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	<title>drink a drink &#187; sideways</title>
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		<title>Cantine Morea, l&#8217;Aglianico con le spalle larghe</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 15:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una produzione di tutto rispetto dal Vulture, patria dell'Aglianico, orgoglio vinicolo della Basilicata e del Mediterraneo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-867" title="Cantine-Morea" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Cantine-Morea.jpg" alt="Cantine-Morea" width="420" height="268" /></p>
<p>A ridosso dell&#8217;<a href="http://www.drinkadrink.com/vinitaly-2010/">ultima edizione di Vinitaly</a> ho avuto occasione di conoscere i vini <strong>Morea</strong>, una cantina della mia regione d&#8217;origine, la Basilicata. La zona di produzione è il bel Vulture; il vitigno l&#8217;Aglianico, in crescita di consensi ma non ancora abbastanza celebrato rispetto al suo grande valore.</p>
<p>A favorire la conoscenza delle Cantine Morea è stata una curiosa coincidenza: il contitolare dell&#8217;azienda assieme a <strong>Pasquale Vasca</strong> si chiama infatti <strong>Gianni Morena</strong>, proprio come mio padre. Ed è stato proprio mio padre a segnalarmi questa coincidenza e i vini Morea, che devono questo nome all&#8217;antico scalo portuense da cui i primi albanesi partivano alla volta di Maschito, dove il vino viene prodotto.<br />
Sono cinque le selezioni che attualmente Morea propone.<br />
Tre rossi a denominazione di origine controllata:</p>
<ul>
<li><strong>Soprano</strong>: affinato in rovere per tre anni, è un 14% rosso rubino, dal gusto deciso, corposo e prolungato. È la bottiglia ammiraglia delle Cantine, un vino frutto di un&#8217;estrema selezione tra i circa 250 quintali d&#8217;uva prodotta.</li>
<li><strong>Essenza</strong>: due anni in rovere, è un vino maturo con sentori balsamici e speziati, note di vaniglia e un bel corpo, proveniente da vitigni autoctoni della ricca terra che fu di Federico II.</li>
<li><strong>Solagna</strong>: è il vino base, un buon 14%, affinato in legno e poi acciaio. Deciso e gradevole, con un rapporto qualità prezzo davvero ottimo.</li>
</ul>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-868" title="Botti-Morea" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Botti-Morea.jpg" alt="Botti-Morea" width="212" height="380" align="left" />C&#8217;è poi <strong>Casale del Vulture</strong>, un IGT di tutto rispetto, e infine <strong>Reale</strong>, un moscato bianco di Trani fortemente voluto da Vasca e Morena, che ne sono autentici appassionati. Un perfetto vino da dessert dal colore giallo intenso con riflessi dorati, vellutato ma ben strutturato.</p>
<p>Fatta più per caso che per volontà, questa conoscenza è stata una piacevole sorpresa. Ho sempre decantato le qualità dell&#8217;Aglianico tra i miei conoscenti, e ho sempre pensato che con una poderosa azione di marketing questo vino arriverebbe a grandi traguardi. I vini Morea sono decisamente sulla strada giusta, e sono motivo di orgoglio per una produzione vinicola – quella lucana – in continua crescita. E, soprattutto, sono stati protagonisti di un&#8217;indimenticabile cena a casa mia, sponsorizzata sul fronte alcolico per l&#8217;ennesima volta da Gianni Morena. Ma non mio padre, stavolta: un altro Gianni Morena&#8230;</p>
<p>Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.cantinemorea.it" target="_blank"> www.cantinemorea.it</a></p>


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		<title>Capodanno in sicurezza col safety driver</title>
		<link>http://www.drinkadrink.com/capodanno-in-sicurezza-col-safety-driver/</link>
		<comments>http://www.drinkadrink.com/capodanno-in-sicurezza-col-safety-driver/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 11:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[sideways]]></category>
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		<category><![CDATA[capodanno 2009]]></category>
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		<description><![CDATA[
Anche quest&#8217;anno stiamo per raggiungere la meta: il fatidico brindisi di Capodanno!
Sarà Champagne, per ben presagire, o Brachetto, per rovinarsi il palato, o calimocho, per combattere la crisi, poco importa. L&#8217;unica cosa certa è che l&#8217;alcool scorrerà a cascata nei bicchieri di mezzo mondo, per salutare il nuovo anno e mandar via a pedate quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-813" title="brindisi" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//brindisi.jpg" alt="brindisi" width="420" height="200" /></p>
<p>Anche quest&#8217;anno stiamo per raggiungere la meta: il fatidico brindisi di Capodanno!</p>
<p>Sarà Champagne, per ben presagire, o Brachetto, per rovinarsi il palato, o calimocho, per combattere la crisi, poco importa. L&#8217;unica cosa certa è che l&#8217;alcool scorrerà a cascata nei bicchieri di mezzo mondo, per salutare il nuovo anno e mandar via a pedate quello vecchio. Mamme e puritani ci stanno già marcando stretto, con i loro sacrosanti consigli di non bere, di non fumare, di non fare tardi, di evitare le piazze troppo affollate, di stare fermi, di non respirare. Ma noi dobbiamo essere saldi nella difesa del nostro diritto di devastarci, almeno a Capodanno.</p>
<p>Ma c&#8217;è un ma. Conosciamo bene le <a href="http://www.drinkadrink.com/alcool-demonizzare-o-responsabilizzare/">leggi riguardo alla guida in stato di ebbrezza</a>, aspre come il vino andato a male, e quei pochi di noi che ancora ce l&#8217;hanno vorrebbero continuare ad avere la patente anche nel 2010. Va anche detto che, aldilà dei divieti di Stato, a Capodanno può capitare di esondare il calice e di perdere davvero la capacità di guidare con coscienza la propria automobile, cosa indiscutibilmente da evitare. E qui siamo al punto.</p>
<p>Già da qualche mese qualche anima pia (e col fiuto per gli affari) ha dato vita ad un servizio molto utile, che potrebbe risultare addirittura salvifico a Capodanno. È un servizio che si è diffuso un po&#8217; ovunque nella penisola, e magari vi sarà già passato per le mani qualche volantino che reclamizza qualcuno dei cosiddetti <strong>Safety driver</strong>: se hai bevuto troppo, basta chiamare un numero di telefono e, in men che non si dica, una task force di soccorritori viene a prenderti, guidano la tua macchina fino a casa tua, ti mollano al portone, gli sganci qualche euro e se ne vanno via avvolti da un&#8217;aura mistica.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-812" href="http://www.drinkadrink.com/capodanno-in-sicurezza-col-safety-driver/logo_drinkedrive/"><img class="alignleft size-full wp-image-812" title="logo_drinkedrive" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//logo_drinkedrive.jpg" alt="logo_drinkedrive" width="294" height="248" align="left"/></a>È di Roma il primo servizio patrocinato dalle istituzioni, creato da <a href="http://www.togaproject.com/" target="_blank">Toga Project</a> di Vanni Tortoli e Sergio Gandolfi, e si chiama semplicemente <strong>Safety driver</strong>. Il driver agisce con un mezzo incredibile: ti raggiunge infatti con una mini-moto pieghevole che sta nel baule della tua vettura, e con quella riparte a missione compiuta. 20 euro entro il raccordo anulare, un piccolo extra per tratte più lunghe. Per l&#8217;imminente Capodanno, Toga project sarà mobility partner di <strong>European Countdown 2010</strong>. Il servizio sarà infatti gratuito, previa prenotazione, per tutti gli avventori del mega party che si terrà al Palazzo dei Congressi di Roma.</p>
<p>L&#8217;iniziativa ha avuto un enorme successo, e in breve è stata esportata anche a Milano. Per usufruirne, numero verde 800 589 263.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, porto sempre nel portafogli il volantino di <a href="http://www.tubeviioguido.it/" target="_blank">Drink &amp; Drive: tu bevi, io guido</a>, il servizio affine fornito su Firenze e dintorni da Daniel Bandelli e Alessio Bentivegna (377.1921014 – 334.2007944).</p>
<p>Stesso sistema a Torino ad opera di <a href="http://www.yoyo-torino.it/" target="_blank">Yo-Yo</a>, con tariffe più basse, e a Verona con gli <strong>Angel Pilots</strong>.</p>
<p>Non ho fatto un censimento esaustivo di tutta Italia, ma invito i vari gestori di servizi affini a postare nei commenti i dettagli e i recapiti delle loro attività.</p>
<p>Io vado a lavare i tappetini della macchina: quest&#8217;anno non ci vomiterò, lo giuro. Dimenticavo: Auguri!</p>


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		<title>Cocktail, aperitivi e&#8230; applicazioni iPhone</title>
		<link>http://www.drinkadrink.com/cocktail-aperitivi-applicazioni-iphone/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 11:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
				<category><![CDATA[sideways]]></category>
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		<category><![CDATA[software iphone]]></category>

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		<description><![CDATA[
Inutile parlare dell&#8217;iPhone, gadgetelefonoggetto di moda e fenomeno di costume, tanto inutile quanto insostituibile una volta che si è avuto il coraggio di provarlo per più di un paio di giorni.
Forse per chi ci legge può essere utile sapere che l&#8217;iPhone può essere utilizzato anche per preparare un cocktial (beh, non per berlo come raffigurato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-664" title="drink-iphone" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//drink-iphone.jpg" alt="drink-iphone" width="420" height="220" /><br />
Inutile parlare dell&#8217;<strong>iPhone</strong>, <em>gadgetelefonoggetto</em> di moda e fenomeno di costume, tanto inutile quanto insostituibile una volta che si è avuto il coraggio di provarlo per più di un paio di giorni.<br />
Forse per chi ci legge può essere utile sapere che l&#8217;iPhone può essere utilizzato anche per <strong>preparare un cocktial</strong> (beh, non per berlo come raffigurato nell&#8217;immagine qui sopra) grazie ad alcune applicazioni disponibili sull&#8217;<a href="http://www.apple.com/iphone/appstore/" target="_blank">App Store</a> che permettono di <strong>conoscere meglio il mondo dei cocktail</strong>.<br />
Le <strong>6 applicazioni iPhone dedicate ai cocktail</strong> che abbiamo provato sono:</p>
<ul>
<li><strong>Cocktails</strong>, della <a href="http://www.swiss-development.ch/cocktails/" target="_blank">Swiss-Development</a></li>
<li><strong>Drink Pro</strong>, della <a href="http://www.helmesinnovations.com/drinkproforiphone/" target="_blank">Helmes Innovations</a></li>
<li><strong>5800+ Drink &amp; Cocktail Recipes</strong>, della <a href="http://www.webworksapplications.com/" target="_blank">Webworks and Applications Inc</a></li>
<li><strong>Cocktails+</strong>, della <a href="http://blog.skorpiostech.com/2008/07/10/cocktails-10-for-the-iphone/" target="_blank">Skorpiostech Inc</a></li>
<li><strong>iMartini</strong>, della <a href="http://www.digitalvanilla.com/" target="_blank">Digital Vanilla</a></li>
<li><strong>ShakeDrink</strong>, della <a href="http://i-shake.com/?news_id=10" target="_blank">iShake</a></li>
</ul>
<p>Teniamo a precisare che quelle sopra indicate non sono necessariamente le migliori <strong>applicazioni per iPhone dedicate al bartendering</strong> ma, semplicemente, sono quelle che abbiamo avuto voglia di provare o che ci hanno attratto per il design o per la descrizione presente sull&#8217;App Store.</p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-668" title="iphone-cocktails" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//iphone-cocktails.jpg" alt="iphone-cocktails" width="200" height="300" align="left" /></em><strong>Cocktails</strong><br />
Questa applicazione mette a vostra completa disposizione un vasto database di cocktail, dai più conosciuti ai più improbabili, corredato da dettagli sugli ingredienti, una descrizione di ogni singolo cocktail e dell&#8217;eventuale decorazione richiesta nonché dettagli fotografici ripresi dalle schede presenti su <a href="http://www.cocktaildreams.de" target="_blank">Cocktails &amp; Dreams</a>.<br />
Sono disponibili diverse tipologie di archiviazione dei vari cocktail, come &#8220;Top 10&#8243; e &#8220;Ultimi 10&#8243;, e una buona possibilità di personalizzazione in base ai propri cocktail preferiti, ma anche per &#8220;Gusto&#8221; e per &#8220;Umore&#8221;.<br />
Oltretutto questa applicazione è gratis!<br />
Dopo averla installata ricordatevi di accedere alle impostazioni del vostro iPhone e di modificarne la lingua o potrete goderne solo in tedesco!<br />
Almeno un paio i difetti: la traduzione non è certo impeccabile (certe volte è al limite dell&#8217;incomprensibile) e si collega al web per recuperare i dati dei vari cocktail, quindi occhio alla bolletta telefonica!</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-672" title="drinkpro" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//drinkpro.jpg" alt="drinkpro" width="200" height="300" align="left" />Drink Pro<br />
</strong>Questa applicazione non ha certo dotata di un look&amp;feel accattivante, ma la sezione &#8220;Bartendering info&#8221; offre tutta una serie di interessanti approfondimenti relativi al bartendering, attrezzatura e tecnica, alcuni consigli utili e anche uno strumento per calcolare la percentuale di alcol nel sangue in funzione di peso, sesso e numero di cocktail bevuti<strong>.<br />
</strong>Peccato che non sia altrettanto ben curata la parte di questa applicazione dedicata alle ricette dei vari drink, ma visto il costo &#8220;popolare&#8221; (appena 0,79 €) si può chiudere un occhio su questo aspetto.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-676" title="5800drinks" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//588drinks.jpg" alt="5800drinks" width="200" height="300" align="left" />5800+ Drink &amp; Cocktail Recipes<br />
</strong>Di questa applicazione abbiamo testato la sola versione free (la versione integrale, priva di annunci pubblicitari, ha un costo di 0,70 €). Si tratta di un&#8217;applicazione per iPhone orientata in modo particolare alle ricette per preparare i cocktail, ordinati in categorie e rintracciabili con il motore di ricerca. E&#8217; anche possibile inviare le varie ricette agli amici a mezzo e-mail e si possono editare o aggiungere nuovi ingredienti. C&#8217;è da dire che non si sprecano certo parole per descrivere le modalità di preparazione: giusto il minimo indispensabile per non fare un disastro<strong>.</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-681" title="cocktail+" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//cocktail1.jpg" alt="cocktail+" width="200" height="300" align="left" />Cocktails+<br />
</strong>Costa 2,39 €, ma c&#8217;è da dire che il database di cocktail a vostra disposizione, dotato di uno stile grafico che fa molto &#8220;old fashion&#8221;,  è veramente molto completo e fornisce molti approfondimenti ipertestuali in puro stile Wikipedia.<br />
E&#8217; inoltre possibile inviare le ricette a mezzo e-mail e condividerle su vari social network come <a href="http://twitter.com/drinkadrink" target="_blank">Twitter</a> o <a href="http://www.facebook.com/pages/Drink-a-Drink/85705583230" target="_blank">Facebook</a>.<br />
I drink presenti su Drink+ sono consigliati da barman e bartender del calibro di <strong>Jamie Boudreau</strong>, <strong>Dale DeGroff</strong> e <strong>Goncalo Monteiro</strong>, che hanno categorizzato i cocktail in base alla loro base alcolica, per tipologia, per gusto, per tag (personalizzabili dall&#8217;utente) e, naturalmente, per ordine alfabetico.<br />
Drinks+ è sicuramente <strong>una delle più complete applicazioni per iPhone dedicate ai cocktail</strong>.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-762" title="imartini" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//imartini.jpg" alt="imartini" width="200" height="300" align="left" />iMartini<br />
</strong>Leziosa quanto quasi inutile applicazione dedicata ai cocktail Martini: se da un lato la grafica implementata è gradevole modaiola grazie al sovraffollamento di musichine riptetute all&#8217;infinito, bellocci &amp; dannati e bonazze spaziali  (abbiamo inutilmente e reiteratamente capovolto su ognuno dei 4 lati di cui è dotato l&#8217;iPhone nel vano tentativo di far uscire Charlize Theron), è anche vero che il suo essere spudoratamente limitato ai soli cocktail realizzati con prodotti Martini e le scarse interattività e creatività offerte all&#8217;utente ne fanno, per forza di cose, una &#8220;seconda scelta&#8221;.<br />
Ma c&#8217;è da dire che:</p>
<ol>
<li>è gratis,</li>
<li>è gratis (al giorno d&#8217;oggi è un <em>plus</em> da ripetere almeno una volta),</li>
<li>fa tanto <em>cool</em> averla&#8230;</li>
</ol>
<p>Video e ricette dei cocktail preparati con i prodotti Martini ci sono (anche se sono veramente pochi), belle foto di Ellen Von Unwerth pure&#8230; che dire: provatela, male che vada potete sempre spazzarla via dal vostro iPhone dopo il terzo &#8220;Daiiiiii, che carinaaaaah!!!&#8221; strillato da una vostra amica presa a caso (porpio come abbiamo fatto noi).</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-765" title="shake-drink" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//shake-drink.jpg" alt="shake-drink" width="200" height="300" align="left" />ShakeDrink<br />
</strong>Quell&#8217;interattività che non avete trovato in iMartini, con ShakeDrinks la troverete moltiplicata all&#8217;ennesima potenza<strong>: </strong>vi trovate faccia a faccia con il barman e siete indecisi sul drink da ordinare? ShakeDrinks fa al caso vostro: forse i contenuti a vostra disposizione non sono il massimo e probabilmente nessuna bionda vi dirà mai &#8220;Daiiiiii, che carinaaaaah!!!&#8221;, ma volete mettere il gusto di shakerare il vostro iPhone, magari a partire da un ingrediente o da una categoria di alcolici da voi selezionati, per vedere uscire la proposta di una delle ricette disponibili?<br />
Ok, forse non è il massimo della vità ma con iMartini ha in comune ben due aspetti positivi: è gratis.</p>


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		<title>VINO: l’impero dei sensi! II Parte</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 21:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Ciampi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Dopo aver parlato delle varie tipologie di vino e di come possiamo riconoscerle, passiamo ora a parlare di dove conservarlo e come servirlo!
Che il vetro sia il materiale più usato per la conservazione del vino, pare  sia la diretta conseguenza del fatto che il vetro è l’unico materiale che ne conserva intatte tutte le caratteristiche. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-618" title="bottiglie" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//bottiglie.jpg" alt="bottiglie" width="420" height="220" /><br />
Dopo aver parlato delle varie <a href="http://www.drinkadrink.com/vino-l-impero-dei-sensi-i-parte/" target="_blank">tipologie di vino e di come possiamo riconoscerle</a>, passiamo ora a parlare di <strong>dove conservarlo</strong> e <strong>come servirlo</strong>!<br />
Che il vetro sia il materiale più usato per la conservazione del vino, pare  sia la diretta conseguenza del fatto che il vetro è l’unico materiale che ne conserva intatte tutte le caratteristiche. Ne consegue che <strong>per ogni vino c’è una bottiglia forgiata per contenerlo</strong>.</p>
<p>E cosi’ abbiamo ad esempio la <strong><em>Bordolese</em></strong>: bottiglia originaria della regione d Bordeaux, di forma cilindrica e con il collo corto, elegante e razionale, di colore bianco per l’imbottigliamento di vini rosati o rossi che vanno consumati giovani e per i bianchi. Di colore ambra invece per quei vini pregiati da lungo invecchiamento.</p>
<p><strong>La <em>Borgognona</em></strong>: di forma conica, non regolare e panciuta, di colore verde.</p>
<p><strong>La <em>Renana</em></strong>: recipiente tradizionale, di forma elegante e affusolata, usata soprattutto dai vignaioli delle sponde del Reno, è destinata ad ospitare vini bianchi privi di tartrati e di sali che si depositano sul fondo.</p>
<p><strong>La <em>Champagnotta</em></strong>: tipica bottiglia da Champagne, normalmente usata anche per vini spumanti. La sua forma ricorda in parte quella delle bottiglie borgognone ma è assai più rigonfia nella parte centrale. Di colore verde scuro, a meno che non sia destinata ad ospitare un “<em>blanc des blancs</em>”, è fabbricata in vetro dei più resistenti.<br />
La champagnotta è caratterizzata inoltre da un anello sporgente che circonda la base terminale del collo e che permette il fissaggio della gabbietta metallica.<br />
Va inoltre detto che troviamo questa bottiglia in varie grandezze: quella da un quarto, quella da mezzo litro, la normale, per poi passare alla <em>magnum</em> (equivalente di due bottiglie), la <em>double magnum</em> detto anche <em>Jéroboam</em> e che corrisponde a 4 bottiglie, la <em>Rhéoboam</em> a 6, la <em>Mathusalem</em> a 8, la <em>Salmanazar</em> dalla capacità di 12 bottiglie e, in ultimo, la <em>Nabucodonosor</em> con la capacità di 20 bottiglie.</p>
<p>Nel mio prossimo post, qualche indicazione sui <strong>bicchieri da utilizzare per il vino</strong>.</p>


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		<title>Thank God We&#8217;re Men</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 00:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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Con un po&#8217; di ritardo rispetto alla sua uscita, probabilmente anche a causa di una passione personale non così smodata nei confronti della birra, segnalo questa campagna pubblicitaria realizzata da McCann Erickson per la birra israeliana Goldstar, un&#8217;etichetta di proprietà della &#8220;Tempo Birra Industries&#8221; prodotta dal 1950 (sì, una birra certificata Casher): Thank God you’re [...]]]></description>
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Con un po&#8217; di ritardo rispetto alla sua uscita, probabilmente anche a causa di una passione personale non così smodata nei confronti della birra, segnalo questa campagna pubblicitaria realizzata da <a href="http://www.mccann.com/" target="_blank">McCann Erickson</a> per la birra israeliana <strong>Goldstar</strong>, un&#8217;etichetta di proprietà della &#8220;Tempo Birra Industries&#8221; prodotta dal 1950 (sì, una birra <em>certificata Casher</em>): <strong>Thank God you’re a Man</strong>!</p>
<p>Che dire&#8230;</p>
<p><a href="http://www.drinkadrink.com/wp-content/goldstar-big.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-577" title="goldstar" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//goldstar.jpg" alt="goldstar" width="420" height="594" /></a></p>
<p>Mi auguro che la genialità di questa campagna pubblicitaria faccia passare in secondo piano il ritardo con il quale è stata riportata qui su <strong>Drink a Drink</strong>.</p>
<p>Le altre campagne sono disponibili <a href="http://www.drinkadrink.com/wp-content//goldstar2.jpg" target="_blank">QUI</a> e <a href="http://www.drinkadrink.com/wp-content//goldstar3.jpg" target="_blank">QUI</a>.<br />
Un grazie a Luca &#8220;Joebar&#8221; Marchetti per la segnalazione.</p>


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		<title>VINO: l&#8217;impero dei sensi! I Parte</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 20:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Ciampi</dc:creator>
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Negli ultimi anni impazza la wine-mania e la corsa alle iscrizioni ai vari corsi per sommelier che, vista la richiesta, hanno ancora costi abbastana alti. Allora perché non muovere i primi passi insieme per avvicinarci a questo inebriante mondo?
Nel famoso trattato &#8220;Physiologie du Gout&#8221;, Brillant-Savarin scrive:  &#8220;Il bere può procurare un piacere vivissimo, tutto l’apparato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-565" title="physiologie du gout" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//physiologie-du-gout.jpg" alt="physiologie du gout" width="420" height="220" /></p>
<p>Negli ultimi anni impazza la <em>wine-mania</em> e la corsa alle iscrizioni ai vari corsi per sommelier che, vista la richiesta, hanno ancora costi abbastana alti. Allora perché non muovere i primi passi insieme per avvicinarci a questo inebriante mondo?<br />
Nel famoso trattato &#8220;Physiologie du Gout&#8221;, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anthelme_Brillat-Savarin" target="_blank">Brillant-Savarin</a> scrive:  &#8220;Il bere può procurare un piacere vivissimo, tutto l’apparato papillare ne gode: dalla punta della lingua alla profondità dello stomaco”.</p>
<p>Questa frase racchiude la filosofia del degustatore, che non si limita ad appagare la sensazione di bere ma va oltre.<br />
Va alla scoperta di tutta una gamma di caratteri di tipicità che ne conferiscono la qualità, del vino. Va detto, infatti, che il vino ha caratteristiche proprie che variano nella gamma dei <strong>colori</strong>, dei <strong>profumi</strong> e dei <strong>sapori</strong> e anche nel <strong>tenore alcolico</strong> che passa dai 10 gradi ai 18/22 gradi dei vini liquorosi. Anche nella composizione è molto complesso, si tratta infatti di una <strong>soluzione idroalcolica</strong> formata da sostanze contenute negli <strong>acini d’uva</strong>, <strong>tannini</strong> e <strong>sostanze coloranti</strong>, <strong>minerali</strong>, <strong>vitamine</strong> ed <strong>enzimi</strong>. E’ proprio per questo che dobbiamo avvalerci di <strong>4 dei nostri 5 sensi</strong> per una corretta degustazione.</p>
<p><strong>La vista</strong>: ci aiuta ad esaminare il colore del vino e le sue varie sfumature, la sua limpidezza.<br />
<strong>L’olfatto</strong>:ci da la possibilità di cogliere gli aromi caratteristici di un vitigno, il profumo fruttato, i sentori dell’uva moscata. Nei vini giovani si riscontrerà un odore vinoso molto pronunciato, mentre in quelli invecchiati si individuerà un bouquet nel quale possono distinguersi vari frutti come la mora, il lampone, o fiori come la vaniglia.<br />
<strong>Il gusto</strong>: ci permette di individuare la freschezza, l’armonia, l’equilibrio, la gusta corposità, la ricchezza dei sapori.<br />
<strong>Il tatto</strong>: la lingua (organo tattile) ci fornisce indicazioni sulla temperatura ma anche sulla corposità e untuosità del vino, sui sapori del vino e di come si determinano.</p>
<p>E&#8217; grazie alla lingua che riusciamo infatti a capire se un vino è:<br />
<strong>Secco</strong>: ossia quel vino in cui lo zucchero, nel corso della fermentazione, si è trasformato in alcol e che deve lasciare la bocca pulita e asciutta.<br />
<strong>Abboccato</strong>: vino che per un contenuto residuo di zuccheri naturali lascia una piacevole sensazione dolce.<br />
<strong>Rotondo</strong>: vino morbido per contenuti di zuccheri, di moderata acidità totale e ricco di glicerina.<br />
<strong>Spigoloso</strong>: è quel vino, che contrariamente al vino sucitato, è disarmonico per eccesso di tannini. Di solito succede con i vini rossi che non sono ancora giunti a completa maturazione.<br />
<strong>Amabile</strong>: è quel vino quasi dolce, grazie alla piccola quantità di zuccheri ancora indecomposti.<br />
<strong>Dolce</strong>: vino con grande quantità di zuccheri (dal 5% al 10%), destinato ai dessert e la sua dolcezza è istantaneamente avvertibile.</p>
<p>Ma come affermavo qualche riga più sù, il vino può presentare anche delle qualità negative come nei seguenti casi.<br />
<strong>Acerbo</strong>: soprattutto quando il vino è stato ottenuto da uve non arrivate a completa maturazione, oppure è troppo giovane e quindi acido.<br />
<strong>Acescente</strong>: ovvero quel vino che è stato alterato con una eccessiva quantità di acido acetico.<br />
<strong>Acido</strong>: è quel vino sano in cui però la quantità di acidi fissi è superiore ala media, ne consegue la necessità di un’ulteriore maturazione.<br />
<strong>Adulterato</strong>: perché addizionato con sostanze non consentite.<br />
<strong>Bruciato</strong>: sta ad indicare che la frutta è stata bruciata durante la cottura.<br />
<strong>Decrepito</strong>: è quel vino che, per il prolungato invecchiamento, ha perso colore, profumo e sapore.</p>
<p>Insomma, come diceva Ernest Hemingway &#8220;il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo&#8221;&#8230; perché privarsene?</p>


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		<title>Il Margarita: come nasce e dove berlo a Padova</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 16:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Ciampi</dc:creator>
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Quando si beve un Margarita non si può non pensare ai paesaggi, ai mariachi, alle specialità della cucina messicana o alle spiagge assolate di questo meraviglioso paese.
Ma chi ha inventato il Margarita?
A contendersi la paternità sono in molti.
A cominciare da Carlos Danny Herrera, ristoratore di Tijuana, il quale ha sempre affermato di aver creato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-480" title="margarita" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//margarita.jpg" alt="margarita" width="420" height="200" /></p>
<p>Quando si beve un <strong>Margarita</strong> non si può non pensare ai paesaggi, ai <em>mariachi</em>, alle specialità della cucina messicana o alle spiagge assolate di questo meraviglioso paese.<br />
Ma <strong>chi ha inventato il Margarita</strong>?<br />
A contendersi la paternità sono in molti.</p>
<p>A cominciare da <strong>Carlos Danny Herrera</strong>, ristoratore di <strong>Tijuana</strong>, il quale ha sempre affermato di aver creato per primo il cocktail per <strong>Marjorie King</strong>, ex attrice e vedova del noto playboy newyorchese <strong>Plant</strong>, durante una festa nel suo ranch, <em>&#8220;La Gloria&#8221;</em>, su specifica richiesta dell’attrice, allergica ad ogni bevanda alcolica eccetto la <strong>Tequila</strong> (distillato di agave).<br />
Ma i conti non tornano:  nel margarita c’è anche il <strong>Triple Sec</strong>!</p>
<p>Il secondo tentativo di aggiudicarsi l&#8217;invenzione di questo drink arriva da una mondana signora texana, <strong>Margaret Samas</strong>.<br />
Pare che durante una festa nella sua villa ad Acapulco abbia dato consigli per la preparazione del cocktail a base di Tequila, triple sect o Cointreau e succo di lime al celebre bartender californiano <strong>Johnny Durlesser</strong>, e che lo chiamò <strong>Margarita</strong>, nome col quale i suoi ospiti e amici messicani avevano ribattezzato la signora.<br />
Ma anche lo stesso Durlesser affermò non solo di essere stato l’autore ma anche di aver vinto un premio in un concorso nazionale di barman, del quale non si sono però mai trovati riscontri ufficiali.</p>
<p>Il mistero è fitto intorno al <strong>Margarita</strong> e numerose le leggende, fatto sta che non solo è uno dei cocktail più popolari, ma nel tempo la fantasia dei bartender ne ha creato numerosissime varianti che hanno contribuito a renderlo popolare nel mondo. Basti pensare ai <strong>frozen Margarita alla frutta</strong>, che possono avere infinite combinazioni a seconda se la frutta usata è tropicale o di provenienzadi altre aree geografiche del mondo.</p>
<p>Se vi trovate a <strong>Padova</strong> e volete bere un buon <strong>Margarita</strong>, per accompagnare un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taco" target="_blank">tacos</a> o un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burrito" target="_blank">burrito</a>, dovete andare assolutamente al <strong>Bistro&#8217;</strong>.<br />
Lo trovate in Via Dei Livello 11, in pieno centro storico di Padova, e con apertura fino alle due di notte, è uno di quei locali dove la cortesia e la disponibilità dello staff  è tale da rendere molto piacevole il momento dell&#8217;aperitivo, della cena (messicana, ovviamente) e, perché no, del dopocena.<br />
Fiore all’occhiello una lunga lista di cocktail, preparati con sapienza ed un pizzico di estro, tra i quali proprio il <strong>Margarita</strong>, nelle più fantasiose delle varianti.</p>
<p><strong>Bistro&#8217;</strong><br />
Via Dei Livello, 11 &#8211; Padova<br />
telefono: 049 8759203<br />
chiuso il lunedì</p>


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		<title>Vino e bicilindriche italiane: il Desmorosso</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 09:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Ciampi</dc:creator>
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Se dico Ducati, tutti pensano al rosso della moto che vince un campionato mondiale GP, ad una storica azienda che si è trasformata passando dalla produzione di componenti per radio a un brand di moto conosciuto in tutto il mondo.
Se dico JP BARI, molti non lo sanno, ma è una società di servizi che opera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-462" title="vino desmorosso" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//vino-desmorosso.jpg" alt="vino desmorosso" width="420" height="120" /></p>
<p>Se dico <strong>Ducati</strong>, tutti pensano al rosso della moto che vince un campionato mondiale GP, ad una storica azienda che si è trasformata passando dalla produzione di componenti per radio a un brand di moto conosciuto in tutto il mondo.<br />
Se dico <strong>JP BARI</strong>, molti non lo sanno, ma è una società di servizi che opera anche nel settore della ristorazione. Nata dalla creatività di Paolo Bari, titolare di un’importante realtà del panorama gastronomico non solo nel vicentino ma di tutto il nord Italia, e punto di partenza per escursioni sui <strong>Colli Berici</strong> e le <strong>Ville Palladiane</strong>.<br />
Se dico <strong>Le Pignole</strong>, parlo di un’azienda vinicola il cui proprietario è Paolo Padrin.<br />
Vi state chiedendo se sono pazza? No!</p>
<p>Avete mai sentito parlare di <em>Dynamic Ducati Driving</em>?<br />
Cos’è? E’ l’idea che nasce dalla collaborazione e dalla esperienza della <strong>Ducati</strong> e della <strong>JPBARI</strong>: significa salire in sella ad una Ducati insieme a guide esperte e scalare i passi delle Dolomiti, esplorare il Veneto, senza rinunciare al comfort degli alberghi. I tour sono organizzati nei minimi dettagli e prevedono la presenza di una guida in grado di dare suggerimenti per migliorare le capacità di guida delle vostre moto Ducati, e di una moto di assistenza e appoggio per ogni gruppo di quattro partecipanti.</p>
<p><img title="desmorosso 2006" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//desmorosso2006.jpg" alt="desmorosso 2006" width="157" height="342" align="left" />Ma l’azienda vinicola che ruolo ha in tutto questo?<br />
In stretta collaborazione con le aziende sopra citate.<br />
Ha dato vita al <strong>Desmorosso</strong>, operazione di licensing che trova terreno fertile nelle gite fuoriporta in moto e apre un nuovo orizzonte nel settore vitivinicolo con un vino rosso (che prende il nome dalla stessa operazione).<br />
Il <a href="http://www.desmorosso.com/prodotti/Desmorosso_2006/" target="_blank">Desmorosso 2006</a> è un vino ricavato per il 70% da uve di Cabernet Sauvignon, il 20% di Merlot e il 10% di Carmenère. Dal colore rosso granato intenso, si esprime attraverso note di frutti di bosco con delicate sfumature di spezie dolci. Equilibrato, con tannini dolci ed avvolgenti, di grande struttura, persistente al retrogusto richiama le note fruttate e speziate olfattive.</p>
<p>E per un vino di tal carattere non potevano che esserci due “padrini” d’eccezione, <strong>Domenico Dolce</strong> e <strong>Stefano Gabbana</strong>, che hanno ospitato la presentazione del vino alla stampa, lo scorso giugno al <a href="http://www.dolcegabbanagold.it/" target="_blank">Gold</a>, il primo <em>concept restaurant</em> italiano ideato dai due stilisti in linea con il loro ideale di moda, fashion, glamour!<br />
Per una come me che ama i vini bianchi l’esperienza Desmorosso è stata comunque soddisfacente!</p>


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		<title>La birra caduta dallo spazio</title>
		<link>http://www.drinkadrink.com/la-birra-caduta-dallo-spazio/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 14:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
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Sarà il caso che vi ridimensioniate. Sì, proprio voi sbruffoni, voi signor-tutto-so, voi che proclamate a destra e a manca di averle provate tutte. Voi che prendete l&#8217;aperitivo da Dale DeGroff; voi che avete degustato chissà quanti vini da vitigni italici dell&#8217;era pre-fillossera; voi che fermentate la vostra birra secondo il metodo originale degli antichi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.drinkadrink.com/wp-content//spacebeer2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-365" title="spacebeer1" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//spacebeer1.jpg" alt="" width="420" height="151" /></a></p>
<p>Sarà il caso che vi ridimensioniate. Sì, proprio voi sbruffoni, voi signor-tutto-so, voi che proclamate a destra e a manca di averle provate tutte. Voi che prendete l&#8217;aperitivo da Dale DeGroff; voi che avete degustato chissà quanti vini da vitigni italici dell&#8217;era pre-fillossera; voi che fermentate la vostra birra secondo il metodo originale degli antichi egizi. Proprio voi: questa non l&#8217;avete assaggiata, non ancora, e forse mai lo farete. Non sarà semplice, in effetti, essere tra i pochi fortunati che a Capodanno potranno farsi scendere giù per il gargarozzo la più incredibile delle bevande: una birra venuta direttamente dallo spazio!</p>
<p>Rassegnatevi. I 60 fortunati che potranno godere di questa esperienza astrale sono già stati designati da Sapporo, il noto marchio giapponese che produce birra e altri alcolici in ogni parte del mondo e oltre. Sì, oltre, perché l&#8217;ultima frontiera del brewing è aldilà dell&#8217;atmosfera terrestre. E quei satanassi dei giapponesi, in collaborazione con l&#8217;Accademia russa di scienze, sono riusciti a produrre una birra con orzo coltivato su una stazione orbitante. Non in Minnesota, né a Stalingrado: nello spazio siderale!</p>
<p>Si chiama  <strong>Sapporo Space Barley</strong> ed è esattamente uguale alla birra terrestre: forse questo vi stupisce, ma per chi come me crede nella vita extraterrestre e nella sacralità del bere non c&#8217;erano dubbi che l&#8217;unico elemento che devono avere in comune tutti gli universi è l&#8217;alcool. E questo risultato ne è la riprova.<br />
Dovevano essere 630 in tutto i litri di birra portati a fermentazione completa, ma pare che la stagione lassù non sia stata delle migliori, e per quest&#8217;anno dovremo accontentarci di soli 100 litri. Magari da accompagnare a stuzzichini preparati con gli altri (pochi) ortaggi che per ora è riuscito agli astronauti di far crescere in orbita: piselli, lattuga e frumento.</p>
<p>Voi probabilmente non sarete interessati a tutto ciò. Voi magari avrete una visione zen della vita. Voi magari stapperete il vostro Bourgogne Chambolle del 1923 a Capodanno. Ma io no.<br />
Io a Capodanno alzerò il boccale al cielo e mi sentirò parte del tutto.<br />
Perché ora so per certo che lassù, da qualche parte, qualcuno si sta ubriacando.</p>


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		<title>Come classificare (e scegliere) i cocktail</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 20:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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Ogni cocktail ha un suo perché: profumi, gusti e colori sono il risultato di particolari combinazioni di ingredienti, tra loro uniti in modo unico, basti pensare che è sufficiente miscelare anziché shakerare per dare al drink un gusto profondamente diverso. Nonostante queste particolari varianti in gioco, è possibile seguire dei criteri che ci potranno aiutare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//tipi-cocktail.jpg" alt="tipi di cocktail" /></p>
<p>Ogni cocktail ha un suo perché: profumi, gusti e colori sono il risultato di particolari combinazioni di ingredienti, tra loro uniti in modo <span style="text-decoration: underline;">unico</span>, basti pensare che è sufficiente <strong>miscelare</strong> anziché <strong>shakerare</strong> per dare al drink un gusto profondamente diverso. Nonostante queste particolari varianti in gioco, è possibile seguire dei criteri che ci potranno aiutare nella classificazione e nella <strong>scelta del cocktail</strong>.</p>
<p>Una prima <strong>classificazione dei cocktail</strong> può essere fatta in funzione della capacità in termini di <strong>contenuto alcolico</strong>.<br />
Avremo così i <strong>Long Drink</strong>, con una capacità che va da 13 a 20 cl con parte analcolica che prevale su quella alcolica, i <strong>Medium Drink</strong>, da 10 a 13 cl e parte alcolica prevalente su quella analcolica, e infine gli <strong>Short Drink</strong>, con una capacità fino a 7 cl e spesso caratterizzati dalla presenza della sola parte alcolica.</p>
<p>Un&#8217;altra metodologia per <strong>classificare i cocktail</strong> è rispondente alle <strong>fasce orarie</strong> in cui viene consumato.<br />
Avremo quindi i <strong>Pre Dinner</strong>, ovvero drink adatti a stimolare l&#8217;appetito, tipici dunque da aperitivo: cocktail secchi o effervescenti con retrogusto amaro, la cui gradazione alcolica può comunque variare sensibilemnte in funzione dell&#8217;impiego di distillati o spumanti per la loro preparazione.<br />
Gli <strong>After Dinner</strong> hanno spesso funzione digestiva: bevande concepite come finale <em>morido</em> di un pasto o comunque come drink serale. Generalmente sono a base di distillati invecchiati, uniti a liquori o creme, panna o caffé.<br />
Gli <strong>Anytime</strong> sono invece dei long drink dissetanti che ben si adattano ad essere bevuti ad ogni ora, solitamente a basso contenuto alcolico, che ben si prestano ad essere decorati in maniera fantasiosa, con frutta o altro.</p>
<p>Un altro criterio in base al quale possiamo <strong>classificare i cocktail</strong> è rappresentato dalla <strong>metodologia di preparazione o di presentazione</strong>.<br />
Ad esempio avremo gli <strong>Sparkling</strong>, a base di spumante o champagne, o i <strong>Dark Drink</strong>, a base di caffé.<br />
In base al criterio più correlato alla presentazione del cocktail, possiamo parlare di <strong>Exotic</strong>, ovvero i cocktail preparati direttamente nel frutto (ne abbiamo parlato in occasione dei <a title="exotic at home" href="http://www.drinkadrink.com/come-preparare-un-aperitivo-a-casa-appetizer-at-home-last-side-the-drinks/">cocktail da preparare a casa</a>) o di <strong>Crusta</strong>, cocktail serviti con il bordo del bicchiere brinato.<br />
Per rimanere più fedeli ad una classificazione dei cocktail in funzione della loro preparazione, possiamo parlare di <strong>Shake &amp; Strain</strong> nel caso di drink preparati nello shaker e filtrati nel bicchiere, di <strong>Mix &amp; Pour</strong> per i preparati nel mixing glass e poi versati nel bicchiere con ghiaccio, o di <strong>Stir &amp; Strain</strong> nel caso di cocktail preparati anch&#8217;essi nel mixing glass, stavolta con ghiaccio, e successivamente filtrati nel bicchiere raffreddato. I <strong>Frozen</strong> sono invece quei cocktail preparati con il blender, dove vengono frullati con ghiaccio e successivamente versati nel bicchiere.</p>
<p>Altre <strong>classificazioni dei cocktail</strong> possono essere fatte in funzione della <strong>temperatura</strong> e della loro <strong>struttura</strong>.<br />
Nonostante i cocktail siano di norma serviti freddi, esistono comunque gli <strong>Hot Drink</strong> che invece devono essere serviti caldi, come i <em>Grog</em> o i <em>Punch</em>, bevanda della quale abbiamo già parlato con <a title="il punch del caffé la perla" href="http://www.drinkadrink.com/una-chiaccherata-su-locali-dove-bere-e-cocktail-con-manuele-e-fabio-gelsi/">Fabio Gelsi</a>.<br />
La classificazione in funzione della struttura è forse quella più comune: spesso ci viene proposta dal barman quando gli chiediamo il classico &#8220;aperitivo della casa&#8221;; in base agli ingredienti e alla quantità di zuccheri avremo infatti cocktail molto secchi, secchi, morbidi o dolci.</p>
<p>Detto questo, se volete bervi un <a title="come preparare un negroni" href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-negroni/">Negroni</a> come Pre Dinner o la quantità del vostro Jack Daniel&#8217;s mattutino supera di gran lunga i 7 cl, vi assicuro che i fondatori di <strong>Drink a Drink</strong> non si scandalizzeranno. Affatto.</p>


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