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Shaker Alessi, la fabbrica dei sogni

 

Qualche settimana fa mi sono recato in un mercatino dell’usato di Firenze dove capita spesso di trovare l’occasione da prendere al volo. In un angolo, in una vetrinetta non troppo in vista, intravedo un oggetto che ho sempre desiderato possedere. Tra tutti quei poco brillanti acciaiosi oggetti per la cucina spunta l’inconfondibile tappo dell’agitatore per cocktail Avio di ALESSI (questo il nome originale del ’57).

Un oggetto che in negozio potete tranquillamente acquistare per soli 70€. Capirete come mai non avevo ancora fatto un salto in negozio. Controllo sul fondo l’originalità del pezzo, come avevo immaginato non era affatto una banale copia. Il famoso shaker universalmente riconosciuto per la sua eleganza è disponibile in due misure, da 25 e 50 cl.
E’ prodotto e venduto in tutto il mondo, ad oggi l’Alessi dichiara di averne venduto più di un milione di pezzi, e come non credergli. Non mi meraviglierei se in un lounge bar di Manhattan un barista stesse in questo istante tenendo tra le mani un pezzo di storia del design italiano. Disegnato da Luigi Massoni e Carlo Mazzeri, i quali crearono per l’Alessi, dalla fine degli anni’50 agli inizi degli anni’70, una serie di oggetti destinati all’uso alberghiero. La serie di oggetti da bar e vini include moltissimi pezzi che a distanza di decenni restano ancora attuali. Per gli appassionati e curiosi consiglio di fare un giro sul sito e dare una sbirciata alla categoria Bar e Vini per rendersi conto di quanti siano gli oggetti “familiari” che capita di trovare in giro nei locali. Certamente non sono in molti ad avere il gusto e le tasche per fornire il proprio bancone di oggetti qualitativamente alti ma considerate che il mio piccolo investimento di 18€ (ok.. sono uno dei pochi fortunati!) probabilmente resterà da qualche parte in casa mia ancora per parecchi decenni. Dal sito, ma vi consiglio vivamente di osservare dal vivo, potete scegliere tra i diversi modelli di agitatori per cocktail modello “Campari”, “Chiringuito” (shaker o mixer) o “Boston” (americano, con una parte in vetro).
Ovviamente trovate anche tutto il resto dell’occorrente per trasformare casa vostra nel miglior bar del mondo: portabottiglie, apribottiglie, molle per il ghiaccio, strainer e misurini. Per chi volesse concedersi un discreto omaggio esiste la confezione regalo composta dal Boston, passino, frullino e misurino che risale al ’79. Decisamente datati anche i nomi degli oggetti. Se avete un minimo di conoscenza del design Made in Italy vi sarete accorti (ma non è certo una novità) di quali importanti nomi si è avvalsa da sempre l’azienda. Solo per citarne alcuni: Ettore Sottsass, Richard Sapper, Achille Castiglioni, Alessandro Mendini, Aldo Rossi, Michael Graves, Philippe Starck, Stefano Giovannoni, Guido Venturini, Ron Arad, Jasper Morrison, Marc Newson, Enzo Mari… veri guru della progettazione industriale, permettetemi di chiamarli Maestri. La forza di Alessi è stata quella di avvelarsi, a partire dal 1955, di designer esterni all’azienda di altissimo livello che hanno saputo interpretare e rafforzare la propria immagine.
Permettetemi un breve excursus storico.

La prima azienda è stata fondata verso metà Ottocento a Omegna situato nella Valle Strona, in Piemonte ed era dedita alla lavorazione del peltro, un metallo che già da diverso tempo è stato sostituito dall’ottone, dall’alluminio e dall’acciaio inossidabile. La vera Alessi nasce nel 1921 da Giovanni Alessi che ha saputo trasformare un’officina artigianale in una delle più importanti aziende nel panorama del design italiano. La sede si trova a Crunisallo (VB) nel complesso progettato da Alessandro Mendini. Le capacità di tornitore di Giovanni Alessi gli permisero di creare un’infinità di oggetti per la tavola di estrema qualità e finitura che contraddistinguono ancora oggi tutta la produzione. Dopo la guerra, periodo in cui il settore casalingo era fermo e la produzione spostata sulla manifattura di stellette da uniforme, Alessi si lancia sulla lavorazione dell’acciaio inossidabile creando alcuni degli oggetti tuttora in catalogo. Oggi Alessi viene chiamata “la fabbrica dei sogni” ed è suddivisa in tre diversi marchi: “ALESSI”, il marchio centrale a cui corrisponde la produzione storica, “OFFICINA ALESSI” il marchio più esclusivo, destinato ad accogliere i prodotti più raffinati e sperimentali, nonchè le serie limitate e “A di ALESSI” di cui fanno parte i prodotti democratici, più a basso costo (conoscete tutti quelli oggettini coloratissimi in plastica che girano per le vostre case). E’ sicuramente difficile e riduttivo descrivere in poche righe l’opera, lasciatemi definirla così, di talentuosi designer che hanno saputo creare prodotti sempre di altissimo valore emozionale, qualitativo e soprattutto funzionale. La mia professione mi spinge a consigliarvi di concedervi ogni tanto il lusso di acquistare o anche regalare un oggetto che possieda tali valori e magari di tanto in tanto andate a fare un giro per i mercatini dell’usato, reali o digitali, non si può mai sapere.
Per chi si fosse chiesto se l’ALESSI abbia prodotto uno shaker firmato drinkadrink: non ho resistito dal far incidere sul mio agitatore per cocktail il logo del nostro blog. Ovviamente è ufficialmente lo shaker di casa drinkadrink e siete tutti invitati!

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Adriano D'Amelio

Adriano D'Amelio

 

4 commenti a “Shaker Alessi, la fabbrica dei sogni

cristina says:

ciao volevo fare un regalo, volevo regalare uno shaker con un incisione.
A chi posso rivolgermi x inciderlo.
Grazie
ciao

    Alessio Sbrana says:

    Ciao Cristina,
    Se hai già lo shaker è possibile farlo incidere da un qualsiasi… incisore, appunto: ad esempio dove realizzano coppe, medaglie o targhe metalliche commemorative. 🙂

claudio iuby says:

credo che senza dubbio sia un bellissimo oggetto specialmente per chi è del mestiere, poi si sà che quando c’è la passione non si bada a spese…………

Davide Morena says:

non c’è che dire, costeranno anche un po’, ma si sa che comprando un oggetto Alessi si sta comprando un oggetto che tra dieci anni varrà il doppio di quanto lo abbiamo pagato… ma i mitici apribottiglia con i personaggi? ne vogliamo parlare?

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