New Entertainment Design
nov 20th, 2008 by Marcello Fittipaldi
Di recente sono stati pubblicati gli ultimi progetti del Corso di Alta Formazione in New Entertainment Design tenuti dal POLI.DESIGN, Consorzio del Politecnico di Milano, una scuola italiana che “sforna” architetti, designer e ingegneri che ideeranno, progetteranno e arrederanno i locali del futuro. Speriamo solo che, nei loro “deliri” creativi, non si dimentichino mai del bancone!
A quanto pare il popolo dei designer ce la sta mettendo tutta per proporre nuovi stimoli, canoni estetici e multifunzionalità per i luoghi del divertimento serale. Sembra che il buon vecchio bancone con le bottiglie in esposizione, gli sgabelli e i tavolini (seppur originali), la musica e le noccioline, non bastino proprio più. Il mercato deve rigenerarsi ed ecco venir fuori addirittura delle specializzazioni post-universitarie volte a proporre le più svariate possibilità di concezione dell’intrattenimento. Al POLI.DESIGN di Milano ne stanno dando una seria e interessante dimostrazione da tanti anni, formando personale altamente specializzato che progetta nuovi spazi metropolitani dove proporre appunto “new enterteinment”, ovvero nuovi intrattenimenti. “Relax Bar” aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dove è il “vapore” a farla da padrone con piscine, bagni e trattamenti ai piedi; luoghi dove riscoprire il piacere della natura, passeggiando a piedi nudi nella sabbia mentre si mangia un panino nella pausa pranzo; Lounge Bar che abbattono le barriere architettoniche per i disabili anche grazie all’utilizzo di prodotti che stimolano le percezioni dei 5 sensi; bar personalizzabili che affittano bagni ad uso personale. Questi sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano Geysir, Déplacé, a27punto1 e Metrocubo, i 4 nuovi progetti dell’ultimo corso del POLI.DESIGN, elaborati da studenti che provengono da tutto il mondo e proposti dai gruppi Cinquea, CurvaSum, Ki.we are e 5M+1, con il sostegno di grandi sponsor del settore e un attento e ammirabile sguardo all’ambiente e alle energie rinnovabili.
Una sola cosa mi lascia non poco perplesso: a leggere di questi progetti sembra che nessuno pensi alla cosa che a mio giudizio continua e continuerà sempre a “fare” un buon locale, ovvero il Barman. I “posti” sono “fatti” dalle persone, da quelle che un locale lo gestiscono. L’intrattenimento non viene dall’architettura o dai complementi d’arredo ma da ciò che in quel posto accade, da chi c’è, da cosa si fa. Scollegare questi due mondi pensando ad una gestione solo a carattere professionale credo che non porti da nessuna parte. Di sicuro servirà al Mercato per vendere immaginari sociali che continuiamo a sentire sempre più lontani dal nostro istinto, ma non aspettatevi cambiamenti sostanziali di trend. Ho sempre creduto che i Cocktail Martini vadano bevuti con un sigaro in bocca e se c’è qualcuno di voi che pensa sinceramente di ritrovarsi, fra un paio d’anni, a bere Perfect Martini mentre si fa un pediluvio con un giornale di wellness tra le mani, abbia il coraggio di farsi vivo.
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