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	<title>Drink a Drink</title>
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		<title>Il Mercato della Birra, negli Stati Uniti e nel Mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se pensate che il mercato mondiale della birra sia caratterizzato da grande numero di marche di birre&#8230; beh, vi state sbagliando. Questa interessante infografica, che esclude le birre analcoliche e naturalmente non può prendere in considerazione le piccole produzioni artigianali, spesso conosciute solo a livello locale, ci danno una panoramica di quello che è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1010" title="mercato birra" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content/uploads/2012/01/mercato-birra2.jpg" alt="mercato birra" width="420" height="100" /></p>
<p>Se pensate che <strong>il mercato mondiale della birra</strong> sia caratterizzato da grande numero di marche di birre&#8230; beh, <strong>vi state sbagliando</strong>.<br />
Questa interessante infografica, che esclude le birre analcoliche e naturalmente non può prendere in considerazione le piccole produzioni artigianali, spesso conosciute solo a livello locale, ci danno una panoramica di quello che è il panorama ed il mercato della birra venduta negli Stati Uniti, dalla quale è evidente che l&#8217;industria della birra, invece, è dominato da un numero relativamente piccolo di imprese.<span id="more-1006"></span></p>
<p><a href="https://www.msu.edu/~howardp/beerownership.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1007" title="mercato birra" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content/uploads/2012/01/mercato-birra.jpg" alt="mercato birra" width="420" height="424" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A parte queste informazioni relative al mercato USA, sappiate che <strong>AB InBev</strong>, <strong>MillerCoors</strong>, <strong>Heineken</strong> (con sede in Olanda) e <strong>Carlsberg</strong> (con sede in Danimarca) detengono circa i due terzi del business della birra a livello mondiale.</p>
<p>Altri interessanti dati sono disponibili sul sito dell&#8217;<strong>Università del Michigan</strong>, grazie allo <a href="https://www.msu.edu/~howardp/beer.html" target="_blank">studio condotto da Philip H. Howard</a>.</p>
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		<title>Vino Novello e Grandi Vini da Invecchiamento: San Martino in Cantina 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Saranno i sapori e i prodotti tipici dell’autunno ad esaltare il vino novello e i vini invecchiati alla loro prima uscita sul mercato, con abbinamenti che uniscono tutti i sapori del territorio. In ogni regione, il vino prodotto dalle cantine socie del Movimento Turismo del Vino partecipanti a San Martino in Cantina, domenica 13 novembre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1000" title="san-martino-in-cantina" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content/uploads/2011/11/san-martino-in-cantina.jpg" alt="san martino in cantina" width="420" height="180" />Saranno i sapori e i prodotti tipici dell’autunno ad esaltare il <strong>vino novello</strong> e i <strong>vini invecchiati</strong> alla loro prima uscita sul mercato, con abbinamenti che uniscono tutti i sapori del territorio. In ogni regione, il vino prodotto dalle cantine socie del <em>Movimento Turismo del Vino</em> partecipanti a <em>San Martino in Cantina</em>, <strong>domenica 13 novembre</strong>, sposerà le eccellenze gastronomiche del territorio, proposte come tradizione vuole o reinterpretate secondo la fantasia di chef e produttori.<span id="more-997"></span></p>
<p>“Quest’anno – ha precisato la Presidente del <em>Movimento Turismo del Vino</em>, Chiara Lungarotti- abbiamo voluto dare all’evento <em>San Martino in Cantina</em> una veste diversa, che più del solito puntasse a <strong>valorizzare non solo il vino ma l’intero territorio</strong>. Non sarà semplicemente un <strong>assaggio di prodotti tipici</strong>, ma un momento di conoscenza e approfondimento vero e proprio delle <strong>tradizioni locali</strong>. In un anno i cui, inoltre, si è celebrato e ancora si celebra l’anniversario dell’Unità d’Italia ci è sembrato anche un modo per festeggiare questa ricorrenza attraverso il Gusto tutto italiano”</p>
<p>Circa <strong>200 le cantine</strong> che dal Nord al Sud Italia apriranno le loro porte per accogliere gli enoturisti <strong>domenica 13 novembre</strong>, mentre l’<em>Estate di San Martino</em> permette ancora qualche scampagnata sotto i raggi di un tiepido sole prima dell’inverno.<br />
E così, in <strong>Piemonte</strong> si potrà gustare il sapore intenso della tradizionale bagna cauda, in <strong>Lombardia</strong> i tanti vini della regione sposeranno, zona per zona, i formaggi locali, mentre in <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> il Montasio e il Prosciutto San Daniele saranno i protagonisti degli abbinamenti con i vini del territorio.<br />
In <strong>Veneto</strong>, non solo prodotti tipici ma anche tutto ciò che è <em>fashion</em> si rinnova nell’appuntamento con San Martino in Cantina, mentre in <strong>Liguria</strong> e <strong>Toscana</strong> ad accompagnare il vino saranno gli ottimi oli extra vergine d’oliva da gustare su semplici ma saporite bruschette o a completare piatti della tradizione.<br />
Formaggi protagonisti anche nelle <strong>Marche</strong>, mentre in <strong>Umbria</strong> sarà il sapore intenso del tartufo nero a sposarsi con il vino.<br />
Nel <strong>Lazio</strong> non mancheranno le caldarroste, eccellenza di stagione, mentre l’<strong>Abruzzo</strong> festeggia <em>San Martino in Cantina</em> con i tradizionali maccheroni alla chitarra e gli arrosticini. Immancabile, in <strong>Puglia</strong>, la focaccia pugliese e, per finire con un dolce, la <strong>Sicilia</strong> propone la cornucopia con crema di ricotta al marsala, versione rivisitata dallo chef Pino Cuttaia dei tipici cannoli siciliani.</p>
<p>Dopo il successo registrato durante gli appuntamenti di <em>Cantine Aperte</em> e <em>Calici di Stelle</em>, anche in occasione di <em>San Martino in Cantina</em>, <em>La Bottega di Olivia&amp;Marino</em> ripropone tutta la bontà delle sue croccanti specialità da forno per momenti di pausa o aperitivi sfiziosi, che si potranno gustare in alcune cantine aderenti.<br />
Inoltre, in Abruzzo, Puglia e Veneto, grazie alla collaborazione con <em>Librerie Feltrinelli</em> e <em>Edizioni Gribaudo</em> si rinnova l’appuntamento con le presentazioni in anteprima di <em>San Martino in Cantina</em> presso le <em>Feltrinelli</em> nei primi giorni di novembre; in questa occasione i Presidenti Regionali del Movimento Turismo del Vino illustreranno al manifestazione e le peculiarità enogastronomiche regionali.</p>
<p>Sul sito del Movimento Turismo del Vino si possono trovare anche informazioni sugli altri partner del Movimento: Rastal leader nella produzione di calici e bicchieri; Pulltex, leader nel design dell’accessoristica, protagonisti del sito gliamicidelvino.it, interamente dedicato all’accessoristica da vino, per gustarlo al meglio anche a casa. Infine, Spes Soluzione Tecnologiche Integrate, azienda giovane, specializzata nella gestione ecocompatibile dei reflui delle cantine.</p>
<p><strong> Ufficio stampa Movimento Turismo Vino</strong><br />
Tel. 075 5025882 &#8211; Fax. 075 5025889<br />
M. Luisa Lucchesi &#8211; 331 5849909/328 0368578<br />
Laura Scolari – 347 8704393 &#8211; ufficiostampa@sedicieventi.it<br />
<a href="http://www.movimentoturismovino.it" target="_blank"> www.movimentoturismovino.it</a></p>
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		<title>Poco ghiaccio, please!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 08:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agli addetti ai lavori viene sempre un sorriso malinconico al sentirsi dire questa frase alla richiesta di un cocktail, nell&#8217;immaginario del barman professionista, l’immagine chiara di due cubetti di ghiaccio che nuotano nel Gin Tonic stile libero, sciogliendosi velocemente mentre la fettina di limone stile rana che sguazza attorno alle cannucce. Quando si parla del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-976" title="cocktail ghiaccio" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content/uploads/2011/09/cocktail-ghiaccio.jpg" alt="ghiaccio cocktail" width="420" height="130" />Agli addetti ai lavori viene sempre un sorriso malinconico al sentirsi dire questa frase alla richiesta di un <a title="Cocktail: Ricette e Consigli" href="http://www.mixstory.it/cocktails/cocktails-iba">cocktail</a>, nell&#8217;immaginario del barman professionista, l’immagine chiara di due cubetti di ghiaccio che nuotano nel Gin Tonic stile libero, sciogliendosi velocemente mentre la fettina di limone stile rana che sguazza attorno alle cannucce.<br />
Quando si parla del <strong>ghiaccio nei cocktail</strong>, vi sono due differenze sostanziali tra chi li shakera con diligenza e chi li beve sempre con titubanza di essere ingannato dal barista di turno.<span id="more-971"></span></p>
<p>In effetti spesso mi ritrovo a bere in compagnia di <em>non addetti ai lavori</em> e ad ogni occasione viene espressa la stessa idea <span style="text-decoration: underline;">completamente errata</span> che più ghiaccio inserisce un barman nel mio drink meno liquido o alcool ottengo, e di conseguenza posso bere.</p>
<p>Tento di spiegare alcuni concetti, che sono intrascendibili da entrambi le parti per poter fare/bere <strong>un drink di qualità</strong>.<br />
Per semplificare la spiegazione ricorro sempre a questo esempio che, con soddisfazione, fa cambiare per lo meno il punto di vista, altamente negativo, sul ghiaccio ai miei clienti.</p>
<p>Immagina di avere un bicchiere di grossa capienza e di versarci una Coca Cola a temperatura ambiente. Poi aggiungi due cubetti di ghiaccio. Aspetta trenta secondi e poi bevi&#8230; che cosa hai bevuto? La risposta è unanime. <strong>Una Coca Cola annacquata</strong>!</p>
<p>Nessun dubbio? Immagina ora di colmare lo stesso bicchiere di ghiaccio cristallino e poi di versarci una Coca Cola. Aspetta 30 secondi e poi bevi&#8230; che cosa stai bevendo? Molti risponderebbero <strong>una Coca Cola fredda</strong>!<br />
E dopo 3 minuti?&#8230; <strong>una Coca ghiacciata</strong>&#8230; e dopo 5&#8230; lo stesso, probabilmente.</p>
<p>Riassumendo, sostituiamo il nome &#8220;Coca Cola&#8221; con il nostro cocktail preferito: ti piace il <a title="ricetta cuba libre" href="http://www.drinkadrink.com/cuba-libre/">Cuba Libre</a>? Preferisci un gusto più secco come il <a title="ricetta gin tonic" href="http://www.drinkadrink.com/gin-tonic-cocktail/">Gin Tonic</a>, o semplicemente ti stai preparando alla cena con un bell&#8217;aperitivo e ordini il tuo tanto desiderato <a title="ricetta americano" href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-americano/">Americano</a>?</p>
<p>A voi la scelta se berlo <em><strong>ghiacciato</strong></em> o <em><strong>annacquato</strong></em>!</p>
<p>P.S.: è idea sbagliata pensare che il ghiaccio vada sostituito con alcool nella preparazione del cocktail o drink. Le dosi e misure rimangono invariate, si tratti di preparalo con un cubetto o con venti.</p>
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		<title>Il Rosolio, il liquore del passato</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 11:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rosolio è un liquore dalle origini molto antiche, in parte dimenticato ma che, in questi ultimi anni, si sta cercando di rivalorizzare per recuperare questa antica tradizione. La nascita del rosolio risale al periodo che va tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700, grazie alla disponibilità nei mercati di zucchero adeguatamente raffinato: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-965" title="rosolio" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//rosolio1.jpg" alt="rosolio" width="420" height="291" /><br />
Il <strong>rosolio</strong> è un liquore dalle origini molto antiche, in parte dimenticato ma che, in questi ultimi anni, si sta cercando di rivalorizzare per recuperare questa antica tradizione.<br />
La nascita del rosolio risale al periodo che va tra la <strong>fine del ‘600 e l’inizio del ‘700</strong>, grazie alla disponibilità nei mercati di zucchero adeguatamente raffinato: non a caso, viene spesso definito <strong>“liquore del passato”</strong>.<span id="more-958"></span></p>
<p>Il suo nome nasce da <em>ros solis</em>, che significa “rugiada del sole” e, come molte altre essenze, anche il rosolio nasce nei conventi, quando le suore ponevano a macerare in alcool i petali di rosa, ottenendo, in questo modo, un <strong>liquore dall’aroma intenso ma delicato</strong>.<br />
Le suore, poi, usavano servire questo meraviglioso prodotto agli ospiti importanti del convento.</p>
<p>Negli ultimi decenni il rosolio è uscito dai conventi per essere utilizzato in occasione di &#8220;feste comandate&#8221; e, soprattutto, come brindisi augurale nelle festività familiari, come battesimi, fidanzamenti e, soprattutto, durante le feste di matrimonio: in queste ricorrenza, infatti, la tradizione vuole che venga offerto un bicchiere di rosolio agli sposi novelli per augurare loro un matrimonio sereno, prospero e duraturo.<br />
Oggi <strong>il rosolio è diventato uno dei liquori più amati</strong>, soprattutto dalle donne, per la sua piacevolezza, la sua aromaticità ed il suo grado alcolico moderato, che lo rende piacevole per qualsiasi palato.<br />
Inoltre, oggi è possibile trovare in commercio non solo il rosolio originale, derivante dall’infusione alcolica di petali di rosa, ma anche altri tipi di rosoli alla cui base ci sono frutti speciali ed erbe aromatiche come rosmarino, alloro, menta, finocchio e tanti altri.</p>
<p>Noi abbiamo avuto la fortuna di assaporare alcune <a href="http://www.saporideisassi.it/search.php?orderway=desc&amp;search_query=rosolio&amp;submit_search=Cerca" target="_blank">varietà di rosolio</a> commercializzato da <em><strong>Sapori dei Sassi</strong></em>, e-commerce specializzato nella vendita di prodotti tipici del Sud Italia, particolarmente attento nella selezione dei prodotti in vendita.<br />
Qual è il miglio rosolio per il periodo estivo?<br />
Natualmente dovrebbe essere il gusto personale a dettar legge, ma a nostro avviso il <a href="http://www.saporideisassi.it/40-rosolio-di-mente-selvatiche-di-murgia.html" target="_blank">rosolio alla menta</a> merita una particolare menzione, da servire ben freddo, pur non disdegnando gli <em>accostamenti autunno/invernali</em>: dicono che sia eccellente come liquore da bere con dell&#8217;ottimo cioccolato fondente.<br />
Ci siamo già riproposti una <em>tasting session</em> nei mesi meno caldi: rosolio pugliese nella mano destra e <a href="http://www.amedei.com/jspamedei/index.jsp?lang=it">cioccolato Amedei</a>, toscanissimo, nella sinistra.</p>
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		<title>&#8220;ES&#8221; 2008, un Primitivo di Manduria veramente DOC</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 13:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vini da aperitivo]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è abitudine di Drink a Drink trattare in maniera troppo approfondita di tematiche correlate ai vini; lo facciamo assai di rado: i nostri palati, per niente fini, solitamente si attardano su cocktail di varia natura e aperitivi non meglio identificati, oltre al fatto che, sul web, ci sono fior fiore di blogger dediti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-936 aligncenter" title="Primitivo di Manduria &quot;ES&quot;" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Primitivo-Manduria-ES.jpg" alt="Primitivo di Manduria" width="420" height="130" />Non è abitudine di <strong>Drink a Drink</strong> trattare in maniera troppo approfondita di tematiche correlate ai vini; lo facciamo assai di rado: i nostri palati, per niente fini, solitamente si attardano su <strong>cocktail</strong> di varia natura e <strong>aperitivi</strong> non meglio identificati, oltre al fatto che, sul web, ci sono fior fiore di blogger dediti a pippe enogastronomiche dedicate in maniera specifica ai vini.<br />
Ma l&#8217;usanza di bere del vino come aperitivo è in forte aumento nel nostro <em>Bel Paese</em> e quindi, con il supporto di <strong>Giuseppe Carlucci</strong>, blogger di <a href="http://vinicolamente.blogspot.com/" target="_blank">Vinicolamente</a>, cercheremo di darvi un nostro punto di vista anche su alcune tematiche correlate al mondo dei vini, in maniera particolare per quanto riguarda i <strong>vini adatti ad essere bevuti all&#8217;aperitivo</strong> (o <em>vini da aperitivo</em>).<span id="more-932"></span></p>
<p>Questo di cui ci apprestiamo a parlarvi non è  un &#8220;vino da aperitivo&#8221; (!), ma è di così <span style="text-decoration: underline;">notevole qualità</span> da meritare sicuramente la vostra attenzione.<br />
A Taranto, dalla smodata passione per la viticoltura nasce il più grande Primitivo di Manduria doc, molto<strong> probabilmente il più grande Primitivo italiano</strong>.<br />
Il <strong>Primitivo</strong>, insieme al <strong>Negroamaro</strong> è, certamente, uno dei pilastri della viticultura pugliese: antico vitigno coltivato essenzialmente in Puglia, ha trovato il suo microclima ideale nella zona di Manduria (TA) e Gioia del Colle (BA), le uniche zone che possono fregiarsi della <strong>Denominazione di Origine Controllata per i vini a base Primitivo</strong>.<br />
Quello di cui parliamo oggi,<strong> &#8220;ES&#8221; 2008 dell&#8217;azienda di Gianfranco Fino</strong> è il frutto di un vigneto di oltre 50 anni di età, impianto ad alberello ed un clone particolare di Primitivo, un clone a bassa resa quantitativa sostituito col passare degli anni con cloni più produttivi. Nessuna irrigazione, nè concimazione, inerbimento dei filari su cui il buon Gianfranco Fino applica forti diradamenti, per far sì che le viti si concentrino a dare il meglio di sè sui pochi grappoli rimasti sulle piante.</p>
<p>La vendemmia avviene dopo un leggero appassimento delle uve, in cantina dopo pigiatura soffice, il mosto viene fatto fermentare con i soli lieviti autoctoni (quelli portati dal vento sull&#8217;uva) a temperatura controllata e a contatto con le bucce per 4 settimane. Il vino, riposa in barrique di rovere francese per un anno, parte in barriques nuove, parte di secondo e terzo passaggio.<br />
L&#8217;imbottigliamento avviene senza che il vino subisca alcun processo, nè di chiarifica, nè di filtrazione. Dopo almeno 8 mesi dall&#8217;imbottigliamento, &#8220;ES&#8221; potrà essere finalmente commercializzato.</p>
<p>Dal colore rubino impenetrabile, eleganti profumi speziati e di frutta rossa matura avvolgono l&#8217;olfatto, fiori, cacao, tabacco e frutta sciroppata. In bocca è velluto liquido, succoso, tanta materia perfettamente armonica, elegante e allo stesso tempo concentrato. Il <a href="http://www.saporideisassi.it/319-es-primitivo-di-manduria.html" target="_blank">Primitivo &#8220;ES&#8221; 2008 di Gianfranco Fino</a> sbalordisce per complessità ed eleganza, un primitivo che incanta, dolce e suadente, un primitivo che emoziona.</p>
<p>Il <strong>Primitivo di Manduria &#8220;ES&#8221; 2008 Gianfranco Fino</strong> può essere acquistato online su <a href="http://www.saporideisassi.it/" target="_blank">Sapori dei Sassi</a>.</p>
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		<title>Vinoingiardino, degustazione di vini a Firenze</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 19:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi e manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vini rossi]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[vino bianco]]></category>

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		<description><![CDATA[Difficile a dirsi, ma non si vive di soli cocktail, anche perché -ammettiamolo- in certi casi un buon vino può rappresentare una valida alternativa ad una bevuta miscelata, soprattutto quando il drink viene preparato male. Già, ma quale vino scegliere? L&#8217;evento-degustazione &#8220;Vino in Giardino&#8221;, che si terrà a Firenze il 20, 21 e 22 luglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-910" title="vinoingiardino" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//vinoingiardino.jpg" alt="degustazione vini firenze" width="420" height="350" />Difficile a dirsi, ma <strong>non si vive di soli cocktail</strong>, anche perché -ammettiamolo- in certi casi un buon vino può rappresentare una valida alternativa ad una bevuta miscelata, soprattutto quando il drink viene preparato male.<br />
Già, ma <strong>quale vino scegliere</strong>?<br />
L&#8217;evento-degustazione <em>&#8220;Vino in Giardino&#8221;</em>, che si terrà a Firenze il 20, 21 e 22 luglio presso i <em>Giardini di Villa Bardini</em>, potrebbe aiutarvi ad imparare a <strong>conoscere e riconoscere i vini</strong>, per il vostro aperitivo e non solo.<span id="more-908"></span></p>
<p>L&#8217;evento, che si protrarrà per tre serate, è a cura di <strong>Leonardo Romanelli</strong>, che vi allieterà con la sua cultura attorno al mondo del buon cibo e del bere bene, assieme alle specialità gastronomiche offerte gratuitamente dall’<em>Accademia  delle Frattaglie</em>, e vedrà come protagonisti alcuni dei vini prodotti dalle cantine più attive ed interessani del panorama vitivinicolo italiano.<br />
Durante <strong>Vinoingiardino</strong> si terranno dibattiti e incontri, tra cultura e degustazione: consultate il <a href="http://www.moba.fi.it/site/category/vino-in-giardino/" target="_blank">programma dell&#8217;iniziativa</a> per scegliere la serata da dedicare alla <strong>degustazione dei vini</strong> in un ambiente piacevole, da dove è possibile godere di una vista mozzafiato sulla città di <a href="http://www.drinkadrink.com/category/geodrinks/firenze/" target="_self">Firenze</a>.</p>
<p>E quelli di Drink a Drink? Ovviamente non ci saranno: aspettiamo <em>Alcolistingiardino</em>, <em>Negroningiardino</em> o giù di lì.</p>
<p>Per informazioni :<br />
mail: <a href="mailto:vinoingiardino@moba.fi.it">vinoingiardino@moba.fi.it</a><br />
tel: 055 – 2008 444<br />
cell: 366 – 3171834</p>
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		<title>Ju Boss, il Coraggio dopo la Paura</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 15:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
				<category><![CDATA[geodrinks]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[bar storici]]></category>
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		<category><![CDATA[centro storico]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo dei locali non è fatto solo di bar alla moda e cocktail ricercati, che poco hanno a che fare con il proprio passato e la propria storia, lontana o vicina, gioiosa o drammatica che sia. E&#8217; questo il caso di Ju Boss, una cantina storica di L&#8217;Aquila che è divenuta uno dei simboli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-904" title="juboss" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//juboss1.jpg" alt="juboss, cantina a l'aquila" width="420" height="100" /><br />
Il mondo dei locali non è fatto solo di bar alla moda e cocktail ricercati, che poco hanno a che fare con il proprio passato e la propria storia, lontana o vicina, gioiosa o drammatica che sia.<br />
E&#8217; questo il caso di <strong>Ju Boss</strong>, una cantina storica di <strong>L&#8217;Aquila</strong> che è divenuta uno dei simboli di una città che, dopo la paura e la rabbia, crede nel proprio coraggio e nella voglia di ricominciare. <span id="more-880"></span><br />
Inutile parlare di quello che è accaduto il 6 aprile 2009, giorno in cui un terribile sisma ha stravolto le famiglie abruzzesi.<br />
Qualche giorno fa, a oltre un anno da quel terribile evento, ancora avvolto nelle polemiche e nella rabbia, siamo stati al <strong>Ju Boss</strong> (il Boss), una cantina che ha visto, nel corso dei quasi 80 anni della sua storia, l&#8217;avvicendarsi di generazioni di aquilani e non, divenendo un vero centro di aggregazione per l&#8217;intera città.</p>
<p>Questo suo ruolo è stato ulteriormente consolidato, con forza, l&#8217;8 dicembre 2009, giorno in cui il <strong>Ju Boss</strong> ha riaperto i battenti dopo il terremoto: la cantina non aveva subito danni, ma era stata costretta a chiudere per la messa in sicurezza, e alla sua riapertura si è tenuta quasi una festa popolare che ha coinvolto le vie circostanti, intorno al Forte Spagnolo di L&#8217;Aquila.</p>
<p>Oggi anche il popolo universitario di L&#8217;Aquila, che quel 6 aprile ha pagato con un pesante tributo di giovani vite, ha ripreso a frequentare il <strong>Ju Boss</strong> che, probabilmente anche grazie alle 1400 etichette di cui dispone, al richiamo della focaccia con la frittata e al bellissimo bancone in legno e cuoio, continua a vedere tra i propri clienti anche gli aquilani che non abitano più nella zona a causa del trasferimento forzoso a cui sono stati costretti dal terremoto, e che attraversano i luoghi di una città ancora ferita, forse per ritrovare sé stessi, forse per avere la forza di ricominciare.<br />
Sono proprio i volti e i tanti suoni dei clienti che contibuiscono a rendere questo locale così vivo, caldo, informale e accogliente.</p>
<p>Che siate accaniti sostenitori del Montepulciano d&#8217;Abruzzo o fanatici entusiasti del Trebbiano, poco importa: il <strong>Ju Boss</strong> saprà offrirvi tante altre etichette tra le quali scegliere il vostro bicchiere di vino, sempre accompagnato da una atmosfera di ottimismo che comunque non deve far dimenticare di quello che è successo, e che ancora è fortemente presente, in Abruzzo.</p>
<p>Ju Boss<br />
Via Castello, 3<br />
L&#8217;Aquila<br />
0862/413393<br />
<a href="http://www.myspace.com/juboss" target="_blank">http://www.myspace.com/juboss</a></p>
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		<title>Fuzz: il live beat della notte pesarese</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 10:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[geodrinks]]></category>
		<category><![CDATA[pesaro]]></category>
		<category><![CDATA[locali notturni]]></category>
		<category><![CDATA[musica dal vivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ero a Pesaro per lavoro e, dopo una sostanziosa e genuina scorpacciata, il buon Federico (l&#8217;indigeno amico) è venuto a prelevarmi dal mitico Pasqualon per concludere la serata in un locale dalle parti del molo. Quando siamo arrivati a destinazione ho avuto subito la sensazione che fosse il posto giusto, a partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-874 alignnone" title="Fuzz a Pesaro" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//FuzzPesaro.jpg" alt="Fuzz a Pesaro" width="420" height="194" /></p>
<p>Qualche giorno fa ero a <strong>Pesaro </strong>per lavoro e, dopo una sostanziosa e genuina scorpacciata, il buon Federico (l&#8217;indigeno amico) è venuto a prelevarmi dal mitico Pasqualon per concludere la serata in un locale dalle parti del molo.</p>
<p>Quando siamo arrivati a destinazione ho avuto subito la sensazione che fosse il posto giusto, a partire dal nome del locale: <strong>Fuzz</strong>.</p>
<p><span id="more-872"></span></p>
<p>Per un irriducibile del garage beat come me, è stata una vera gioia passare un paio d&#8217;ore tra parati psichedelici, poltroncine vintage e musica anni &#8217;60, fornita per l&#8217;occasione dalle Rimmel, una band di sole donne: magari non impeccabili sotto il profilo tecnico, ma decisamente più piacevoli di una pedata nel deretano.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-873" title="Le Rimmel al Fuzz" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//rimmel-al-fuzz.jpg" alt="Le Rimmel al Fuzz" width="259" height="346" align="left" />Ho fatto due chiacchiere con <strong>Alessandro</strong>, che mi ha raccontato un po&#8217; di storia di questo accogliente live club.</p>
<p>“Il Fuzz nasce da un&#8217;idea mia e di <strong>Michele</strong>, l&#8217;altro socio: siamo entrambi grandissimi appassionati di musica e facciamo parte di una band, i <strong>Cheap Wine</strong>, fin dal lontano 1997. Abbiamo fatto centinaia di date in tutta Italia, esibendoci in tanti locali diversi e allora ci siamo detti: perché non provare ad aprire un live club anche nella nostra città, visto che manca e c&#8217;è l&#8217;esigenza di un palco dove far suonare i tantissimi gruppi che ci sono a Pesaro? Così nel 2004 è nato il Fuzz.”</p>
<p>Da appassionato del bere miscelato ho cercato di capire che tipo di alcool si serve in un posto del genere. “Il Fuzz si rivolge ad un pubblico che va dai 20 ai 45 anni – continua Alessandro – perciò ci rivolgiamo tendenzialmente a gusti più adulti. Sicuramente funziona molto come birreria, ma riusciamo ad accontentare anche chi ordina un cocktail di qualsiasi genere, avendo del personale preparato e professionale.”</p>
<p>Ero sufficientemente satollo di vino rosso da non poter giudicare lucidamente quello che ho bevuto – un paio dei soliti <strong>Vodka Martini</strong> – ma già tutto il resto è bastato a lasciare in me un ottimo ricordo del Fuzz. Soprattutto la musica: “la programmazione essenzialmente è rock, ma abbiamo fatto suonare tantissimi gruppi dal jazz al funky, dal pop all&#8217;hip hop, dal metal al folk, dal beat al garage, ecc&#8230; Abbiamo proposto diversi spettacoli teatrali e molto probabilmente la prossima stagione, che inizierà a settembre, inseriremo anche degli spettacoli di cabaret”, mi conferma Alessandro.</p>
<p>Sarà che dove vivo io ormai la musica dal vivo è un miraggio, fatto sta che sorseggiare il proprio cocktail ondeggiando la testa al ritmo di “La bambola” di Patty Pravo in versione beat, lo rende di per sé un&#8217;esperienza mistica. Anzi, psichedelica.</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/fuzzpesaro">www.myspace.com/fuzzpesaro</a></p>
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		<title>Cantine Morea, l&#8217;Aglianico con le spalle larghe</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 15:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[sideways]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Una produzione di tutto rispetto dal Vulture, patria dell'Aglianico, orgoglio vinicolo della Basilicata e del Mediterraneo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-867" title="Cantine-Morea" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Cantine-Morea.jpg" alt="Cantine-Morea" width="420" height="268" /></p>
<p>A ridosso dell&#8217;<a href="http://www.drinkadrink.com/vinitaly-2010/">ultima edizione di Vinitaly</a> ho avuto occasione di conoscere i vini <strong>Morea</strong>, una cantina della mia regione d&#8217;origine, la Basilicata. La zona di produzione è il bel Vulture; il vitigno l&#8217;Aglianico, in crescita di consensi ma non ancora abbastanza celebrato rispetto al suo grande valore.</p>
<p><span id="more-866"></span>A favorire la conoscenza delle Cantine Morea è stata una curiosa coincidenza: il contitolare dell&#8217;azienda assieme a <strong>Pasquale Vasca</strong> si chiama infatti <strong>Gianni Morena</strong>, proprio come mio padre. Ed è stato proprio mio padre a segnalarmi questa coincidenza e i vini Morea, che devono questo nome all&#8217;antico scalo portuense da cui i primi albanesi partivano alla volta di Maschito, dove il vino viene prodotto.<br />
Sono cinque le selezioni che attualmente Morea propone.<br />
Tre rossi a denominazione di origine controllata:</p>
<ul>
<li><strong>Soprano</strong>: affinato in rovere per tre anni, è un 14% rosso rubino, dal gusto deciso, corposo e prolungato. È la bottiglia ammiraglia delle Cantine, un vino frutto di un&#8217;estrema selezione tra i circa 250 quintali d&#8217;uva prodotta.</li>
<li><strong>Essenza</strong>: due anni in rovere, è un vino maturo con sentori balsamici e speziati, note di vaniglia e un bel corpo, proveniente da vitigni autoctoni della ricca terra che fu di Federico II.</li>
<li><strong>Solagna</strong>: è il vino base, un buon 14%, affinato in legno e poi acciaio. Deciso e gradevole, con un rapporto qualità prezzo davvero ottimo.</li>
</ul>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-868" title="Botti-Morea" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Botti-Morea.jpg" alt="Botti-Morea" width="212" height="380" align="left" />C&#8217;è poi <strong>Casale del Vulture</strong>, un IGT di tutto rispetto, e infine <strong>Reale</strong>, un moscato bianco di Trani fortemente voluto da Vasca e Morena, che ne sono autentici appassionati. Un perfetto vino da dessert dal colore giallo intenso con riflessi dorati, vellutato ma ben strutturato.</p>
<p>Fatta più per caso che per volontà, questa conoscenza è stata una piacevole sorpresa. Ho sempre decantato le qualità dell&#8217;Aglianico tra i miei conoscenti, e ho sempre pensato che con una poderosa azione di marketing questo vino arriverebbe a grandi traguardi. I vini Morea sono decisamente sulla strada giusta, e sono motivo di orgoglio per una produzione vinicola – quella lucana – in continua crescita. E, soprattutto, sono stati protagonisti di un&#8217;indimenticabile cena a casa mia, sponsorizzata sul fronte alcolico per l&#8217;ennesima volta da Gianni Morena. Ma non mio padre, stavolta: un altro Gianni Morena&#8230;</p>
<p>Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.cantinemorea.it" target="_blank"> www.cantinemorea.it</a></p>
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		<title>Vinitaly 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 16:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Fittipaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi e manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>

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		<description><![CDATA[Il salone del vino più importante d'Italia trasuda sentori di crescita e sviluppo del settore vinicolo nonostante la crisi metta a dura prova l'intera filiera, dai produttori ai distributori fino ai consumatori finali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-858" title="vinitaly 2010" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//img_campagna_20101.jpg" alt="vinitaly 2010" width="420" height="176" /></p>
<p>Il salone del vino e dei distillati più importante d&#8217;Italia trasuda sentori di crescita e sviluppo del settore vinicolo nonostante la crisi metta a dura prova l&#8217;intera filiera, dai produttori ai distributori fino ai consumatori finali.</p>
<p><span id="more-837"></span>L&#8217;ottimismo predomina dopo una giornata trascorsa tra le migliaia di stand di aziende agricole, consorzi e imprenditori di settore presenti, a testa alta, nella nuova edizione del Vinitaly che, come di consueto a Verona, si è svolta dall&#8217;8 al 12 aprile 2010.</p>
<p>Oltre 4200 espositori con un&#8217;innumerevole quantità di etichette e produzioni che rendono l&#8217;immagine del vino italiano ancora forte e competitiva in termini di quantità. Quanto alla qualità e allo stile &#8220;made in italy&#8221; del salone del 2010 non posso che elogiare l&#8217;intero Paese. Dalla Sicilia al Südtirol l&#8217;Italia, con le sue meravigliose differenze culturali, linguistiche e ideologiche, continua a conservare, innovare e proporre quella che si può definire, senza presunzione alcuna, la cultura del buon bere. Cultura con la &#8220;C&#8221; maiuscola.</p>
<p>Vinitaly 2010 si rivela sempre più, oltre che come evento nazionale di enologia, salone del buon gusto gastronomico, dell&#8217;intrattenimento e del design. Dalla cortesia con cui si viene accolti dagli espositori e dai <em>sommelier</em> all&#8217;efficacia dei prodotti proposti, dalla ricerca architettonica degli <em>stand</em> al &#8220;retrogusto&#8221; di mercato popolare, la fiera del vino italiano offre davvero un respiro di ottimismo che lascia sperare bene per l&#8217;economia del Paese. Non mi riferisco tanto al fatturato compromesso ormai dalla concorrenza internazionale, quanto alla capacità di potersi affermare come realtà &#8220;madre&#8221; della cultura del vino e del <em>convivium</em>.</p>
<p>C&#8217;è davvero da credere nel valore e nella cultura del vino italiano come reale strumento di distinzione ed eccellenza sul mercato internazionale, un mercato in cui possiamo ancora ritenerci &#8220;condottieri&#8221; a fianco (e sottolineo a fianco) solo dell&#8217;eterna rivale Francia un giorno, forse, nostra auspicabile alleata.</p>
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