<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Drink a Drink &#187; aibes</title>
	<atom:link href="http://www.drinkadrink.com/tag/aibes/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.drinkadrink.com</link>
	<description>for a bettere drinking experience...</description>
	<lastBuildDate>Fri, 13 Jan 2012 09:29:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator>
		<item>
		<title>A un soffio dal sogno all&#8217;Elite Bartenders Course Far East 2009</title>
		<link>http://www.drinkadrink.com/a-un-soffio-dal-sogno-allelite-bartenders-course-far-east-2009/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-un-soffio-dal-sogno-allelite-bartenders-course-far-east-2009</link>
		<comments>http://www.drinkadrink.com/a-un-soffio-dal-sogno-allelite-bartenders-course-far-east-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 17:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Cione</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi e manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[aibes]]></category>
		<category><![CDATA[barman]]></category>
		<category><![CDATA[bartender]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail]]></category>
		<category><![CDATA[IBA]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.drinkadrink.com/?p=790</guid>
		<description><![CDATA[Si è svolto anche quest’anno, nello splendido scenario della città di Singapore, dal 12 al 23 luglio, The Elite Bartenders Course (JWC) Far East, consueto appuntamento internazionale di crescita professionale e competizione per i giovani bartenders sotto i 28 anni di età. Il corso/concorso mondiale organizzato dall’International Bartenders Association (IBA – organismo mondiale che riunisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: left;"><span lang="it-IT"><img class="alignnone size-full wp-image-795" title="Francesco Cione a Singapore" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//cione-far-east.jpg" alt="Francesco Cione a Singapore" width="420" height="315" /></span></p>
<p style="text-align: left;"><span lang="it-IT">Si è svolto anche quest’anno, nello splendido scenario della città di Singapore, dal 12 al 23 luglio, </span><span lang="it-IT"><em><a href="http://www.singaporebartenders.com/jwc.htm" target="_blank">The Elite Bartenders Course (JWC) Far East</a>,</em></span><span lang="it-IT"> consueto appuntamento internazionale di crescita professionale e competizione per i giovani bartenders sotto i 28 anni di età. <span id="more-790"></span></span></p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Il corso/concorso mondiale organizzato dall’<a href="http://www.iba-world.org/english/index.php" target="_blank">International Bartenders Association</a> (IBA – organismo mondiale che riunisce le varie associazioni professionli dei barmen del pianeta) noto anche come <em>John Whyte Course (JWC)</em>, in memoria del britannico <strong>John Whyte</strong>, storico trainer del mondo del bartending passato, è da sempre riferimento di altissima preparazione tecnica, traguardo ambito e di assoluto prestigio, aperto esclusivamente a tutti i giovani operatori del settore bar che vogliano crescere professionalmente e non solo, selezionati annualmente a livello internazionale appunto come coloro che “volano al di sopra degli altri”, non a caso poi contraddistinti da un particolare “eagle badge”, spilla dalla foggia di un&#8217;aquila consegnata a tutti i partecipanti.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">La manifestazione, ospitata quest&#8217;anno dal meraviglioso <a href="http://conradhotels1.hilton.com/en/ch/hotels/index.do?ctyhocn=SINCICI" target="_blank">Conrad Hilton</a>, hotel a 5 stelle, si è come sempre sviluppata con una lunga serie di argomentazioni svolte e soprattutto con numerosi momenti di confronto e crescita tra tutti i 26 finalisti partecipanti, provenienti tra gli altri da Danimarca, Regno Unito, Olanda, Malesia, Singapore, Giappone, Hong Kong, Taiwan, Vietnam e naturalmente Italia, che quest’anno è stata rappresentata dal sottoscritto, <strong>Francesco Cione</strong>, del <a href="http://www.castellodalpozzo.com/" target="_blank">Castello Dal Pozzo Hotel &amp; Conference Centre</a> di Oleggio Castello, sul lago Maggiore.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT"><a rel="attachment wp-att-796" href="http://www.drinkadrink.com/a-un-soffio-dal-sogno-allelite-bartenders-course-far-east-2009/cione-far-east-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-796" title="Cione esultante" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//cione-far-east-2.jpg" alt="Cione esultante" width="215" height="327" align="left" /></a>Ho ottenuto l’accesso al JWC grazie alla vittoria ottenuta all’ultimo concorso nazionale <a href="http://www.aibes.it/">AIBES (Ass.ne Italiana Barmen e Sostenitori)</a> nella categoria <strong>Angelo Zola</strong>, prova di conoscenza merceologica e miscelazione dedicata alla memoria di questa storica figura del bartending nostrano, famoso in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">A partire dalla storia dell’IBA, passando per le varie trattazioni di natura merceologica e di miscelazione, temi importanti si sono rivelati quelli inerenti il &#8220;bar management&#8221; tenuti dall’IBA president Mr. Derrick Lee, dove si è discusso in modo importante di &#8220;bar control&#8221; e &#8220;break even&#8221;, a sottolineare fortemente come l’obbiettivo di un ottimo bartender debba essere quello di <strong>puntare ad una posizione di gestione, non solo operativa, del proprio reparto con l’assoluta conoscenza delle giuste nozioni di economia e controllo</strong>.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Momenti di valutazione sono stati poi la preparazione di un drink di fantasia, la presentazione di un drink del proprio paese (personalmente ho parlato del <strong>Negroni Sbagliato</strong>, della sua origine, storia e sviluppo), la preparazione in team di un progetto di gestione di un locale e l’esposizione di un argomento riferito, anche in questo caso, al proprio paese di origine e valutato da una commissione internazionale che vedeva oltre al poliedrico course leader Mr. David Chan (ABSS &#8211; Singapore), Mr. Ron Busman (NBC &#8211; Olanda, vice presidente IBA per l’Europa) e Mr. Alex Beaumont (ABG &#8211; Australia, vice presidente IBA per l’Oceania). Per quanto mi è riguardato ho sviluppato quest’ultima prova in video presentazione partendo dalla fama di numerosi marchi italiani nel mondo, riferendomi poi alla zona dalla quale vengo (Lago Maggiore), con un doveroso accenno alla figura di Angelo Zola e centrando infine il discorso sul <a href="http://www.disaronno.com/" target="_blank"><strong>Disaronno Originale</strong></a>, &#8220;the world’s favorite Italian liqueur&#8221;, vista la vicinanza del lago e alla zona di Viverone (Zola) e a quella di Saronno (Disaronno). Dalla leggenda dell’amaretto al processo di produzione ho concluso con la forte impronta che ha il marketing sul prodotto, comparando poi lo stesso Disaronno con un liquore all’amaretto concorrente ed i famosi biscotti amaretti, portando i prodotti per un tasting comparativo in degustazione. Ho fornito quindi una breve relazione scritta alla commissione e diversi gadget Disaronno a tutti i presenti.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Grande piacere ho avuto poi quando, parlando di drink internazionali, mi è stato chiesto di riferire dei &#8220;nostri&#8221; <a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-americano/" target="_self">Americano</a>, <a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-negroni/" target="_self">Negroni</a> e <strong>Garibaldi</strong> dal punto di vista storico; e ancor più successivamente, quando la parte relativa all’enologia italiana è stata lasciata al sottoscritto per alcune importanti precisazioni molto apprezzate dai presenti.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Ultimo e non poco impegnativo, i partecipanti sono stati chiamati ad affrontare un test scritto di 100 quesiti da svolgere in 60 minuti.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Il tutto naturalmente svolto in Inglese, lingua ufficiale degli eventi dell’International Bartenders Association.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">A contorno, dopo gli incontri con i diversi sponsor ed i loro prodotti quali <strong>Monin</strong>, <strong>Pernod Ricard</strong>, <strong>Diageo </strong>e <strong>Les Vergers Boiron</strong>, le già intense giornate hanno visto, grazie al supporto dei ragazzi di Singapore, capitanati da Miss Silvia Yee, oltre che la consueta visita all’azienda main partner del JWC, la <strong>Asia Pacific Breweries</strong> con la loro nota <a href="http://www.tigerbeer.com/" target="_self">Tiger Beer</a> ed il tasting dell’originale <strong>Singapore Sling</strong> presso il famosissimo <a href="http://www.raffles.com/EN_RA/Property/RHS/" target="_blank">Raffles Hotel</a>, un susseguirsi di numerosi tour notturni per i migliori locali di Singapore, tra i quali il notissimo <a href="http://www.coffeebark.co.jp/" target="_blank">Coffee Bar K</a> dell’omonima catena nipponica.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Senza molta fortuna, devo dire, si è rivelata la mia apparizione alla <strong>Asia Pacific Cocktail Competition</strong>, dove all’ultimo istante, con un piede già in pedana mi è stata comunicata la mancanza di un ingrediente fondamentale per il mio drink. Primo degli esclusi dalla finalissima del giorno successivo, ho comunque avuto la piccola soddisfazione di vedere il mio punteggio di tecnica il migliore in assoluto.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Non senza qualche dubbio il premio <em>Eagle Award</em>, per lo studente che ha dimostrato un forte e concreto &#8220;business sense&#8221; istituito ormai da diversi anni dallo stesso Alex Beaumont, è andato alla rappresentante di Singapore.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Sorte simile ha avuto l’ambitissimo titolo di <em>Best Student</em>, andato, anche qui con grande sorpresa e qualche perplessità, al rappresentante Giapponese.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Per quanto mi riguarda il &#8220;sogno&#8221; si è infranto ad un soffio, posizionandomi subito dietro il vincitore, ricevendo comunque, da tutti i ragazzi del JWC, complimenti di stima per il lavoro svolto e la professionalità dimostrata.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">Ma aldilà della delusione devo confermare che il merito di aver vinto il concorso nazionale Angelo Zola è stato egregiamente ricompensato con questa indimenticabile esperienza, sia dal punto di vista professionale che umano; la sola possibilità di vivere quest’esperienza infatti, per noi italiani resa ancora più ambiziosa dalla competizione dedicata al grande Zola, mi ha permesso di tornare a casa comunque senza rimpianti, grande orgoglio e con qualche buon amico in più, a dimostrazione di come la &#8220;friendship&#8221; in IBA sia uno dei punti cardini per una migliore divulgazione della professionalità del barman a livello internazionale.</p>
<p style="text-align: left;" lang="it-IT">A tal proposito volevo così concludere ringraziando chi, a mio avviso, mi ha permesso di poter coronare un sogno che portavo nel cuore da anni, visto che rappresentare AIBES a Singapore è il traguardo, per moltissimi giovani bartenders, di una vita passata con grande volontà di migliorarsi alla ricerca di continua crescita professionale con non pochi sacrifici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.drinkadrink.com/a-un-soffio-dal-sogno-allelite-bartenders-course-far-east-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Ursula Chioma</title>
		<link>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-ursula-chioma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intervista-a-ursula-chioma</link>
		<comments>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-ursula-chioma/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 13:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[aibes]]></category>
		<category><![CDATA[barman]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail originali]]></category>
		<category><![CDATA[martini cocktail]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.drinkadrink.com/?p=534</guid>
		<description><![CDATA[Ursula Chioma, bartender al prestigioso Hotel Cristallo di Cortina d'Ampezzo e miglior barman dell'anno alla 59ima edizione del Concorso Nazionale AIBES, risponde a dieci domande di drinkadrink.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-539 alignleft" title="ursula-chioma-01" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//ursula-chioma-01.jpg" alt="ursula-chioma-01" width="420" height="238" /></p>
<p> </p>
<p>Autori e lettori di drinkadrink hanno una cosa in comune: la ricerca di quella misteriosa magia che trasforma semplici liquori, succhi e distillati in un prodigio del gusto che si chiama “cocktail”. Ci aiutano in questa ricerca i veri “stregoni” del mondo del bere miscelato, e cioè i barman. Abbiamo sottoposto le nostre 10 domande a <strong>Ursula Chioma</strong>, bartender al prestigioso Hotel Cristallo di Cortina d&#8217;Ampezzo e <strong>miglior barman dell&#8217;anno</strong> alla <a href="http://www.drinkadrink.com/al-convegno-nazionale-aibes-i-migliori-barman-italiani-del-2008/">59ima edizione del Concorso Nazionale AIBES</a>. Eccovi le sue risposte:</p>
<p><span id="more-534"></span></p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Raccontaci qualcosa di te e della tua professione.</strong></li>
</ul>
<p>Intraprendere la professione di bartender sicuramente non era ciò che la mia famiglia aveva progettato per me: essendo figlia di commercialista, il percorso che mi attendeva avrebbe previsto studi universitari nell’intento di seguire le orme paterne. L’impatto con il bar è stato più o meno casuale: essendo nativa di un posto prettamente turistico, mi trovai una estate durante la pausa scolastica a fare la mia prima stagione dietro ad un bancone, e subito fu colpo di fulmine, tanto che mi tuffai immediatamente nella ricerca di tutto ciò che fosse relativo al bar, ai prodotti e ai drink, aiutata da una grande passione per lo studio nonché dal motto di cercare di fare sempre tutte le cose al meglio delle proprie possibilità, con il massimo impegno.<br />
Da qui in poi il percorso si è ben definito subito dopo il corso <a href="http://www.aibes.it/">AIBES</a> a 20 anni e conseguentemente dall’ingresso in associazione. </p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Il cliente ideale al tuo bancone ordina un&#8230;</strong></li>
</ul>
<p>Il cliente ideale a mio avviso è colui che interagisce con il bartender a prescindere da ciò che richieda, una persona con la quale si possa intraprendere una piacevole conversazione sia essa generica o relativa all’ambito merceologico. Naturalmente tra le più gradite richieste da parte dei miei ospiti non potrei non annoverare <strong><a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-martini/">Martini cocktail</a></strong> all’aperitivo e <strong>Cognac </strong>da meditazione come after dinner.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>E quando ci sei tu dall&#8217;altra parte del bancone cosa ordini?</strong></li>
</ul>
<p>Nelle mie richieste sono molto volubile, in relazione al momento della giornata in cui mi trovo a bere un drink, dalla situazione e dall’atmosfera che si crea.<br />
Tra i miei drink preferiti all’aperitivo potrei elencare l’<a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-americano/">Americano</a>, il Pimm’s n° 1, e… perché no? anche un Virgin Mary (very spicy); nei locali notturni prediligo Screwdriver, mentre un classico al quale non posso rinunciare dopo una cena importante è sicuramente un Cognac.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Tradizione o innovazione?</strong></li>
</ul>
<p>Senza dubbio un adeguato connubio tra le due. Non potrei immaginare alla rinuncia del classico per dar spazio alla tendenza; l’apogeo consiste nel riuscire a creare un consono ed entusiasmante mix tra tradizione ed innovazione. Proprio ultimamente ho visitato un locale che rispecchia alla perfezione quanto sopra: il <a href="http://www.the-connaught.co.uk/connaught_bar.aspx">Connaught</a> di Londra ed è stato un vero piacere passare del tempo al banco per assaporare appieno quella bellissima atmosfera. </p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Da cosa si riconosce un bravo barman?</strong></li>
</ul>
<p>Un bravo barman è inconfondibile ed individuabile dal primo momento in cui si entra in un locale. Un rapido sguardo all’ambiente circostante è sufficiente per avvertire la sua presenza, il suo carisma nel modo di porsi, di salutare e di sorridere ai clienti che trasmettono immediatamente la sensazione di essere in presenza di un ottimo “padrone di casa” pronto ad accogliere nel miglior modo i suoi ospiti e a soddisfare le loro esigenze e necessità.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-541" title="ursula-chioma-021" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//ursula-chioma-021.jpg" alt="ursula-chioma-021" width="420" height="630" /></p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Che cosa non può assolutamente mancare in un cocktail bar che si rispetti?</strong></li>
</ul>
<p>Professionalità, competenza, cordialità, affabilità, cortesia sono solo alcuni, ma tra i più essenziali aspetti che non possono mancare per trovarsi in un cocktail bar che si rispetti, a prescindere dalla gamma dei prodotti offerti o dall’arredamento. Sono le persone e quindi i bartender nonché i clienti stessi che determinano il successo di un locale.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Che ne pensi del recente inasprimento delle pene per la guida in stato d&#8217;ebbrezza?</strong></li>
</ul>
<p>Piuttosto che abbassare ulteriormente il limite legale di presenza di alcool nel sangue (decisione che comunque mi trova d&#8217;accordo), credo che dovrebbero essere fornite delle soluzioni atte a disincentivare e scoraggiare la guida in stato di ebrezza: le persone continuano comunque a mettersi alla guida nonostante la consapevolezza dei rischi che possono arrecare sia verso se stessi che verso gli altri, per nulla preoccupati degli innumerevoli controlli che vengono effettuati dalle forze dell’ordine.<br />
Sorge una necessità di avere delle soluzioni efficaci che permettano ai clienti di non negarsi il piacere di un drink, e al bartender di continuare a dilettare i propri ospiti con le sue realizzazioni.<br />
In Italia purtroppo non c’è ancora la coscienza del guidatore designato, responsabilità che si dovrebbe incoraggiare nel cliente, tanto meno si riesce ad avere la presenza di un adeguato numero e di svariate tipologie di servizi di trasporto, che dovrebbero applicare senza alcun dubbio prezzi accessibili (pensiamo al costo di una corsa in taxi&#8230;).</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Un aneddoto che ti è capitato al bancone.</strong></li>
</ul>
<p>Ricordo con piacere una bella sfida che mi lanciarono alcuni clienti dell’hotel: avere un martini cocktail diverso dai classici ed innovativo ogni sera&#8230; Fu creato di tutto nel corso delle loro visite, ma rimasero piacevolmente sorpresi e si dichiararono sconfitti quando infine fu proposto loro un <strong>Mountain Martini</strong>, con essenza di pino… a tutt’oggi è uno dei Martini che propongo con piacere qui a Cortina.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Il più bel locale dove sei stata.</strong></li>
</ul>
<p>Il Raffles di Singapore, e in particolare il Long Bar è un locale che sicuramente rimarrà nel mio ricordo come uno dei più bei posti visitati, per l’atmosfera, la tradizione che lega il bar ad uno dei drink più conosciuti, nonché per la professionalità e la cortesia dei bartender. Singapore è una tra le mie mete preferite e posso dire che offre una grandissima varietà di locali e hotel ad alto livello di competenza e professionalità, grazie anche a delle ottime scuole di formazione. </p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Un consiglio per chi vuole trasformare il proprio salotto in un perfetto cocktail bar.</strong></li>
</ul>
<p>Pochi prodotti ma essenziali, come ad esempio Gin, Vodka, Cognac, Whisky, senza dubbio un bitter e un vermouth, e naturalmente lasciare tanto spazio alla fantasia utilizzando ingredienti presenti in cucina come frutta fresca per ottenere succhi per la miscelazione, o per proporre degli interessanti appetizers in accompagnamento. Essenziale non tralasciare di avere sempre a disposizione del ghiaccio per non trovarsi impreparati e sprovvisti, e non farsi mancare tra l’<a href="http://www.drinkadrink.com/lindispensabile-2-attrezzatura-per-il-bar-a-casa/">attrezzatura</a> uno shaker e un mixing glass. A questo punto non resta altro che creare!!!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-ursula-chioma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Francesco Cione (seconda parte)</title>
		<link>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-francesco-cione-seconda-parte/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intervista-a-francesco-cione-seconda-parte</link>
		<comments>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-francesco-cione-seconda-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 13:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[aibes]]></category>
		<category><![CDATA[barman]]></category>
		<category><![CDATA[bartender]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail originali]]></category>
		<category><![CDATA[guida in stato di ebbrezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.drinkadrink.com/?p=425</guid>
		<description><![CDATA[La seconda parte dell'intervista a Francesco Cione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La seconda parte dell&#8217;<a href="http://www.drinkadrink.com/intervista-a-francesco-cione-prima-parte/#more-417" target="_self">intervista a Francesco Cione</a>, vincitore del premio Angelo Zola ai campionati AIBES 2008.</p>
<p><span id="more-425"></span></p>
<p>Riprendiamo da dove eravamo rimasti&#8230;</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong> Che cosa non può assolutamente mancare in un cocktail bar che si rispetti?</strong></li>
</ul>
<p>Un personaggio dietro il banco che sappia sfruttare al meglio quelle che sono le potenzialità del locale in questione. Non serve avere distillati di altissima gamma o work stations attrezzate se il bartender si limita a creare quel poco che la clientela richiede senza proposte&#8230;</p>
<p>Conosco colleghi che a fatica riescono ad avere i prodotti necessari per lavorare, ma quelle poche bottiglie che hanno sanno farle &#8220;girare&#8221; alla grande (e non sto parlando di flairtending).</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong> Che ne pensi del recente inasprimento delle pene per la guida in stato d&#8217;ebbrezza?</strong></li>
</ul>
<p>Dopo le esperienze professionali all&#8217;estero per me questo non è altro che il semplice adeguarsi a ciò che gli altri paesi già da anni fanno. Il bere deve essere un piacere, un momento di rilassamento, non un must di divertimento ed euforia senza limiti.</p>
<p>E&#8217; anche vero che purtroppo l&#8217;alcool, oltre ai diversi benefici che comunque può dare all&#8217;organismo non solo a livello sensoriale, ha contro dalla sua l&#8217;alterazione delle sensazioni e delle percezioni, che devono necessariamente, dopo una certa soglia, portare consapevolmente il consumatore a sapersi limitare e sopratutto ad evitare azioni come quelle di mettersi alla guida, che del resto non dovremmo fare nemmeno in condizioni di stanchezza, ovvero quando il nostro organismo non riesce a reagire al 100 per 100 alle diverse evenienze che possono capitare.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong> Un aneddoto che ti è capitato al bancone.</strong></li>
</ul>
<p>Quando lavoravo in un cocktail bar molto affollato sul lago Maggiore, qualche anno fa, un sabato sera in piena calca al banco si presentarono due clienti, ed uno mi chiese un <strong>Vodka Martini</strong>. Nonostante fossi molto preso dalle diverse &#8220;calling order&#8221;, trovai l&#8217;istante necessario per chiedergli se lo preferiva con oliva o twist di limone; questi mi rispose che era stupito di essere riuscito a trovare in un locale cosi &#8220;alla moda&#8221; qualcuno che avesse inteso di cosa stesse parlando&#8230;</p>
<p>Purtroppo oggi c&#8217;è troppa improvvisazione dietro il banco, non basta un semplice diplomino per farsi chiamare &#8220;bartender&#8221;.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong> Il più bel locale dove sei stato.</strong></li>
</ul>
<p>Proprio all&#8217;ultimo concorso Nazionale AIBES, <strong>a Sanremo</strong>, abbiamo avuto il piacere di essere ospitati al <strong>Victory Morgana Bay</strong>, nei pressi del porto turistico, un locale strutturalmente eccezionale, con addirittura la cupola sovrastante la sala bar che si apriva per dare modo, in quell&#8217;occasione, di lasciar volare in cielo dei palloncini&#8230;</p>
<p>In Europa invece, per quel poco che ho avuto la fortuna di girare, penso che il <strong>The Bar del Dorchester Hotel di Londra</strong> sia ancora il più bel locale dove abbia avuto la fortuna di bermi un ottimo drink.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong> Un consiglio per chi vuole trasformare il proprio salotto in un perfetto cocktail bar.</strong></li>
</ul>
<p>Pochi prodotti, ma consapevolezza in ciò che si sta facendo, pensando che gran parte delle spezie o della frutta presente normalmente in cucina può diventare un ingrediente chiave per un grande drink da offrire ad un ospite&#8230; magari anche seguendo un piccolo corso per barman tenuto dall&#8217;AIBES.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-francesco-cione-seconda-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Francesco Cione (prima parte)</title>
		<link>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-francesco-cione-prima-parte/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intervista-a-francesco-cione-prima-parte</link>
		<comments>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-francesco-cione-prima-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 15:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[aibes]]></category>
		<category><![CDATA[barman]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail originali]]></category>
		<category><![CDATA[martini cocktail]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.drinkadrink.com/?p=417</guid>
		<description><![CDATA[10 domande a Francesco Cione, premio Angelo Zola 2008 ai campionati AIBES.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi meglio di un professionista può svelare i segreti di un mondo complesso e affascinante come quello del bartending? Abbiamo provato a carpirne qualcuno da Francesco Cione, appena “diplomato” miglior barman under 28 ai campionati AIBES che si sono tenuti a Sanremo. Gli abbiamo fatto 10 domande, alle quali ha risposto con grande disponibilità. Ecco la prima parte dell&#8217;intervista&#8230;</p>
<p><span id="more-417"></span></p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Raccontaci qualcosa di te e della tua professione.</strong></li>
</ul>
<p>Sono nell&#8217;ambiente dalla nascita, visto che i miei genitori sono proprietari di una ormai storica caffetteria a Verbania (Lago Maggiore, città da dove vengo) da 28 anni.</p>
<p><img class="size-full wp-image-429" title="francesco-cione-2" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//francesco-cione-2.jpg" alt="francesco-cione-2" width="223" height="314" align="left" />Cresciuto quindi con la passione trasmessa da loro, ho coltivato quella che poi sarebbe diventata la mia professione da sempre. Fondamentali per la mia crescita sono stati sicuramente l&#8217;avvicinamento all&#8217;<a href="http://www.aibes.it/" target="_blank">AIBES</a>, attraverso i primi corsi ed in seguito con l&#8217;ingresso come socio, ed in particolare le esperienze maturate al di fuori dell&#8217;ambito &#8220;domestico&#8221;; prima sul lago Maggiore e successivamente all&#8217;estero fino a ritrovarmi impiegato quest&#8217;estate presso il mitico <strong>Hotel Cipriani di Venezia</strong> e da quest&#8217;inverno al notissimo <strong>Hotel Cristallo Palace &amp; Spa di Cortina D&#8217;Ampezzo</strong>.</p>
<p>Ho da sempre cercato di inquadrare il mondo del bartending a 360 gradi, quindi con la voglia di approfondire tutti i diversi aspetti di questo fantastico mondo: esperienze in svariate tipologie di locali ed apprendimento di molteplici tecniche di lavoro e servizio, così da crearmi un &#8220;portafoglio&#8221; di conoscenze il più ampio possibile, a tutt&#8217;oggi (visto anche che ho ancora 26 anni) con un&#8217;inesauribile voglia di crescere ulteriormente.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Il cliente ideale al tuo bancone ordina un&#8230;</strong></li>
</ul>
<p>Martini, intendendolo come momento di &#8220;relax&#8221;.</p>
<p>Se prima per me il concetto di barman era fondamentalmente inteso come profondo conoscitore dell&#8217;aspetto tecnico del suo lavoro, oggi, anche grazie al contatto con clientela internazionale e di livelli sociali diversissimi tra loro, mi sono immedesimato totalmente nel ruolo di colui che deve (almeno provare a) far sentire l&#8217;avventore completamente a suo agio, assecondandolo e rispecchiando quelle che sono le sue necessità, anche nel rapporto interpersonale.</p>
<p>E questo sono certo che un &#8220;buon professionista&#8221; è in grado di farlo in diversissimi ambiti, anche in quelli piuttosto &#8220;busy&#8221;.</p>
<p>Non servilismo, ma arte di accogliere, cosa in cui il grande <strong>Angelo Zola</strong>, ad esempio, era maestro.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>E quando ci sei tu dall&#8217;altra parte del bancone cosa ordini?</strong></li>
</ul>
<p>Martini! Perché&#8230; anche io ho bisogno di un po&#8217; di relax di tanto in tanto.</p>
<p>La degustazione è una pratica che sto apprezzando sempre più in questi ultimi anni, e devo dire che non c&#8217;è niente di meglio di un <strong>Martini Cocktail</strong> per iniziare a comprendere quale sia il senso di questa pratica nel bere miscelato.</p>
<p>E poi naturalmente, da cliente, chiedere un Martini vuole dire &#8220;godersi lo show&#8221;. Mi piace molto citare una battuta di <strong>Umberto Eco</strong> su questo drink: &#8220;Il Martini è materia eminentemente artistico manipolativa&#8221; [dalla prefazione all'edizione italiana del libro <em>Ed è subito Martini</em> di Lowell Edmunds], dove continuando spiega che la magia del Martini sta a quando lo si fa più che a quando lo si consuma: volete mettere, ad esempio, farsi preparare un <strong>TM Martini</strong> dal mio amico <strong>Angelo Canessa</strong> così come ha egregiamente appreso dal suo maestro <strong>Tony Micelotta</strong>? Uno spettacolo&#8230;</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Tradizione o innovazione?</strong></li>
</ul>
<p>Io direi EVOLUZIONE, e con questo mi ricollego ad un mio modello di professionista che definisco &#8220;Barman Totale&#8221;, riprendendo un pò il concetto di &#8220;calcio totale&#8221;(passatemi il paragone) della grande Olanda di Crujiff: un barman che sappia muoversi in qualsiasi situazione sapendo mettere in pratica le diverse tecniche oggi a nostra disposizione per trarne il massimo beneficio, senza tralasciare lo stile e la classe che lo deve sempre contraddistinguere. Quindi creare un <strong>Manhattan</strong> con due bottiglie contemporaneamente spaccando le dosi al millilitro con il metal pourer o proporre un <strong>Fruit Martini</strong> con uno sciroppo aromatizzato &#8220;home made&#8221; e frutta fresca pestata dovrebbero essere ormai quotidianità per qualsiasi barman professionista.</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Da cosa si riconosce un bravo barman?</strong></li>
</ul>
<p>Dal sorriso e da come tiene il &#8220;suo&#8221; bar.</p>
<p>Spesso mi è capitato di conoscere grandi professionisti che questi due fattori li hanno persi con il tempo. Anche da questo si riconosce un bravo barman, dal cercare di non lasciarsi mai affossare dalle diverse difficoltà che lo possono circondare.</p>
<p>È bruttissimo riscoprire un grande barman parlandoci assieme, conoscendolo e non poter affermare lo stesso semplicemente osservandolo nel suo ambiente. &#8220;Sedersi&#8221; perché magari gli anni nello stesso bar cominciano a diventare troppi non può assolutamente essere una giustificazione. Gli stimoli in questo lavoro sono molteplici, è un peccato non approfittarne.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.drinkadrink.com/intervista-a-francesco-cione-seconda-parte/" target="_self">continua&#8230;</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.drinkadrink.com/intervista-a-francesco-cione-prima-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Al Convegno Nazionale AIBES i migliori barman italiani del 2008</title>
		<link>http://www.drinkadrink.com/al-convegno-nazionale-aibes-i-migliori-barman-italiani-del-2008/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=al-convegno-nazionale-aibes-i-migliori-barman-italiani-del-2008</link>
		<comments>http://www.drinkadrink.com/al-convegno-nazionale-aibes-i-migliori-barman-italiani-del-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 15:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi e manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[aibes]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail originali]]></category>
		<category><![CDATA[flair]]></category>
		<category><![CDATA[IBA]]></category>
		<category><![CDATA[world cocktail competition]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.drinkadrink.com/al-convegno-nazionale-aibes-i-migliori-barman-italiani-del-2008/</guid>
		<description><![CDATA[È passato qualche giorno e non ne abbiamo dato notizia – drinkadrink doveva reinventariare… &#8211; ma anche se in ritardo, è un dovere per un blog come il nostro riferire di quello che è forse il più importante evento annuale per i barman italiani: il Convegno Nazionale AIBES. Dal 3 al 7 novembre si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//logo-aibes.jpg" alt="logo-aibes.jpg" /></p>
<p>È passato qualche giorno e non ne abbiamo dato notizia – drinkadrink doveva reinventariare… &#8211; ma anche se in ritardo, è un dovere per un blog come il nostro riferire di quello che è forse il più importante evento annuale per i barman italiani: il Convegno Nazionale AIBES.</p>
<p><span id="more-328"></span>Dal 3 al 7 novembre si è infatti tenuta a Sanremo questa bella e importante manifestazione che, oltre ad essere un momento di incontro e confronto tra gli associati alla longeva <a href="http://www.aibes.it">Associazione Italiana Barmen e Sostenitori</a>, è anche il momento in cui si decidono i campioni nazionali nelle diverse categorie.<img src="http://www.aibes.it/upload/news/big/locandina%20nazionale_piccola_20081116235033.jpg" alt="" align="left" /></p>
<p>Per questa 59° edizione si è aggiudicato il titolo di miglior barman in assoluto <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Silvano Evangelisti</span>, che gareggiava nelle regionali della Lombardia ma che è in forza al bar del <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Villa La Massa</span>, un meraviglioso hotel di Firenze (al quale potremo fare presto una visita, spero…). Sarà lui, che ha proposto il cocktail inedito &#8220;Lucia&#8221;, a rappresentarci ai campionati mondiali dell’IBA che si terranno a Berlino il prossimo anno.</p>
<p>Con il suo &#8220;Rock’n soul&#8221;, invece, <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Ursula Chioma</span> si è aggiudicata il titolo di miglior barman dell’anno, conteso fra i 34 concorrenti della categoria <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic">Free </span>che sostengono un test scritto e un colloquio in lingua inglese.</p>
<p>Andrà a Berlino anche <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Cristian Salis</span> per gareggiare nella categoria <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic">Flair</span>, visto che la sua performance nella preparazione del &#8220;My Dream&#8221; si è imposta su quelle degli altri contendenti.</p>
<p>Il premio <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic">Angelo Zola</span> per il miglior barman under 28 è andato a <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Francesco Cione</span> dell’Hotel Cipriani di Venezia, mentre nella categoria <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic">Frozen </span>ha vinto <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Giovanni Dell’Olio</span> con il suo &#8220;Mismao&#8221;.</p>
<p>Chiude il palma res <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Erik Bertozzi</span> come miglior <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic">Emergente</span>, la categoria riservata ai corsisti AIBES.</p>
<p>Una segnalazione in più per la Lombardia che si aggiudica il premio a squadre, e per Carmine Casti che vince il Flair Competition Monin.</p>
<p>Pubblichiamo le ricette vincitrici.</p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Lucia </span>(Silvano Evangelista)</p>
<ul>
<li>1,5 cl di Smirnoff Black n. 55 di Diageo Italia</li>
<li>1,5 cl di Maraschino Stock</li>
<li>1,5 cl di Bols Crème de Banana di Maxxium Italia</li>
<li>1,5 cl di Mixybar Orzata Fabbri 1905</li>
<li>9 cl di Ananas frullato</li>
</ul>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Rock’n Soul </span>(Ursula Chioma)</p>
<ul>
<li>30 di Grey Goose L’Orange, Martini &amp; Rossi</li>
<li>2,0 cl Midori, Campari Italia</li>
<li>1,0 cl Bacardi Apple, Martini &amp; Rossi</li>
<li>1,5 cl De Kuyper Peach Tree, Pernod Ricard Italia</li>
<li>1,5 cl succo di limone</li>
<li>5,0 cl centrifugato di ananas</li>
<li>1,0 cl sciroppo Banana Verde Monin, Velier</li>
</ul>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">My Dream <span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal">(Cristian Salis)</span></span></p>
<ul>
<li>2,5 cl Sky Vodka, Campari Italia</li>
<li>2,5 cl Midori, Campari Italia</li>
<li>2,5 cl Malibù Liquer, Pernod Ricard Italia</li>
<li>2,5 cl Sciroppo banana gialla Monin, Velier</li>
<li>4,0 cl Minute Maid ananas, Coca Cola Italia</li>
<li>6,0 cl Sour Mix</li>
<li>Mela, ciliegina</li>
</ul>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Sanremo Sling <span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal">(Francesco Cione)</span></span></p>
<ul>
<li>5 Lychee fresco</li>
<li>3 cucchiai zucchero di canna “Sugarville”, Toschi Vignola</li>
<li>Gocce Brugal Anejo, Velier</li>
<li>Gocce Fee Brothers Peach aromatics bitter, Velier</li>
<li>4,5 cl Bitter Camauri, Campari Italia</li>
<li>3,0 cl Fever Tree Lemon, Velier</li>
<li>6,0 cl Succo Melograno</li>
</ul>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Mismao <span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal">(Giovanni Dell’Olio)</span></span></p>
<ul>
<li>2,0 cl Havana Club 3 Anos, Pernod Ricard Italia</li>
<li>2,0 cl Midori, Campari Italia</li>
<li>1,0 cl Sciroppo Kiwi, Toschi Vignola</li>
<li>3,0 cl Banana fresca</li>
<li>7,0 cl Succo mela verde</li>
</ul>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Uppercup <span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal">(Carmine Nasti)</span></span></p>
<ul>
<li>2,0 cl Bacardi Carta Blanca, Martini &amp; Rossi</li>
<li>1,5 cl Aperol, Campari Italia</li>
<li>1,5 cl Liquore pesca Isolabella Mix, Ilva Saronno</li>
<li>5,0 cl Carlo Gancia Rosè Integral Metodo Classico Brut, F.lli Gancia &amp; C</li>
<li>1,5 cl Sciroppo Lampone Monin, Velier</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.drinkadrink.com/al-convegno-nazionale-aibes-i-migliori-barman-italiani-del-2008/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

