Etichette del vino: marketing e arte da collezione
ott 16th, 2008 by Marcello Fittipaldi

Etichettare un vino non è solo obbligo legale e interesse commerciale dei produttori. L’etichetta ha accompagnato il vino per millenni, attraversando la storia dell’umanità da semplice sigillo posto sulle anfore, già ai tempi degli antichi Greci, a opera da collezione ed esposizione museale dei giorni nostri.
L’attuale legge italiana impone l’obbligo di etichettare i vini apportando delle indicazioni specifiche riguardo alla provenienza del vino, al nome o alla sede dell’imbottigliatore, alla categoria d’appartenenza (IGT, Doc, Docg, ecc.), al grado alcolico, alla capienza della bottiglia e alla data d’imbottigliamento e, per Doc e Docg, anche di produzione. Ma per apprezzare a fondo l’enorme impatto comunicativo che le etichette dei vini hanno acquisito negli utlimi decenni, bisogna spingersi oltre il loro necessario valore di trasparenza, nel rapporto tra consumatore e aziende, e considerarle vere e proprie opere d’arte. Basti pensare al fatto che, in Italia, a Cupramontana (AN), dal 1987, esiste il Museo Internazionale dell’Etichetta del Vino. Un luogo interamente dedicato all’arte delle “stampe” per il vino, le cui origini risalgono alla metà del 1700, in Francia, e che trova, poi, una prima grande diffusione con l’invenzione della litografia, sul finire dello stesso secolo. Di lì a oggi la grafica e le tecniche a essa dedicate hanno fatto sì che, da semplici indicazioni di contenuto, le etichette divenisssero delle espressioni artistiche o comunque di mercato e quindi con una finalità propria. La globalizzazione del mercato ha poi spinto a differenziare sempre più i vini con testi e immagini originali, accattivanti o, più semplicemente, “unici”. Molto spesso, le commisioni dei produttori sono state affidate, infatti, ai grandi nomi della pittura, per diversificare il prodotto o indicare selezioni speciali dei vini.
Ovviamente, ogni Paese ha la sua tradizione, il suo stile, la sua ricerca e il suo modello di marketing per realizzare l’etichetta di un vino. Ne scaturisce un’incalcolabile quantitatà di etichette in circolazione, che ha fatto gola agli amanti del collezionismo, i quali hanno dato il via ad una “mania” decisamente più adulta e interessante di tante altre. Una passione che trova anche numerosi consensi nel settore, permettendo, così, ai collezionisti, di ritrovarsi alle convention di rilievo internazionale. In Italia, dal 1990, esiste “L’Associazione Italiana Collezionisti Etichette Del Vino” (A.I.C.E.V.), che conta ben 160 sostenitori, è puntuale al Vinitaly di Verona e al Salone del Gusto di Torino e produce l’APE (Andare Per Etichette), unico notiziario stampa di settore del Paese.
A voi l’onore e l’onere di trovare (e segnalare) le più belle, le più “strane”, le più divertenti o quelle che, secondo voi, sono comunque destinate ad entrare a far parte della storia delle etichette del vino.
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