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Fuzz: il live beat della notte pesarese

Fuzz: il live beat della notte pesarese

Qualche giorno fa ero a Pesaro per lavoro e, dopo una sostanziosa e genuina scorpacciata, il buon Federico (l’indigeno amico) è venuto a prelevarmi dal mitico Pasqualon per concludere la serata in un locale dalle parti del molo.

Quando siamo arrivati a destinazione ho avuto subito la sensazione che fosse il posto giusto, a partire dal nome del locale: Fuzz.

Per un irriducibile del garage beat come me, è stata una vera gioia passare un paio d’ore tra parati psichedelici, poltroncine vintage e musica anni ’60, fornita per l’occasione dalle Rimmel, una band di sole donne: magari non impeccabili sotto il profilo tecnico, ma decisamente più piacevoli di una pedata nel deretano.
Ho fatto due chiacchiere con Alessandro, che mi ha raccontato un po’ di storia di questo accogliente live club.

“Il Fuzz nasce da un’idea mia e di Michele, l’altro socio: siamo entrambi grandissimi appassionati di musica e facciamo parte di una band, i Cheap Wine, fin dal lontano 1997. Abbiamo fatto centinaia di date in tutta Italia, esibendoci in tanti locali diversi e allora ci siamo detti: perché non provare ad aprire un live club anche nella nostra città, visto che manca e c’è l’esigenza di un palco dove far suonare i tantissimi gruppi che ci sono a Pesaro? Così nel 2004 è nato il Fuzz.”

Da appassionato del bere miscelato ho cercato di capire che tipo di alcool si serve in un posto del genere. “Il Fuzz si rivolge ad un pubblico che va dai 20 ai 45 anni – continua Alessandro – perciò ci rivolgiamo tendenzialmente a gusti più adulti. Sicuramente funziona molto come birreria, ma riusciamo ad accontentare anche chi ordina un cocktail di qualsiasi genere, avendo del personale preparato e professionale.”

Ero sufficientemente satollo di vino rosso da non poter giudicare lucidamente quello che ho bevuto – un paio dei soliti Vodka Martini – ma già tutto il resto è bastato a lasciare in me un ottimo ricordo del Fuzz. Soprattutto la musica: “la programmazione essenzialmente è rock, ma abbiamo fatto suonare tantissimi gruppi dal jazz al funky, dal pop all’hip hop, dal metal al folk, dal beat al garage, ecc… Abbiamo proposto diversi spettacoli teatrali e molto probabilmente la prossima stagione, che inizierà a settembre, inseriremo anche degli spettacoli di cabaret”, mi conferma Alessandro.

Sarà che dove vivo io ormai la musica dal vivo è un miraggio, fatto sta che sorseggiare il proprio cocktail ondeggiando la testa al ritmo di “La bambola” di Patty Pravo in versione beat, lo rende di per sé un’esperienza mistica. Anzi, psichedelica.

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