezionare le loro skills.</p>
<p>Grazia ci ha raccontato questa bella esperienza, oltre a qualche curiosità su di lei e sul suo lavoro:</p>
<ul>
<li><strong>Quando è iniziata la tua passione per il bartendering?</strong></li>
</ul>
<p>La passione per questo lavoro è iniziata anni fa&#8230; è un mondo che mi ha sempre affascinata, già da quando iniziavo da ragazzina a frequentare i primi locali notturni, e così finiti gli studi ho subito iniziato a lavorare e a frequentare vari corsi per poter così essere il più preparata possibile.</p>
<ul>
<li><strong>Come hai capito che il mondo dei bartender era quello che più ti rappresentava?</strong></li>
</ul>
<p><img class="size-full wp-image-829 alignright" title="Grazia Di Franco alle prese col suo cocktail" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Grazia-Di-Franco_01.jpg" alt="Grazia Di Franco alle prese col suo cocktail" width="288" height="370" align="right" />Ovviamente quando ho intrapreso questo lavoro non potevo sapere cosa mi aspettasse&#8230; sono stata catapultata in un mondo nuovo&#8230; lo stare a contatto con le persone, il lavorare la notte&#8230; ma soprattutto il dare libero sfogo alla mia fantasia mi ha fatto capire giorno dopo giorno che questo sarebbe stato il mio &#8220;palcoscenico&#8221; dove potermi esibire.</p>
<ul>
<li><strong>Come ti sembra l’attuale situazione lavorativa dei bartender in Italia?</strong></li>
</ul>
<p>Con rammarico vi dico che secondo il mio punto di vista la situazione dei bartender in Italia non è delle migliori&#8230; lavoriamo in un paese dove questo lavoro è visto come un ripiego per gli studenti universitari che &#8220;arrotondano&#8221; il loro mensile improvvisandosi dietro ai banconi del bar&#8230; svendendosi e quindi di conseguenza facendo abbassare il mercato&#8230; questo, per tutti quelli come me che lo fanno come professione è un problema reale con il quale bisogna convivere. A volte non siamo valorizzati come dovremmo&#8230; in primis dai proprietari dei locali che assumono persone non qualificate per lavorare nel loro &#8220;lussuoso locale&#8221;&#8230; per fortuna, però, ci sono competizioni come &#8220;Absolut Talent Show&#8221; che possono darci la possibilità di mettere a frutto i nostri sacrifici e darci visibilità a livello nazionale&#8230; essere &#8220;bartender&#8221; è uno stile di vita… non è un ripiego!</p>
<ul>
<li><strong>Cosa ti ha spinto a partecipare all’Absolut Talent Show?</strong></li>
</ul>
<p>Può sembrare la classica risposta, ma è iniziato tutto per gioco. Avevo finito da pochissimo il mio primo corso Basic, e insieme con altri miei colleghi abbiamo deciso di partecipare a questa gara. E a dire il vero mi ha entusiasmato moltissimo il fatto di gareggiare mettendo comunque in primo piano le proprie capacità nel creare un drink innovativo, questo mi ha spinto a dare il meglio di me&#8230; classificandomi al 2 posto alle selezioni di Catania, e alcuni mesi dopo mi è arrivata la notizia del ripescaggio sul web!&#8230; L&#8217;emozione è stata fortissima, anche perchè mi sembrava tutto un grande sogno&#8230; e poi arrivata a Milano con grande sorpresa sono riuscita ad arrivare a questo mio primo grande traguardo.</p>
<ul>
<li><strong>Da cosa è nata l’idea del tuo cocktail?</strong></li>
</ul>
<p>Avevo in mente di creare un qualcosa di molto semplice, ma dal gusto unico e deciso. Ho ricercato 2 ingredienti che potessero sembrare assolutamente incompatibili al primo impatto, ma che uniti riuscissero a dar vita a un qualcosa di molto particolare. Ho provato varie ricette prima di arrivare alla mia. Ma quando la prima volta ho unito la creme de cacao all&#8217;Absolut Peppar ho capito subito che quello era il cocktail che cercavo!</p>
<ul>
<li><strong>Come è stata la competizione con altri bartender, più esperti e più grandi di te, e cosa vuol dire essere donna in una realtà prettamente maschile quale quella dei bartender?</strong></li>
</ul>
<p>La competizione è stata davvero molto dura. Erano tutte persone molto preparate, ed essendo io la ragazza più giovane e con meno esperienza lavorativa, inizialmente è stato un pò difficile. Ma poi mi sono accorta che era solo un mio piccolo blocco psicologico, e con la mia vittoria ho dimostrato che a volte basta credere davvero in ciò che si fa e soprattutto bisogna essere molto determinati, e riuscire a far vedere a tutti quanto amiamo il nostro lavoro. Per quanto riguarda il fattore &#8220;sesso&#8221; in questo lavoro, l&#8217;essere donna può avere sia degli svantaggi che dei vantaggi: spesso, infatti, quando si ha la fortuna di essere magari delle belle ragazze si viene apprezzate solo per l&#8217;aspetto fisico e non viene valutato il vero talento che si possiede. Ma d&#8217;altra parte, essendo comunque un settore con maggioranza di presenze maschili, si ha meno competizione e l&#8217;essere donna può rivelarsi un punto a favore.</p>
<ul>
<li><strong>Come è stato lavorare con i differenti Tutor e cosa ognuno di loro ti ha lasciato?</strong></li>
</ul>
<p>Per me lavorare con i vari tutor è stata un&#8217;esperienza fantastica: ognuno di loro ha fatto un ottimo lavoro con noi. A partire da <strong>Jan Toreheim</strong>, tutor Absolut, che ci ha fatti entrare, grazie alla sua esperienza, a contatto con il mondo Absolut, fornendoci suggerimenti molto importanti sul mondo della vodka.<br />
<strong><img class="alignleft size-full wp-image-830" title="Grazia Di Franco mostra orgogliosa la bottiglia di Peppar" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Grazia-Di-Franco_02.jpg" alt="Grazia Di Franco mostra orgogliosa la bottiglia di Peppar" width="216" height="544" align="left" />Andrea Fiore</strong> tutor freestyle, mi ha aiutata moltissimo nel preparare la mia esibizione, svelandomi dei punti fondamentali per una esibizione perfetta. La fashion stylist di Levi&#8217;s <strong>Antonia Rossetti</strong>, è stata in grado di crearmi un look davvero unico, che rispecchia perfettamente la mia personalità, quindi determinata e originale; lei mi è stata davvero di grandissimo aiuto. Il tutor musicale, <strong>Marco Fullone</strong>, mi ha affiancata nella scelta dei brani ideali per la mia esibizione, dopo esserci confrontati, abbiamo poi identificato il pezzo da portare in finale. Il tutor Classico, il signor <strong>Fabio Bacchi</strong>, nonostante abbia curato maggiormente la sezione classica, mi ha dato delle nozioni importanti sul mondo del bartending, insegnandoci appunto com’è importante l&#8217;essere cordiali, ordinati ed eleganti sul posto di lavoro.</p>
<ul>
<li><strong>Come ha influenzato il tuo percorso l’aver partecipato e vinto questo reality-show?</strong></li>
</ul>
<p>L&#8217;aver vinto questo reality-show mi ha fatto capire prima di tutto quanto sia difficile e ampio questo mondo, quanto sia dura la competizione e che bisogna sempre stare al passo con le nuove tecniche e non smettere mai di studiare, perchè siamo noi a dover infondere la vera cultura del bere. Dal punto di vista lavorativo, il mio percorso non è ancora ben definito, aspetteremo il mio ritorno dal viaggio a Stoccolma per poi concentrarci sul lavoro da svolgere durante l&#8217;anno; mi si è aperta sicuramente una porta importante e solo con il mio impegno potrò poi crearmi un futuro con la stabilità che al giorno d&#8217;oggi è difficile da trovare un po’ per tutti.</p>
<ul>
<li><strong>Raccontaci la tua giornata tipo.</strong></li>
</ul>
<p>Beh la mia giornata è un po’ l&#8217;opposto delle giornate standard di chi non fa il mio lavoro, non conosco la mattina&#8230; mi alzo sempre di primo pomeriggio, quando ho tempo mi dedico ai miei hobby, faccio dei pasti ad orari un po’ particolari, come pranzi alle ore 15 e cene alle ore 19, perchè poi ci si prepara e si va a lavoro, per finire verso le 5 o le 6 del mattino, piccolo spuntino e a nanna&#8230; gli amici non li vedo molto spesso, anche perchè chi sceglie di intraprendere la mia stessa strada sa che a volte si perdono i contatti con gli altri, perchè orari e abitudini diverse spesso creano qualche problema, ma non sicuramente se si hanno legami importanti. Io non posso assolutamente lamentarmi, trovo sempre il tempo per divertirmi con le persone a me care.</p>
<ul>
<li><strong>Quali sono i tuoi interessi e le tue passioni, oltre quella del bartendering?</strong></li>
</ul>
<p>Una delle mie più grandi passioni è quella di viaggiare, e fortunatamente con il mio lavoro si ha spesso l&#8217;opportunità di andare a lavorare magari per qualche stagione in località estere. Pratico sport, mi piace molto la thai-boxe, è uno sport completo che mi permette di mantenere allenato il corpo e allo stesso tempo di scaricare la tensione. Adoro fare shopping e ascolto moltissima musica.</p>
<p>Complimenti Grazia, e che sia la prima di una lunga serie di soddisfazioni!</p>
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		<title>A un soffio dal sogno all&#8217;Elite Bartenders Course Far East 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 17:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Cione</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi e manifestazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è svolto anche quest’anno, nello splendido scenario della città di Singapore, dal 12 al 23 luglio, The Elite Bartenders Course (JWC) Far East, consueto appuntamento internazionale di crescita professionale e competizione per i giovani bartenders sotto i 28 anni di età. Il corso/concorso mondiale organizzato dall’International Bartenders Association (IBA – organismo mondiale che riunisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: left;"><span lang="it-IT"><img class="alignnone size-full wp-image-795" title="Francesco Cione a Singapore" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//cione-far-east.jpg" alt="Francesco Cione a Singapore" width="420" height="315" /></span></p>
<p style="text-align: left;"><span lang="it-IT">Si è svolto anche quest’anno, nello splendido scenario della città di Singapore, dal 12 al 23 luglio, </span><span lang="it-IT"><em><a href="http://www.singaporebartenders.com/jwc.htm" target="_blank">The Elite Bartenders Course (JWC) Far East</a>,</em></span><span lang="it-IT"> consueto appuntamento internazionale di crescita professionale e competizione per i giovani bartenders sotto i 28 anni di età. <span id="more-790"></span></span></p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Il corso/concorso mondiale organizzato dall’<a href="http://www.iba-world.org/english/index.php" target="_blank">International Bartenders Association</a> (IBA – organismo mondiale che riunisce le varie associazioni professionli dei barmen del pianeta) noto anche come <em>John Whyte Course (JWC)</em>, in memoria del britannico <strong>John Whyte</strong>, storico trainer del mondo del bartending passato, è da sempre riferimento di altissima preparazione tecnica, traguardo ambito e di assoluto prestigio, aperto esclusivamente a tutti i giovani operatori del settore bar che vogliano crescere professionalmente e non solo, selezionati annualmente a livello internazionale appunto come coloro che “volano al di sopra degli altri”, non a caso poi contraddistinti da un particolare “eagle badge”, spilla dalla foggia di un&#8217;aquila consegnata a tutti i partecipanti.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">La manifestazione, ospitata quest&#8217;anno dal meraviglioso <a href="http://conradhotels1.hilton.com/en/ch/hotels/index.do?ctyhocn=SINCICI" target="_blank">Conrad Hilton</a>, hotel a 5 stelle, si è come sempre sviluppata con una lunga serie di argomentazioni svolte e soprattutto con numerosi momenti di confronto e crescita tra tutti i 26 finalisti partecipanti, provenienti tra gli altri da Danimarca, Regno Unito, Olanda, Malesia, Singapore, Giappone, Hong Kong, Taiwan, Vietnam e naturalmente Italia, che quest’anno è stata rappresentata dal sottoscritto, <strong>Francesco Cione</strong>, del <a href="http://www.castellodalpozzo.com/" target="_blank">Castello Dal Pozzo Hotel &amp; Conference Centre</a> di Oleggio Castello, sul lago Maggiore.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT"><a rel="attachment wp-att-796" href="http://www.drinkadrink.com/a-un-soffio-dal-sogno-allelite-bartenders-course-far-east-2009/cione-far-east-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-796" title="Cione esultante" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//cione-far-east-2.jpg" alt="Cione esultante" width="215" height="327" align="left" /></a>Ho ottenuto l’accesso al JWC grazie alla vittoria ottenuta all’ultimo concorso nazionale <a href="http://www.aibes.it/">AIBES (Ass.ne Italiana Barmen e Sostenitori)</a> nella categoria <strong>Angelo Zola</strong>, prova di conoscenza merceologica e miscelazione dedicata alla memoria di questa storica figura del bartending nostrano, famoso in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">A partire dalla storia dell’IBA, passando per le varie trattazioni di natura merceologica e di miscelazione, temi importanti si sono rivelati quelli inerenti il &#8220;bar management&#8221; tenuti dall’IBA president Mr. Derrick Lee, dove si è discusso in modo importante di &#8220;bar control&#8221; e &#8220;break even&#8221;, a sottolineare fortemente come l’obbiettivo di un ottimo bartender debba essere quello di <strong>puntare ad una posizione di gestione, non solo operativa, del proprio reparto con l’assoluta conoscenza delle giuste nozioni di economia e controllo</strong>.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Momenti di valutazione sono stati poi la preparazione di un drink di fantasia, la presentazione di un drink del proprio paese (personalmente ho parlato del <strong>Negroni Sbagliato</strong>, della sua origine, storia e sviluppo), la preparazione in team di un progetto di gestione di un locale e l’esposizione di un argomento riferito, anche in questo caso, al proprio paese di origine e valutato da una commissione internazionale che vedeva oltre al poliedrico course leader Mr. David Chan (ABSS &#8211; Singapore), Mr. Ron Busman (NBC &#8211; Olanda, vice presidente IBA per l’Europa) e Mr. Alex Beaumont (ABG &#8211; Australia, vice presidente IBA per l’Oceania). Per quanto mi è riguardato ho sviluppato quest’ultima prova in video presentazione partendo dalla fama di numerosi marchi italiani nel mondo, riferendomi poi alla zona dalla quale vengo (Lago Maggiore), con un doveroso accenno alla figura di Angelo Zola e centrando infine il discorso sul <a href="http://www.disaronno.com/" target="_blank"><strong>Disaronno Originale</strong></a>, &#8220;the world’s favorite Italian liqueur&#8221;, vista la vicinanza del lago e alla zona di Viverone (Zola) e a quella di Saronno (Disaronno). Dalla leggenda dell’amaretto al processo di produzione ho concluso con la forte impronta che ha il marketing sul prodotto, comparando poi lo stesso Disaronno con un liquore all’amaretto concorrente ed i famosi biscotti amaretti, portando i prodotti per un tasting comparativo in degustazione. Ho fornito quindi una breve relazione scritta alla commissione e diversi gadget Disaronno a tutti i presenti.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Grande piacere ho avuto poi quando, parlando di drink internazionali, mi è stato chiesto di riferire dei &#8220;nostri&#8221; <a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-americano/" target="_self">Americano</a>, <a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-negroni/" target="_self">Negroni</a> e <strong>Garibaldi</strong> dal punto di vista storico; e ancor più successivamente, quando la parte relativa all’enologia italiana è stata lasciata al sottoscritto per alcune importanti precisazioni molto apprezzate dai presenti.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Ultimo e non poco impegnativo, i partecipanti sono stati chiamati ad affrontare un test scritto di 100 quesiti da svolgere in 60 minuti.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Il tutto naturalmente svolto in Inglese, lingua ufficiale degli eventi dell’International Bartenders Association.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">A contorno, dopo gli incontri con i diversi sponsor ed i loro prodotti quali <strong>Monin</strong>, <strong>Pernod Ricard</strong>, <strong>Diageo </strong>e <strong>Les Vergers Boiron</strong>, le già intense giornate hanno visto, grazie al supporto dei ragazzi di Singapore, capitanati da Miss Silvia Yee, oltre che la consueta visita all’azienda main partner del JWC, la <strong>Asia Pacific Breweries</strong> con la loro nota <a href="http://www.tigerbeer.com/" target="_self">Tiger Beer</a> ed il tasting dell’originale <strong>Singapore Sling</strong> presso il famosissimo <a href="http://www.raffles.com/EN_RA/Property/RHS/" target="_blank">Raffles Hotel</a>, un susseguirsi di numerosi tour notturni per i migliori locali di Singapore, tra i quali il notissimo <a href="http://www.coffeebark.co.jp/" target="_blank">Coffee Bar K</a> dell’omonima catena nipponica.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Senza molta fortuna, devo dire, si è rivelata la mia apparizione alla <strong>Asia Pacific Cocktail Competition</strong>, dove all’ultimo istante, con un piede già in pedana mi è stata comunicata la mancanza di un ingrediente fondamentale per il mio drink. Primo degli esclusi dalla finalissima del giorno successivo, ho comunque avuto la piccola soddisfazione di vedere il mio punteggio di tecnica il migliore in assoluto.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Non senza qualche dubbio il premio <em>Eagle Award</em>, per lo studente che ha dimostrato un forte e concreto &#8220;business sense&#8221; istituito ormai da diversi anni dallo stesso Alex Beaumont, è andato alla rappresentante di Singapore.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Sorte simile ha avuto l’ambitissimo titolo di <em>Best Student</em>, andato, anche qui con grande sorpresa e qualche perplessità, al rappresentante Giapponese.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Per quanto mi riguarda il &#8220;sogno&#8221; si è infranto ad un soffio, posizionandomi subito dietro il vincitore, ricevendo comunque, da tutti i ragazzi del JWC, complimenti di stima per il lavoro svolto e la professionalità dimostrata.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Ma aldilà della delusione devo confermare che il merito di aver vinto il concorso nazionale Angelo Zola è stato egregiamente ricompensato con questa indimenticabile esperienza, sia dal punto di vista professionale che umano; la sola possibilità di vivere quest’esperienza infatti, per noi italiani resa ancora più ambiziosa dalla competizione dedicata al grande Zola, mi ha permesso di tornare a casa comunque senza rimpianti, grande orgoglio e con qualche buon amico in più, a dimostrazione di come la &#8220;friendship&#8221; in IBA sia uno dei punti cardini per una migliore divulgazione della professionalità del barman a livello internazionale.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">A tal proposito volevo così concludere ringraziando chi, a mio avviso, mi ha permesso di poter coronare un sogno che portavo nel cuore da anni, visto che rappresentare AIBES a Singapore è il traguardo, per moltissimi giovani bartenders, di una vita passata con grande volontà di migliorarsi alla ricerca di continua crescita professionale con non pochi sacrifici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>L’indispensabile &#8211; 2: Attrezzatura per il bar a casa</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 10:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver parlato dei bicchieri, indispensabile strumento dedicato all&#8217;elogio dell&#8217;alcol, è giunto il momento di spendere due parole in più sull&#8217;organizzazione della propria casa affinché possiate definirla il miglior bar del mondo, destinato a far trascorrere ai vostri ospiti una serata indimenticabile. Certo è che non sarà indispensabile tutta l&#8217;attrezzatura del bartender professionista: oltre a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-511 aligncenter" title="bartendering-at-home" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//bartendering-at-home.jpg" alt="bartendering-at-home" width="420" height="280" /></p>
<p>Dopo aver parlato dei <a href="http://www.drinkadrink.com/indispensabile/" target="_self">bicchieri</a>, indispensabile strumento dedicato all&#8217;elogio dell&#8217;alcol, è giunto il momento di spendere due parole in più sull&#8217;organizzazione della propria casa affinché possiate definirla<strong> il miglior bar del mondo</strong>, destinato a far trascorrere ai vostri ospiti una <strong>serata indimenticabile</strong>.<br />
Certo è che non sarà indispensabile tutta l&#8217;attrezzatura del <strong>bartender professionista</strong>: oltre a risultare in alcuni casi veramente costosa e di difficle utilizzo per un barman alle prime armi, rischiate di perdere di vista ciò che è <span style="text-decoration: underline;">veramente</span> indispensabile.<span id="more-491"></span></p>
<p>Sicuramente vi serviranno uno <strong>shaker</strong> e/o un <strong>mixing glass</strong>.<br />
Pur avendo scopi diversi, il primo serve infatti a miscelare ingredienti di diversa dendei sità mentre il secondo è più idoneo alla miscelazione di ingredienti tra loro affini, all&#8217;inizio della vostra carriera di <em>barman at home</em> potete impiegarli in modo abbastanza similare, anche se questa affermazione suonerà forse come una bestemmia alle orecchie dei bartender più esigenti.</p>
<p>Di indubbia utilità è poi lo <strong>stirrer</strong>, ma potete sostituirlo con un cucchiaio da bar: potete trovarne di mille fogge e colorazioni, che vi suggerisco di scegliere in funzione del livello di dubbio gusto del quale siete dotati. In commercio nei peggiori supermarket italiani se ne trovano di entrambe le tipologie, sia <em>kitsch</em> che <em>pacchiani</em>.</p>
<p>Sicuramente vi farà poi comodo un <strong>dosatore</strong>, ma potete ottenere dei risultati soddisfacenti con i bicchierini shot. O almeno è una buona scusa per farvi regalare questa tipologia di bicchieri, visto che il Capodanno è ormai imminente e c&#8217;è l&#8217;usanza di rinnovare serviti e quant&#8217;altro ritenuto ormai vecchio ma che reputavamo semplicemente <span style="text-decoration: underline;">vitale</span> fino al giorno di Natale.</p>
<p>Poi dovete assolutamente avere un <strong>muddler</strong>&#8230; ok, ok&#8230; un <strong>pestello</strong>: per preparare un Mojito non potete certo usare la mezzaluna e il tagliere come per il prezzemolo! In alcune confezioni di <em>Rum Bacardi</em> lo trovate in omaggio; magistralmente realizzato in oscena plastica verde, ma è comunque funzionale.<br />
A proposito di <strong>tagliere</strong>: probabilmente già ne avete uno in casa. Vi sarà utilissimo per affettare gli agrumi o utilizzarne la scorza.<br />
Non vi dico di arrivare ad avere un <strong>rigalimoni</strong>, ma un tagliere sì. Ottimo il <a href="http://www.ikea.com/it/it/catalog/categories/departments/kitchen/10522/" target="_blank">kit taglieri LEGITIM di Ikea</a>, composto da due taglieri in plastica di diverse dimensioni, economico e facilmente lavabile.</p>
<p>Ecco, una volta affettati gli agrumi sul bel tagliere evitate di ficcarli nei bicchieri con le mani: dotatevi di <strong>pinzette</strong>, che vi torneranno utilissime anche per le eventuali <strong>decorazioni</strong> delle quali deciderete di arricchire i vostri cocktail.<br />
Nello stesso reparto del vostro supermercato di fiducia troverete anche le <strong>cannucce</strong>, le <strong>salviette</strong>, gli <strong>stuzzicadenti</strong> e gli <strong>spiedini da cocktail</strong>: forse non sono indispensabili, e forse molti di questi accessori possono essere sostituiti con dei validi surrogati. Ma dove lo mettiamo il rapporto tra il loro prezzo e la probabilità di fare un buon effetto sugli invitati del sesso opposto al vostro?</p>
<p>Già che siamo a parlare di agrumi, ricordatevi che talvolta dovrete anche spremerli, sarà dunque indispensabile uno <strong>spremiagrumi</strong>. Ma almeno questa volta non lo dovrete utilizzare per quelle noiose e salutari spremute d&#8217;arancia, tanto care alla vostra nonna nelle giornate di influenza.</p>
<p>Spero non sia necessario ricordarvi del <strong>cavatappi</strong>; anch&#8217;esso è uno strumento indispensabile, meglio ancora se dotato di apribottiglie, visto che dovrete aprire diversi soft drink; <em>Coca Cola</em>, <em>Soda</em>, <em>Tonic</em>, etc: quegli ottimi ingredienti per i vostri cocktail, inutili gadget per gli astemi che avete invitato per errore.</p>
<p>Beh, personalmente odio il disordine regnante. Anche se un po&#8217; di caos ogni tanto fa bene, è il caso di avere sempre a portata di mano <strong>spugnette e canovacci</strong>: se siete lesti potete pulire via i liquidi che verserete (sicuramente e inevitabilmente) prima che i vostri ospiti se ne accorgano. L&#8217;alternativa è che siano sufficientemente sbronzi da non accorgersene, vedete voi.</p>
<p>Tra i lettori dei nostri suggerimenti per allestire un piccolo bar a casa vi sarà probabilmente chi già ha preparato un cocktail: questi, se desiderano cimentarsi nella preparazione di un frozen, si dovranno dotare di un <strong>blender</strong>. Sì insomma, un <strong>frullatore</strong> con il quale potrete tritare anche il ghiaccio. Andrà benone quello della nonna, lo trovate dietro allo spremiagrumi citato pocanzi, terzo ripiano a destra.</p>
<p>Per chi non ha alcuna intenzione di acquistare questi strumenti per il bravo barman di casa, rimane l&#8217;alternativa del <a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-carousel-i-cocktail-a-casa-tua-come-nei-migliori-locali/" target="_self">cocktail carousel</a> o, se la crisi economica vi attanaglia le finanze, la miscelazione a mano.</p>
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		<title>Intervista a Francesco Cione (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 13:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[aibes]]></category>
		<category><![CDATA[barman]]></category>
		<category><![CDATA[bartender]]></category>
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		<category><![CDATA[guida in stato di ebbrezza]]></category>

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		<description><![CDATA[La seconda parte dell'intervista a Francesco Cione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La seconda parte dell&#8217;<a href="http://www.drinkadrink.com/intervista-a-francesco-cione-prima-parte/#more-417" target="_self">intervista a Francesco Cione</a>, vincitore del premio Angelo Zola ai campionati AIBES 2008.</p>
<p><span id="more-425"></span></p>
<p>Riprendiamo da dove eravamo rimasti&#8230;</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong> Che cosa non può assolutamente mancare in un cocktail bar che si rispetti?</strong></li>
</ul>
<p>Un personaggio dietro il banco che sappia sfruttare al meglio quelle che sono le potenzialità del locale in questione. Non serve avere distillati di altissima gamma o work stations attrezzate se il bartender si limita a creare quel poco che la clientela richiede senza proposte&#8230;</p>
<p>Conosco colleghi che a fatica riescono ad avere i prodotti necessari per lavorare, ma quelle poche bottiglie che hanno sanno farle &#8220;girare&#8221; alla grande (e non sto parlando di flairtending).</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong> Che ne pensi del recente inasprimento delle pene per la guida in stato d&#8217;ebbrezza?</strong></li>
</ul>
<p>Dopo le esperienze professionali all&#8217;estero per me questo non è altro che il semplice adeguarsi a ciò che gli altri paesi già da anni fanno. Il bere deve essere un piacere, un momento di rilassamento, non un must di divertimento ed euforia senza limiti.</p>
<p>E&#8217; anche vero che purtroppo l&#8217;alcool, oltre ai diversi benefici che comunque può dare all&#8217;organismo non solo a livello sensoriale, ha contro dalla sua l&#8217;alterazione delle sensazioni e delle percezioni, che devono necessariamente, dopo una certa soglia, portare consapevolmente il consumatore a sapersi limitare e sopratutto ad evitare azioni come quelle di mettersi alla guida, che del resto non dovremmo fare nemmeno in condizioni di stanchezza, ovvero quando il nostro organismo non riesce a reagire al 100 per 100 alle diverse evenienze che possono capitare.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong> Un aneddoto che ti è capitato al bancone.</strong></li>
</ul>
<p>Quando lavoravo in un cocktail bar molto affollato sul lago Maggiore, qualche anno fa, un sabato sera in piena calca al banco si presentarono due clienti, ed uno mi chiese un <strong>Vodka Martini</strong>. Nonostante fossi molto preso dalle diverse &#8220;calling order&#8221;, trovai l&#8217;istante necessario per chiedergli se lo preferiva con oliva o twist di limone; questi mi rispose che era stupito di essere riuscito a trovare in un locale cosi &#8220;alla moda&#8221; qualcuno che avesse inteso di cosa stesse parlando&#8230;</p>
<p>Purtroppo oggi c&#8217;è troppa improvvisazione dietro il banco, non basta un semplice diplomino per farsi chiamare &#8220;bartender&#8221;.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong> Il più bel locale dove sei stato.</strong></li>
</ul>
<p>Proprio all&#8217;ultimo concorso Nazionale AIBES, <strong>a Sanremo</strong>, abbiamo avuto il piacere di essere ospitati al <strong>Victory Morgana Bay</strong>, nei pressi del porto turistico, un locale strutturalmente eccezionale, con addirittura la cupola sovrastante la sala bar che si apriva per dare modo, in quell&#8217;occasione, di lasciar volare in cielo dei palloncini&#8230;</p>
<p>In Europa invece, per quel poco che ho avuto la fortuna di girare, penso che il <strong>The Bar del Dorchester Hotel di Londra</strong> sia ancora il più bel locale dove abbia avuto la fortuna di bermi un ottimo drink.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong> Un consiglio per chi vuole trasformare il proprio salotto in un perfetto cocktail bar.</strong></li>
</ul>
<p>Pochi prodotti, ma consapevolezza in ciò che si sta facendo, pensando che gran parte delle spezie o della frutta presente normalmente in cucina può diventare un ingrediente chiave per un grande drink da offrire ad un ospite&#8230; magari anche seguendo un piccolo corso per barman tenuto dall&#8217;AIBES.</p>
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		<title>Gin &amp; Tonic Cocktail</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 12:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Fittipaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[videodrinks]]></category>
		<category><![CDATA[aperitivo]]></category>
		<category><![CDATA[bartender]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail]]></category>
		<category><![CDATA[gin]]></category>
		<category><![CDATA[how to make]]></category>
		<category><![CDATA[long-drink]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione]]></category>
		<category><![CDATA[recipe]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>
		<category><![CDATA[schweppes]]></category>
		<category><![CDATA[tonica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti: Gin &#8211; Acqua Tonica Guarnizioni: Fettina di limone &#8211; Cannucce &#8211; Stirer Preparazione: Raffreddate un tumbler col ghiaccio e scolate l&#8217;acqua formatasi aiutandovi con uno strainer. Versate del Gin di qualità e una modica quantità di acqua tonica. Miscelate delicatamente. Guarnite con una fettina di limone e decorate con un paio di cannucce e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Ingredienti:</span></p>
<ul>
<li>Gin &#8211; Acqua Tonica</li>
</ul>
<p><strong>Guarnizioni:</strong></p>
<ul>
<li>Fettina di limone &#8211; Cannucce &#8211; Stirer</li>
</ul>
<p align="center"><object width="340" height="285" data="http://www.youtube.com/v/GQ9LX7N4j0A&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GQ9LX7N4j0A&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><strong>Preparazione:</strong></p>
<ul>
<li>Raffreddate un tumbler col ghiaccio e scolate l&#8217;acqua formatasi aiutandovi con uno strainer. Versate del Gin di qualità e una modica quantità di acqua tonica. Miscelate delicatamente. Guarnite con una fettina di limone e decorate con un paio di cannucce e uno stirer. Servire subito affiancando al drink la bottiglia di acqua tonica.</li>
</ul>
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