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La vera storia di San Patrizio

La vera storia di San Patrizio

San Patrizio e il patrono d’Irlanda e la sua festa si celebra il 17 di marzo.
Iniziata come una piccola celebrazione religiosa nella sola Irlanda, dove originariamente era proibito l’uso di bevande alcoliche durante la Quaresima, è diventata una delle feste più famose al mondo.

Ma qual’è la vera storia di San Patrizio?

Quella di oggi è una festa decisamente lontana dalla celebrazione religiosa delle origini e, come dice lo storico americano Philip Freeman  “si è evoluta attraverso l’Oceano quando gli immigrati irlandesi vennero in Canada e negli Stati Uniti. Volevano un giorno in cui ricordare il loro paese con orgoglio dopo anni di soprusi subiti, e così iniziarono le parate.
Le storie che sentiamo su San Patrizio,  come ha guidato i serpenti fuori dall’Irlanda e come ha usato il trifoglio per spiegare la Santissima Trinità, non sono vere. Non c’è alcuna base storica. La vera storia, credo, è molto più interessante” sostiene Freeman.
L’unica testimonianza che abbiamo è quella di due lettere scritte in latino da Patrizio che narrano alcune vicende della sua vita e del suo lavoro. Ed è grazie a queste lettere che possiamo ricostruire la sua storia.

Patrizio nacque da genitori cristiani intorno al 400 in Bretagna, sotto l’impero romano.
Quando aveva 16 anni venne rapito e venduto in Irlanda come schiavo, ma riuscì a liberarsi rientrando a casa. Si narra che fosse addirittura ateo prima di prendere i voti e decidere di tornare come missionario in Irlanda, dove restò fino alla sua morte avvenuta il 17 marzo del 461.

Dopo un paio di secoli la Chiesa irlandese iniziò a celebrarlo come Santo. E ancora oggi il giorno di San Patrizio si festeggia in tutto il mondo con fiumi di birra anche se, per parafrasare Freeman, la festa si e spogliata di qualsiasi significato storico-religioso, si e vestita di verde, ed è diventata “la possibilità di celebrare la fine di un lungo e freddo inverno. E per bere un sacco di birra.

Happy Saint Patrick’s Day!

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Marcello Fittipaldi

Marcello Fittipaldi

A quattordici anni trova il suo “primo amore” in una bottiglia di grappa artigianale lucana. La relazione con la conterranea da 40°, però, non dura a lungo. Assetato di nuove “avventure”, percorre su e giù l’Italia e l’Europa, spingendosi in Cina e Stati Uniti. Tra cocktail, birre e distillati d'ogni sorta, quando si ritrova nel Chianti, in Toscana, scopre nel vino il suo "vero amore" e decide di trasferirsi a Firenze, vicino alle vigne del Gallo Nero. 

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