Giannini: IL bar a Villa Saletta
giu 10th, 2008 by Alessio Sbrana

No, quell’articolo determinativo tutto in maiuscolo nel titolo di questo post non è un errore: è assolutamente voluto. Perché?
Perché Il Giannini è uno dei pochi bar, o forse l’unico, nel quale vi viene garantito un viaggio nel tempo di almeno 30 anni che vi catapulterà in un bar decisamente anni 70/primi 80: quei bar dove si andava a bere un caffé (corretto), fumare (perché ancora si poteva fumare nei bar), giocare a carte (perché ancora si potevano scommettere 100 Lire), mangiare un panino (anzi, farsi fare un panino) col prosciutto toscano e pane casalingo, leggere il giornale, bere un gottino di vino o magari un ponce, ma dove si comprava anche la schiuma da barba, il deodorante, le cartoline, la pasta… e la lista potrebbe andare avanti per molte altre righe di testo, ma è giunto il momento di svelarvi un po’ della magia del Bar Giannini di Villa Saletta.
Arrivare al Bar Giannini non è semplicissimo: o vi state facendo un giro turistico nei pressi di Palaia, magari stregati dall’inebriante profumo degli squisiti tartufi della zona o dalla bellissima pieve di San Martino, o non sarà facile accorgersi della presenza del bar, lungo la strada che da Villa Saletta porta a Palaia, 4 Km più sù.
Per arrivare a Villa Saletta vi suggerisco di percorrere la FI-PI-LI e di uscire a Pontedera Est, da qui seguite le indicazioni per Palaia: dopo circa 15 Km trovate Villa Saletta, sulla salita per Palaia.
Ho scritto che il Giannini è un bar “anni 70/primi 80″ solo per una questione anagrafica: come è facilmente comprensibile dall’insegna esterna che recita “DAR GIANNINI 1880“, ha infatti un’età ben più veneranda che personalmente non ho la possibilità di documentare, mentre ho ancora in mente quando con mio nonno mi fermavo a mangiare un panino e a “fare un po’ d’acqua” (come diceva lui).
Il bar è rimasto identico a come era 30 anni fa, ma non per questo può definirsi un locale old fashion: se siete alla ricerca di un locale alla moda vi state recando nel posto sbagliato. Niente cocktail. Niente aperitivi se si escludono Bitter Campari o Aperol. Vi è concessa anche una birra, ma niente più. Potete invece trovare un vino rosso delle colline pisane maledettamente genuino, naturalmente servito in fiasco impagliato o nel quartino, che si sposa alla perfezione con i formaggi e affettati locali che è peccato mortale non assaggiare: è la merenda perfetta!
E dopo? Un ponce, buono come pochi altri.
Perdersi il Giannini non significa solo lasciarsi alle spalle cibo & vino genuini, ma soprattutto rischiate di perdere un pezzo di storia e cultura italiana ormai in rapida via di estinsione, soppiantato da locali alla moda privi di cuore e anima: se amate la semplicità e naturalezza di un tempo non potete non rimanerne affascinati, e magari uscirete dal bar con un po’ di sana e autentica malinconia.
E poi che diamine! Il Bar Giannini sarà pur vecchio, ma non per questo siete tagliati fuori dal mondo: c’è anche il telefono (con la rotella, naturalmente), è subito sopra all’insegna “Non è il maiale che diventa vecchio, è il vecchio che diventa maiale!”.
Bar Giannini
Loc. Villa Saletta
Palaia (PI)
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fantastico!voglio andarci e fare questo tuffo nel passato!
ce n’è uno simile anche al crocino. La mitica vecchietta ci mette attorno alle 2 ore per darti un pezzo di schiaccia ! :D
Concordo, non manco l’occasione di portarci i miei amici che mi vengono a trovare da Roma o da Milano, mi piace guardare le loro facce quando entrano, sono un pò straniti, ma le loro facce sono felici quando usciamo, dopo avere assaggiato tutto quel bendidio e essersi ”intonati con l’ambiente”. Il Bar Giannini è veramente una realtà naturale, ce ne sono di enoteche che vendono il vino genuino accompagnato da prodotti tipici di qualità, ma Dar Giannini non si trova la consapevole spocchia di farlo.
Ieri sono tornato dal Giannini… e rimane un bar meraviglioso. Decisamente.
Quando sono entrato per la prima volta in questo unico e caratteristico bar,io e la mia compagna,abbiamo avuto la sensazione di entrare in uno Stargate,un passaggio spazio temporale,in un tempo che fù… un atmosfera unica,e poi abbiamo gustato un ponce veramente straordinario! Complimenti ai gestori,che sono riusciti a rimanere se stessi….. Giancarlo da Parlascio.
cari miei chi meglio di me conosce ir giannini “ardo” come lo chiamo io – beh Libera ci vogliamo un bene dell’anima,
Grazia che adesso aiuta in maniera quasi totale a gestire questa fantastica “bottega” dell’omo stupido come diceva il ns Caro amato “Amerigo” che per anni e’ stato il conduttore, scenografo, coreografo di tutte serate in costume, dico in costume perche’ c’era l’impressione che il tempo si fosse fermato, tra un bicchiere di vino una persiana e quant’altro
facesse bruciare lo stomaco, l’atmosfera era idilliaca.
La Sira che ogni tanto la vediamo uscire dalla sua bellissima
dimora della Villa e che spesso e’ dietro il banco insieme alla Grazia che sfornano vassoi di “presciutto, salame e i fantastici
spiedini di sottoaceti, le fantastiche salsicce la soppressata
il rigatino e quanto di meglio si possa offrire agli italiani e stranieri, il mitico ponce, toccasana per i malati di gastrite.E BENE SI, SONO MIEI PARENTI ACQUISTATI, e di questo devo ringraziare mia moglie Miria, in quanto la parentela
proviene dalla sua stirpe. Giannini grazie di esistere – scusate
se in questo piccolo romanzo, che sa piu’ di una ruffianata
per accattivarsi le simpatie di questa grande famiglia non avevo citato il Grande Marco figlio dei Giannini e fratello di Grazia
nonche’ marito della Sira – Lo ricordiamo con simpatia e lo ricordiamo tutte le volte che andiamo a trovare Libera e Ardo.
Un abbraccio Massimo Miria Valentina e Martina Cioni