X
Menu
X

Porfirio Rubirosa: meglio il Sushi del Mojito

Porfirio Rubirosa: meglio il Sushi del Mojito

Il Porfirio Rubirosa è un sushi bar di Firenze diposto su due piani dove è possibile consumare un aperitivo o fare una cena giapponese.
Anzi, mangiare un ottimo sushi e sashimi, giacché sono le uniche pietanza nipponiche disponibili. Grazie ad alcuni amici di Firenze ho avuto modo di testare entrambe le facce del Porfirio: il bar per l’aperitivo e il ristorante per la cena.
Se per caso vi state facendo delle domande sulle origini del nome del locale, sappiate che questo trae spunto dal playboy Porfirio Rubirosa, uomo dalla grande personalità di cui faceva parte integrante la sua vita notturna, fatta di belle donne, locali, trasgressione e belle auto (putroppo per lui e per la sua bella Ferrari, con la quale morì nel 1965 schiantandosi in Bois de Boulogne, a Parigi).
Ammetto senza difficoltà che il sushi, preparato con innegabile sapienza dal maestro Sato Fumio, è forse il migliore che ho avuto modo di gustare fino ad ora.
Non posso però dire altrettanto dell’aperitivo, che a mio avviso non è all’altezza del sushi.
Se è vero che la coreografia e l’eleganza del bancone offrono una bel colpo d’occhio, anche grazie al pinzimonio di verdure e agli assaggi di sushi, non sono rimasto affatto soddisfatto dal mio cocktail.
Per questa serata fiorentina, caratterizzata da un’afa poco sopportabile, ho deciso di bere un Mojito, cocktail molto dissetante che, almeno in estate, bevo abbastanza volentieri.

Una volta preparatomi l’aperitivo dal barman dietro al bancone, presidiato da clienti probabilmente appartenenti alla “Firenze Bene”, sono stato sorpreso negativamente da un paio di aspetti di questo Mojito: nel bicchiere, a mo’ di guarnizione, faceva la sua bella figura un grazioso ramoscello di menta; quasi un attrezzo vegetale da barware con il quale mischiare il drink… non mi aspettavo certo di trovarvi la hierba buena, ma un rametto di menta, coreografico quanto vogliamo, non è certo sufficiente a diffondere il gusto della menta nel drink.
Nel mio Mojito non vi erano tracce di menta pestata e, se è vero che la preparazione di questo coktail può contare su diverse varianti, il sapore del drink mi è tristemente testimone di un aperitivo a mio gusto poco piacevole, tant’é che ho faticato a berlo tutto.
Oltre ad essere poco insaporito dalla menta, che dovrebbe donare una piacevole sfumatura di freschezza al cocktail, il drink era al limite dell’analcolico. E non credo che fosse una premura del barman nei miei confronti che dovevo guidare fino a Pisa per tornare a casa, anche perché la musica, a tratti piacevole ma spesso di volume troppo alto, stava provvedendo a tenermi ben sveglio.

Se poi si pensa che un aperitivo al Porfirio Rubirosa costa 8 Euro, che certo non è poco, va da sé che mi sarei aspettato una preparazione più accurata, anche senza le “sottigliezze” dei cubetti di ghiaccio in luogo del ghiaccio tritato o lo zucchero di canna bianco: va bene che siamo a Firenze, proprio dietro alla Fortezza da Basso, ma mi è sembrato un po’ esagerato, tantopiù che al medesimo prezzo vengono elargiti anche gli aperitivi analcolici.
Come già detto in occasione del mio aperitivo al Pick a Flower, che mi ha lasciato insoddisfatto, sono comunque dell’idea che anche il Porfirio Rubirosa meriti una prova d’appello: pur non amandone eccessivamente l’aria un po’ snob che vi si respira (ma questo è un parere assolutamente personale e dunque opinabilissimo), mi riservo di ritornare al Porfirio; se dovessi nuovamente incappare in un Mojito deludente come questo, vorrà dire che affogherò tutta la mia delusione nel magnifico sushi del maestro Sato.

Porfirio Rubirosa
Viale Strozzi, 18/r – Fortezza da Basso (FI)
tel. 055/490965

Condividi

Alessio Sbrana

 

9 commenti a “Porfirio Rubirosa: meglio il Sushi del Mojito

Alex says:

E’ la terza volta che testo questo Porfirio.
Posso dire che il sushi è buono..anzi.. direi ottimo !!
La musica purtroppo è troppo alta e vi do ragione in pieno e i drink… la qualità è direttamente proporzionale alla quantità di gente come dice Davide Morena.
Riguardo alla gente… si.. c’è la Firenze bene e tante belle donne ma è abbastanza ridicolo vederle precipitarsi come affamate al bancone del cibo o facendo a spintono per assaggiare qualche prelibatezza del signor Sato Fumio.
Io ne sono stato testimone .
Comunque 10€ per un drink e un buon aperitivo ci possono stare e do un 8 al locale.

katia says:

Sono d’accordo con tutti voi…il sushi preparato con cura da un vero maestro!!!!personalmente non ho provato il mojito,quindi non posso esprimere un giudizio…ho trovato comunque piacevolissimo il barman e i suoi amici…

ale says:

Devo concordare con chi elogia il sushi del maestro San… DIVINO! Servito con estrema cura del particolare scenico,è un vero orgasmo per le papille gustative degli appassionati! l’ambiente è un pò troppo occidentale,freddo e fighetto ma per le delizie di Sato San ci si chiude un occhio!

nelli says:

Quoto. Il miglior sushi di Firenze. Ma mangiare col frastuono assordante della musica sparata dal “dj” non è per niente piacevole.

Peccato..

Alessio Sbrana says:

Ho avuto modo di tornare al Porfirio qualche giorno fa in compagnia di alcuni cari amici di Firenze, anche loro amanti del sushi di Sato San: ribadisco; il sushi è ottimo quanto tutto il resto poco in linea con quello che si potrebbe desiderare mentre lo si assapora.
Basti pensare che durante tutta la cena ci siamo dovuti sorbire l’assordante musica sparata dalle casse poste sopra di noi.
Non capisco come si possa pensare di servire una cena giapponese con un frastuono di musica commerciale che rende impossibile capire le parole del vicino: se proprio si vuol fare “l’aperitivo figo” con musica, anche se di discutibile qualità, ok… ma durante la cena è veramente deprecabile.

Davide Morena says:

la lista delle cose odiose del Porfirio potrebbe essere lunga un post, a partire dall’olezzo dei dopobarba tanto fashion che ci si attacca alle pareti… però sarei disonesto ad accodarmi allo scontento generale per la qualità del bere. Niente di speciale, ok, però quando mi è capitato di andarci in momenti con meno ressa, i proprietari hanno dato prova di sapere il fatto loro, e qualche buon americano lo hanno passato.. ma non può essere una su dieci, ovviamente.

ale says:

i vini australiani sono molto buoni ma solo se si tratta di vino rosso, potrei consigliarti un pinotage villiera, ma i bianchi sono troppo fruttati e per gli amanti del traminer quello della casa menzionata sopra è meraviglioso, per un aperitivo tra f.d.l (fighe di legno), non di certo per innaffiare un menù nipponico!

Roberto Fumarola says:

Tanto di cappello al Sushi di Sato, del resto li vado praticamente solo per quello.
Non sono un amante dei cocktail, ma l’altra sera il Mojito con Alessio l’ho assaggiato anche io e non m’è piaciuto per niente.

Ad un certo punto della serata la musica effettivamente diventa troppo forte e l’atmosfera un po’ fighetta, ma io sono davanti al mio piattone di Sushi e son contento così ;)

Angelo S. Falcone says:

Sono totalmente d’accordo con te. Al Porfirio sono andato decine di volte, ma sempre e soltanto per un motivo: Sato san e il suo meraviglioso sushi.
Per il resto, sinteticamente: la musica è alta, la qualità del bere no.
Una sera ho avuto una discussione sul vino con il cameriere. Con fare da sommelier ci consigliava uno Chardonnay, e quando abbiamo chiesto che cosa avesse ci ha risposto che ne aveva uno cileno e uno australiano!
Non ha saputo però darci altre informazioni. Insomma, passi per il Cile, ma L’Australia è un continente..
Ps: il vino alla fine l’abbiamo preso: sembrava succo di pesca

Lascia una risposta

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

drink@drink

Tutto quello che devi sapere prima di iniziare a bere è su drink@drink: le ricette dei cocktail che ami di più; i diari di viaggio alcolici per sapere dove servono i migliori drink; i segreti per trasformare casa tua nel miglior bar del mondo; tutto l'universo che ruota attorno al bicchiere; i riferimenti culturali per dare dignità al tuo sport preferito.
drink@drink
For a better drinking experience.