Cocktail. E sai cosa bevi (le origini)
Aug 9th, 2008 by Alessio Sbrana

Anzi, non sai cosa bevi: vi siete mai chiesti quante sono le persone che conoscono il significato della parola “cocktail“?
Beh, io sì: ho fatto un piccolo sondaggio tra amici amanti di aperitivi, cocktail e long drinks: conoscono le ricette, i migliori bar dove andare a bere, i bicchieri giusti… ma sono veramente pochi quelli che conoscono il significato e le origini della parola cocktail. Anche perché, va detto, non sono certo così chiare: di certo c’è solo il fatto che il termine non ha niente a che vedere con il nome volgare dell’attributo sessuale maschile in lingua inglese, così almeno plachiamo subito gli animi di bigotti, benpensanti e ninfomani.
Eccovi una serie di spiegazioni del termine cocktail e un po’ di storia: adottate una di queste quando vi chiederanno “Cosa significa cocktail?” e potete stare certi del fatto che non starete sbagliando.
Effettivamente le storie riguardanti la nascita del cocktail sono veramente molte, basti pensare che al termine si potrebbero associare almeno tre diverse origini:
- cocktail potrebbe essere uno storpiamento del termine latino aqua decocta, ovvero acqua distillata,
- secondo un’altra linea di pensiero il termine cocktail deriverebbe invece dal francese: nel XIX secolo il farmacista Antoine Peychaud utilizzava un portauovo (coquetier) per miscelare i liquori ai suoi clienti,
- deriverebbe dalla fusione delle parole cock (gallo) e tail (coda), poiché la composizione multicolore di alcuni cocktail ricorderebbe appunto la livrea del pennuto.
Ed è proprio quest’ultima definizione la più accreditata.
Pare infatti che nel 1840 la vivandiera Betsy Floyagan durante la Guerra di Secessione servisse ai soldati una bevanda corroborante realizzata mischiando alcuni distillati: furono gli stessi soldati che, vista la colorazione vivace di quella bevanda alcolica, le diedero il nome di cocktail.
In realtà ci sono racconti del 1400 che già narrano della consumazione di “bevande dai tanti colori come la coda di un gallo da combattimento” nelle campagne inglesi.
A rafforzare questa ipotesi sull’origine del termine cocktail si trovano in racconti originari dell’America Centrale: si festeggiava la fine di un combattimento tra galli con un brindisi fatto con succhi e liquori in onore alla coda del gallo sconfitto, che andava in premio al proprietario del gallo vincitore.
E poi ci sono le leggende: navi fortunosamente approdate in Sud America dopo un naufragio i cui superstiti festeggiarono lo scampato pericolo mescolando liquori europei e succhi tropicali utilizzando una coda di gallo, indigeni dello Yucatan che preparano bevande molto elaborate mescolate tra loro utilizzando un cucchiaio ricavato dalla radice della pianta “coda di gallo” e chissà quante altre.
Ma la parola cocktail (anzi, cock-tail) fa ufficialmente la sua apparizione nel XIX secolo.
Ora però non è più tempo di stare davanti al computer. Prendetevi una pausa, uscite di casa e andate a trovare il vostro amico barista: torneremo presto a parlare di cocktail con “Cocktail. E sai cosa bevi (dalla leggenda alla storia)“.
Tags: cocktail, storia del drink, storia e cultura


[…] visto quali sono le origini del termine cocktail, tra mito e leggenda, ma c’è un giorno preciso al quale è possibile far risalire […]
Sull’origine del nome cocktail vi sbagliate! Non sono stati i colori della bibita ma il fatto che la sopra citata signorina aggiungesse una piuma di gallo nell’offrire i suoi aperitivi (cock tail coda di gallo, appunto!). Documentatevi!!!!
Ciao Teo,
l’etimologia del termine “cocktail” in realtà è costituita, perlopiù, da leggende, nessuna delle quali è, ad onor del vero, è documentata né confermata come “la verità vera”.
Basti pensare che secondo alcune scuole di pensiero, compresa quella di Wikipedia, anche la tua versione viene smentita.
Vado a citare:
“potrebbe derivare dalla leggenda che narra di una nave di ricchi inglesi che approdando in Sud America, festeggiavano bevendo liquori europei e succhi tropicali mescolati con una colorata piuma di gallo.”
Quindi addirittura si miscelano un paio di versioni: una sana abitudine. :-)
Il senso del post voleva essere esattamente quello riportato dal post successivo: dalla leggenda alla storia; diverse leggende sulla nascita del termine cocktail. Ma di leggende si tratta.
Sono comunque dell’idea che ognuno è libero di dare alla parola cocktail l’etimologia che preferisce: difficilmente sarà sbagliata.
Grazie per il tuo contributo. :-)
Ciao Alessio
Di seguito riporto la tua ultima frase…
“sono comunque dell’idea che ognuno è libero di dare alla parola cocktail l’etimologia che preferisce: difficilmente sarà sbagliata.”
Perchè mi piace ciò che hai detto in più voglio aggingere che se dentro di noi osserviamo il mondo dei cocktails è in piu che lavoro, divertimento, curiosità… fosse una passione!! queste leggende diventano realtà.
ti chiederai ma questo cosa dice?
Ti racconto la mia storia e perchè ho detto questo…
Floyagan la storia:
E’ dall’esigenza di dar voce ad un talento e ad una passione, quella nell’arte di creare cocktails, che nasce l’originale idea di dar vita a Floyagan.Tutto ha inizio nel 2004: Gabriele, di servizio come ausiliare presso la caserma di Pienza, viene invitato dal suo stesso capitano a presentarsi nell’inedita veste di barman nel giorno di decorrenza della celebrazione dell’Arma dei Carabinieri. Con l’aiuto del fratello Fabio, già affermato barman, i due si organizzano per la costruzione artigianale di un banco bar trasportabile, qualcosa che sarebbe presto diventato un inseparabile strumento di lavoro. Accompagnati dal loro ammirevole entusiasmo, nonché dall’onore e dalla responsabilità dell’incarico, i due fratelli trasformarono questa loro prima serata insieme in un formidabile successo. Da allora non tardarono ad arrivare nuovi inviti ad esibirsi e soprattutto un’offerta di collaborazione da parte di un’agenzia di catering nel campo della ristorazione, la quale chiese di servirsi delle loro prestazioni in maniera continuativa. Mentre Fabio, causa il suo precedente impegno di barman, fu costretto a rinunciare alla proposta, Gabriele intraprese questa nuova avventura, cooperando con l’agenzia di catering per un breve arco di tempo. Poi per alcuni mesi non successe altro, ma benché interrotta nella sua fase embrionale, l’idea era ormai nell’aria e nell’inverno del 2007 l’ambizioso progetto Floyagan prende definitivamente vita. Ai due fratelli si aggiunge Enrico barman A.I.B.E.S., collega di Fabio e amico dei due. Insieme apportano alcune modifiche al banco bar, operazione nella quale coinvolgono anche Cinzia, sorella di Enrico e oggi parte a tutti gli effetti dello staff. La piena collaborazione con il catering Lodovichi ristorazione, gli ha permesso fin da subito di avere molti appuntamenti e di esordire “alla grande”. Oggi la loro fama è in continua ascesa. Grazie al loro dinamismo e al senso di professionalità, questi ragazzi si stanno facendo conoscere non solo dagli addetti ai lavori, ma anche dal pubblico, che dimostra di apprezzarne appieno le qualità. Da qui la loro storia cresce con voi, e le pagine più belle, probabilmente, devono ancora essere scritte.
Adesso capisci? la leggenda di Betsy Floyagan a dato una svolta alla mia vita e quindi per me la parola cocktail e la leggenda di betsy sono più importanti delle VERITA che và cercando la gente…
Io tramite loro ho realizzato un sogno
Ciao a presto
Spero di non averti annoiato….
Gabriele