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Mezzanine: una birra ghiacciata nell’astemio Marocco

Mezzanine: una birra ghiacciata nell’astemio Marocco

Un viaggio nel mondo islamico può assumere i toni di un vero pellegrinaggio spirituale per un bevitore: qui infatti l’alcool è poco, difficile da trovare e, soprattutto, illegale.

Ma il Marocco è la compagine più progressista dell’Africa musulmana: in questo magnifico Paese non è impossibile recuperare un drink, sebbene sia fuori discussione andarsene a spasso bellamente con un Martini glass tra le mani.
Il Corano è esplicito a riguardo, perciò sebbene l’alcool sia largamente tollerato, continua ad essere malvisto dalla gente comune. In pratica, gli ambulanti della Djemaa el Fna non servono birra, i ristoranti nella Medina non hanno liste dei vini, i bar del corso non miscelano cocktail. L’alcool viene venduto solo in bar malfamati o in ristoranti di lusso, per cui bisogna scegliere, per non lasciare inappagata la sete etilica, o di appartarsi discretamente in bettole frequentate esclusivamente da prostitute, malviventi e occidentali assetati, o di spendere una fortuna per una bottiglia di dubbio Merlot magrebino.
Nel corso della mia vacanza berbera ho seguito il vecchio adagio che invita, quando sei a Roma, a fare come fanno i romani. In 19 giorni ho quindi bevuto una bottiglia di vino, 4 birre e migliaia di tè alla menta, il cosiddetto “whisky berbero”. Un battesimo del fuoco.
Se me lo avessero detto, non ci avrei mai creduto. E invece ho affrontato l’astinenza in grande scioltezza. E non ho mai bevuto tanta Coca Cola.
Due delle quattro birre sono venute in un pomeriggio da collasso, mentre peregrinavo perso fuori dalle mura di Fez sotto l’impetuoso sole d’agosto. Come un miraggio, di fronte all’ingresso dei giardini (chiusi) Jnan Sbil, mi è apparso il portone del Mezzanine, un lounge bar di cui avevo sentito parlare in città.
Il Mezzanine si è offerto alla vista come l’oasi del miraggio: finalmente una birra ghiacciata!
Il locale è una versione exotic-lounge del classico ristorante marocchino: poltrone in pelle scura, tavolini neri, musica in stile Buddha Bar, tutto molto minimal e ricercato. Il menu offre piatti internazionali, ottima chance per prendersi una pausa dalla monotona cucina marocchina, e al bancone si possono anche ordinare cocktail di varia natura. Non me la sono sentita di infrangere il mio tripudio di vita astemia con un base vodka, anche perché il bancone era senza personale e temevo che il gentile ragazzo ai tavoli avesse in realtà la duplice veste di cameriere e barman.
Faceva un caldo anche peggiore che fuori, nonostante l’aria condizionata, e la pausa si è rivelata assai meno piacevole del previsto. Non voglio parlar male del Mezzanine, perché in fondo ha una sua utilità medica, però non mi sento di dire che mi sia piaciuto: molto “finto”, pensato per quel genere di turisti che lontano da casa si sentono persi, avrebbe forse un senso a Francoforte, ma qui, nel Marocco vero e proprio, sembra una caricatura di sé stesso.
È piuttosto raro, nelle città vecchie marocchine, imbattersi in locali così sofisticati, occidentali nello stile e nei prezzi. Ed è un bene, perché qui ci sono i locali marocchini, che sono sì squallidi e inospitali, ma questi sono. Per chi va in cerca di un cocktail bar patinato e glamour, meglio puntare sull’intramontabile Milano. A Fez concedetevi interminabili tè alla menta ai tavolini di un café qualunque: la vita vera passa lì davanti.

Mezzanine
17, Kasbat Chams
Fez – Maroc
+212 (0) 11078336

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