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	<title>Drink a Drink &#187; sideways</title>
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		<title>Il Mercato della Birra, negli Stati Uniti e nel Mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Se pensate che il mercato mondiale della birra sia caratterizzato da grande numero di marche di birre&#8230; beh, vi state sbagliando. Questa interessante infografica, che esclude le birre analcoliche e naturalmente non può prendere in considerazione le piccole produzioni artigianali, spesso conosciute solo a livello locale, ci danno una panoramica di quello che è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1010" title="mercato birra" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content/uploads/2012/01/mercato-birra2.jpg" alt="mercato birra" width="420" height="100" /></p>
<p>Se pensate che <strong>il mercato mondiale della birra</strong> sia caratterizzato da grande numero di marche di birre&#8230; beh, <strong>vi state sbagliando</strong>.<br />
Questa interessante infografica, che esclude le birre analcoliche e naturalmente non può prendere in considerazione le piccole produzioni artigianali, spesso conosciute solo a livello locale, ci danno una panoramica di quello che è il panorama ed il mercato della birra venduta negli Stati Uniti, dalla quale è evidente che l&#8217;industria della birra, invece, è dominato da un numero relativamente piccolo di imprese.<span id="more-1006"></span></p>
<p><a href="https://www.msu.edu/~howardp/beerownership.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1007" title="mercato birra" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content/uploads/2012/01/mercato-birra.jpg" alt="mercato birra" width="420" height="424" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A parte queste informazioni relative al mercato USA, sappiate che <strong>AB InBev</strong>, <strong>MillerCoors</strong>, <strong>Heineken</strong> (con sede in Olanda) e <strong>Carlsberg</strong> (con sede in Danimarca) detengono circa i due terzi del business della birra a livello mondiale.</p>
<p>Altri interessanti dati sono disponibili sul sito dell&#8217;<strong>Università del Michigan</strong>, grazie allo <a href="https://www.msu.edu/~howardp/beer.html" target="_blank">studio condotto da Philip H. Howard</a>.</p>
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		<title>Poco ghiaccio, please!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 08:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[sideways]]></category>
		<category><![CDATA[coca cola]]></category>
		<category><![CDATA[cuba libre]]></category>
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		<category><![CDATA[gin tonic]]></category>

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		<description><![CDATA[Agli addetti ai lavori viene sempre un sorriso malinconico al sentirsi dire questa frase alla richiesta di un cocktail, nell&#8217;immaginario del barman professionista, l’immagine chiara di due cubetti di ghiaccio che nuotano nel Gin Tonic stile libero, sciogliendosi velocemente mentre la fettina di limone stile rana che sguazza attorno alle cannucce. Quando si parla del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-976" title="cocktail ghiaccio" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content/uploads/2011/09/cocktail-ghiaccio.jpg" alt="ghiaccio cocktail" width="420" height="130" />Agli addetti ai lavori viene sempre un sorriso malinconico al sentirsi dire questa frase alla richiesta di un <a title="Cocktail: Ricette e Consigli" href="http://www.mixstory.it/cocktails/cocktails-iba">cocktail</a>, nell&#8217;immaginario del barman professionista, l’immagine chiara di due cubetti di ghiaccio che nuotano nel Gin Tonic stile libero, sciogliendosi velocemente mentre la fettina di limone stile rana che sguazza attorno alle cannucce.<br />
Quando si parla del <strong>ghiaccio nei cocktail</strong>, vi sono due differenze sostanziali tra chi li shakera con diligenza e chi li beve sempre con titubanza di essere ingannato dal barista di turno.<span id="more-971"></span></p>
<p>In effetti spesso mi ritrovo a bere in compagnia di <em>non addetti ai lavori</em> e ad ogni occasione viene espressa la stessa idea <span style="text-decoration: underline;">completamente errata</span> che più ghiaccio inserisce un barman nel mio drink meno liquido o alcool ottengo, e di conseguenza posso bere.</p>
<p>Tento di spiegare alcuni concetti, che sono intrascendibili da entrambi le parti per poter fare/bere <strong>un drink di qualità</strong>.<br />
Per semplificare la spiegazione ricorro sempre a questo esempio che, con soddisfazione, fa cambiare per lo meno il punto di vista, altamente negativo, sul ghiaccio ai miei clienti.</p>
<p>Immagina di avere un bicchiere di grossa capienza e di versarci una Coca Cola a temperatura ambiente. Poi aggiungi due cubetti di ghiaccio. Aspetta trenta secondi e poi bevi&#8230; che cosa hai bevuto? La risposta è unanime. <strong>Una Coca Cola annacquata</strong>!</p>
<p>Nessun dubbio? Immagina ora di colmare lo stesso bicchiere di ghiaccio cristallino e poi di versarci una Coca Cola. Aspetta 30 secondi e poi bevi&#8230; che cosa stai bevendo? Molti risponderebbero <strong>una Coca Cola fredda</strong>!<br />
E dopo 3 minuti?&#8230; <strong>una Coca ghiacciata</strong>&#8230; e dopo 5&#8230; lo stesso, probabilmente.</p>
<p>Riassumendo, sostituiamo il nome &#8220;Coca Cola&#8221; con il nostro cocktail preferito: ti piace il <a title="ricetta cuba libre" href="http://www.drinkadrink.com/cuba-libre/">Cuba Libre</a>? Preferisci un gusto più secco come il <a title="ricetta gin tonic" href="http://www.drinkadrink.com/gin-tonic-cocktail/">Gin Tonic</a>, o semplicemente ti stai preparando alla cena con un bell&#8217;aperitivo e ordini il tuo tanto desiderato <a title="ricetta americano" href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-americano/">Americano</a>?</p>
<p>A voi la scelta se berlo <em><strong>ghiacciato</strong></em> o <em><strong>annacquato</strong></em>!</p>
<p>P.S.: è idea sbagliata pensare che il ghiaccio vada sostituito con alcool nella preparazione del cocktail o drink. Le dosi e misure rimangono invariate, si tratti di preparalo con un cubetto o con venti.</p>
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		<title>Il Rosolio, il liquore del passato</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 11:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
				<category><![CDATA[sideways]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rosolio è un liquore dalle origini molto antiche, in parte dimenticato ma che, in questi ultimi anni, si sta cercando di rivalorizzare per recuperare questa antica tradizione. La nascita del rosolio risale al periodo che va tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700, grazie alla disponibilità nei mercati di zucchero adeguatamente raffinato: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-965" title="rosolio" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//rosolio1.jpg" alt="rosolio" width="420" height="291" /><br />
Il <strong>rosolio</strong> è un liquore dalle origini molto antiche, in parte dimenticato ma che, in questi ultimi anni, si sta cercando di rivalorizzare per recuperare questa antica tradizione.<br />
La nascita del rosolio risale al periodo che va tra la <strong>fine del ‘600 e l’inizio del ‘700</strong>, grazie alla disponibilità nei mercati di zucchero adeguatamente raffinato: non a caso, viene spesso definito <strong>“liquore del passato”</strong>.<span id="more-958"></span></p>
<p>Il suo nome nasce da <em>ros solis</em>, che significa “rugiada del sole” e, come molte altre essenze, anche il rosolio nasce nei conventi, quando le suore ponevano a macerare in alcool i petali di rosa, ottenendo, in questo modo, un <strong>liquore dall’aroma intenso ma delicato</strong>.<br />
Le suore, poi, usavano servire questo meraviglioso prodotto agli ospiti importanti del convento.</p>
<p>Negli ultimi decenni il rosolio è uscito dai conventi per essere utilizzato in occasione di &#8220;feste comandate&#8221; e, soprattutto, come brindisi augurale nelle festività familiari, come battesimi, fidanzamenti e, soprattutto, durante le feste di matrimonio: in queste ricorrenza, infatti, la tradizione vuole che venga offerto un bicchiere di rosolio agli sposi novelli per augurare loro un matrimonio sereno, prospero e duraturo.<br />
Oggi <strong>il rosolio è diventato uno dei liquori più amati</strong>, soprattutto dalle donne, per la sua piacevolezza, la sua aromaticità ed il suo grado alcolico moderato, che lo rende piacevole per qualsiasi palato.<br />
Inoltre, oggi è possibile trovare in commercio non solo il rosolio originale, derivante dall’infusione alcolica di petali di rosa, ma anche altri tipi di rosoli alla cui base ci sono frutti speciali ed erbe aromatiche come rosmarino, alloro, menta, finocchio e tanti altri.</p>
<p>Noi abbiamo avuto la fortuna di assaporare alcune <a href="http://www.saporideisassi.it/search.php?orderway=desc&amp;search_query=rosolio&amp;submit_search=Cerca" target="_blank">varietà di rosolio</a> commercializzato da <em><strong>Sapori dei Sassi</strong></em>, e-commerce specializzato nella vendita di prodotti tipici del Sud Italia, particolarmente attento nella selezione dei prodotti in vendita.<br />
Qual è il miglio rosolio per il periodo estivo?<br />
Natualmente dovrebbe essere il gusto personale a dettar legge, ma a nostro avviso il <a href="http://www.saporideisassi.it/40-rosolio-di-mente-selvatiche-di-murgia.html" target="_blank">rosolio alla menta</a> merita una particolare menzione, da servire ben freddo, pur non disdegnando gli <em>accostamenti autunno/invernali</em>: dicono che sia eccellente come liquore da bere con dell&#8217;ottimo cioccolato fondente.<br />
Ci siamo già riproposti una <em>tasting session</em> nei mesi meno caldi: rosolio pugliese nella mano destra e <a href="http://www.amedei.com/jspamedei/index.jsp?lang=it">cioccolato Amedei</a>, toscanissimo, nella sinistra.</p>
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		<title>&#8220;ES&#8221; 2008, un Primitivo di Manduria veramente DOC</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 13:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vini da aperitivo]]></category>
		<category><![CDATA[vini pugliesi]]></category>
		<category><![CDATA[vini rossi]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è abitudine di Drink a Drink trattare in maniera troppo approfondita di tematiche correlate ai vini; lo facciamo assai di rado: i nostri palati, per niente fini, solitamente si attardano su cocktail di varia natura e aperitivi non meglio identificati, oltre al fatto che, sul web, ci sono fior fiore di blogger dediti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-936 aligncenter" title="Primitivo di Manduria &quot;ES&quot;" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Primitivo-Manduria-ES.jpg" alt="Primitivo di Manduria" width="420" height="130" />Non è abitudine di <strong>Drink a Drink</strong> trattare in maniera troppo approfondita di tematiche correlate ai vini; lo facciamo assai di rado: i nostri palati, per niente fini, solitamente si attardano su <strong>cocktail</strong> di varia natura e <strong>aperitivi</strong> non meglio identificati, oltre al fatto che, sul web, ci sono fior fiore di blogger dediti a pippe enogastronomiche dedicate in maniera specifica ai vini.<br />
Ma l&#8217;usanza di bere del vino come aperitivo è in forte aumento nel nostro <em>Bel Paese</em> e quindi, con il supporto di <strong>Giuseppe Carlucci</strong>, blogger di <a href="http://vinicolamente.blogspot.com/" target="_blank">Vinicolamente</a>, cercheremo di darvi un nostro punto di vista anche su alcune tematiche correlate al mondo dei vini, in maniera particolare per quanto riguarda i <strong>vini adatti ad essere bevuti all&#8217;aperitivo</strong> (o <em>vini da aperitivo</em>).<span id="more-932"></span></p>
<p>Questo di cui ci apprestiamo a parlarvi non è  un &#8220;vino da aperitivo&#8221; (!), ma è di così <span style="text-decoration: underline;">notevole qualità</span> da meritare sicuramente la vostra attenzione.<br />
A Taranto, dalla smodata passione per la viticoltura nasce il più grande Primitivo di Manduria doc, molto<strong> probabilmente il più grande Primitivo italiano</strong>.<br />
Il <strong>Primitivo</strong>, insieme al <strong>Negroamaro</strong> è, certamente, uno dei pilastri della viticultura pugliese: antico vitigno coltivato essenzialmente in Puglia, ha trovato il suo microclima ideale nella zona di Manduria (TA) e Gioia del Colle (BA), le uniche zone che possono fregiarsi della <strong>Denominazione di Origine Controllata per i vini a base Primitivo</strong>.<br />
Quello di cui parliamo oggi,<strong> &#8220;ES&#8221; 2008 dell&#8217;azienda di Gianfranco Fino</strong> è il frutto di un vigneto di oltre 50 anni di età, impianto ad alberello ed un clone particolare di Primitivo, un clone a bassa resa quantitativa sostituito col passare degli anni con cloni più produttivi. Nessuna irrigazione, nè concimazione, inerbimento dei filari su cui il buon Gianfranco Fino applica forti diradamenti, per far sì che le viti si concentrino a dare il meglio di sè sui pochi grappoli rimasti sulle piante.</p>
<p>La vendemmia avviene dopo un leggero appassimento delle uve, in cantina dopo pigiatura soffice, il mosto viene fatto fermentare con i soli lieviti autoctoni (quelli portati dal vento sull&#8217;uva) a temperatura controllata e a contatto con le bucce per 4 settimane. Il vino, riposa in barrique di rovere francese per un anno, parte in barriques nuove, parte di secondo e terzo passaggio.<br />
L&#8217;imbottigliamento avviene senza che il vino subisca alcun processo, nè di chiarifica, nè di filtrazione. Dopo almeno 8 mesi dall&#8217;imbottigliamento, &#8220;ES&#8221; potrà essere finalmente commercializzato.</p>
<p>Dal colore rubino impenetrabile, eleganti profumi speziati e di frutta rossa matura avvolgono l&#8217;olfatto, fiori, cacao, tabacco e frutta sciroppata. In bocca è velluto liquido, succoso, tanta materia perfettamente armonica, elegante e allo stesso tempo concentrato. Il <a href="http://www.saporideisassi.it/319-es-primitivo-di-manduria.html" target="_blank">Primitivo &#8220;ES&#8221; 2008 di Gianfranco Fino</a> sbalordisce per complessità ed eleganza, un primitivo che incanta, dolce e suadente, un primitivo che emoziona.</p>
<p>Il <strong>Primitivo di Manduria &#8220;ES&#8221; 2008 Gianfranco Fino</strong> può essere acquistato online su <a href="http://www.saporideisassi.it/" target="_blank">Sapori dei Sassi</a>.</p>
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		<title>Cantine Morea, l&#8217;Aglianico con le spalle larghe</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 15:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[sideways]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Una produzione di tutto rispetto dal Vulture, patria dell'Aglianico, orgoglio vinicolo della Basilicata e del Mediterraneo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-867" title="Cantine-Morea" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Cantine-Morea.jpg" alt="Cantine-Morea" width="420" height="268" /></p>
<p>A ridosso dell&#8217;<a href="http://www.drinkadrink.com/vinitaly-2010/">ultima edizione di Vinitaly</a> ho avuto occasione di conoscere i vini <strong>Morea</strong>, una cantina della mia regione d&#8217;origine, la Basilicata. La zona di produzione è il bel Vulture; il vitigno l&#8217;Aglianico, in crescita di consensi ma non ancora abbastanza celebrato rispetto al suo grande valore.</p>
<p><span id="more-866"></span>A favorire la conoscenza delle Cantine Morea è stata una curiosa coincidenza: il contitolare dell&#8217;azienda assieme a <strong>Pasquale Vasca</strong> si chiama infatti <strong>Gianni Morena</strong>, proprio come mio padre. Ed è stato proprio mio padre a segnalarmi questa coincidenza e i vini Morea, che devono questo nome all&#8217;antico scalo portuense da cui i primi albanesi partivano alla volta di Maschito, dove il vino viene prodotto.<br />
Sono cinque le selezioni che attualmente Morea propone.<br />
Tre rossi a denominazione di origine controllata:</p>
<ul>
<li><strong>Soprano</strong>: affinato in rovere per tre anni, è un 14% rosso rubino, dal gusto deciso, corposo e prolungato. È la bottiglia ammiraglia delle Cantine, un vino frutto di un&#8217;estrema selezione tra i circa 250 quintali d&#8217;uva prodotta.</li>
<li><strong>Essenza</strong>: due anni in rovere, è un vino maturo con sentori balsamici e speziati, note di vaniglia e un bel corpo, proveniente da vitigni autoctoni della ricca terra che fu di Federico II.</li>
<li><strong>Solagna</strong>: è il vino base, un buon 14%, affinato in legno e poi acciaio. Deciso e gradevole, con un rapporto qualità prezzo davvero ottimo.</li>
</ul>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-868" title="Botti-Morea" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//Botti-Morea.jpg" alt="Botti-Morea" width="212" height="380" align="left" />C&#8217;è poi <strong>Casale del Vulture</strong>, un IGT di tutto rispetto, e infine <strong>Reale</strong>, un moscato bianco di Trani fortemente voluto da Vasca e Morena, che ne sono autentici appassionati. Un perfetto vino da dessert dal colore giallo intenso con riflessi dorati, vellutato ma ben strutturato.</p>
<p>Fatta più per caso che per volontà, questa conoscenza è stata una piacevole sorpresa. Ho sempre decantato le qualità dell&#8217;Aglianico tra i miei conoscenti, e ho sempre pensato che con una poderosa azione di marketing questo vino arriverebbe a grandi traguardi. I vini Morea sono decisamente sulla strada giusta, e sono motivo di orgoglio per una produzione vinicola – quella lucana – in continua crescita. E, soprattutto, sono stati protagonisti di un&#8217;indimenticabile cena a casa mia, sponsorizzata sul fronte alcolico per l&#8217;ennesima volta da Gianni Morena. Ma non mio padre, stavolta: un altro Gianni Morena&#8230;</p>
<p>Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.cantinemorea.it" target="_blank"> www.cantinemorea.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Capodanno in sicurezza col safety driver</title>
		<link>http://www.drinkadrink.com/capodanno-in-sicurezza-col-safety-driver/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=capodanno-in-sicurezza-col-safety-driver</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 11:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[sideways]]></category>
		<category><![CDATA[brindisi]]></category>
		<category><![CDATA[capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[capodanno 2009]]></category>
		<category><![CDATA[guida in stato di ebbrezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno stiamo per raggiungere la meta: il fatidico brindisi di Capodanno! Sarà Champagne, per ben presagire, o Brachetto, per rovinarsi il palato, o calimocho, per combattere la crisi, poco importa. L&#8217;unica cosa certa è che l&#8217;alcool scorrerà a cascata nei bicchieri di mezzo mondo, per salutare il nuovo anno e mandar via a pedate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-813" title="brindisi" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//brindisi.jpg" alt="brindisi" width="420" height="200" /></p>
<p>Anche quest&#8217;anno stiamo per raggiungere la meta: il fatidico brindisi di Capodanno!</p>
<p>Sarà Champagne, per ben presagire, o Brachetto, per rovinarsi il palato, o calimocho, per combattere la crisi, poco importa. L&#8217;unica cosa certa è che l&#8217;alcool scorrerà a cascata nei bicchieri di mezzo mondo, per salutare il nuovo anno e mandar via a pedate quello vecchio. <span id="more-811"></span>Mamme e puritani ci stanno già marcando stretto, con i loro sacrosanti consigli di non bere, di non fumare, di non fare tardi, di evitare le piazze troppo affollate, di stare fermi, di non respirare. Ma noi dobbiamo essere saldi nella difesa del nostro diritto di devastarci, almeno a Capodanno.</p>
<p>Ma c&#8217;è un ma. Conosciamo bene le <a href="http://www.drinkadrink.com/alcool-demonizzare-o-responsabilizzare/">leggi riguardo alla guida in stato di ebbrezza</a>, aspre come il vino andato a male, e quei pochi di noi che ancora ce l&#8217;hanno vorrebbero continuare ad avere la patente anche nel 2010. Va anche detto che, aldilà dei divieti di Stato, a Capodanno può capitare di esondare il calice e di perdere davvero la capacità di guidare con coscienza la propria automobile, cosa indiscutibilmente da evitare. E qui siamo al punto.</p>
<p>Già da qualche mese qualche anima pia (e col fiuto per gli affari) ha dato vita ad un servizio molto utile, che potrebbe risultare addirittura salvifico a Capodanno. È un servizio che si è diffuso un po&#8217; ovunque nella penisola, e magari vi sarà già passato per le mani qualche volantino che reclamizza qualcuno dei cosiddetti <strong>Safety driver</strong>: se hai bevuto troppo, basta chiamare un numero di telefono e, in men che non si dica, una task force di soccorritori viene a prenderti, guidano la tua macchina fino a casa tua, ti mollano al portone, gli sganci qualche euro e se ne vanno via avvolti da un&#8217;aura mistica.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-812" href="http://www.drinkadrink.com/capodanno-in-sicurezza-col-safety-driver/logo_drinkedrive/"><img class="alignleft size-full wp-image-812" title="logo_drinkedrive" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//logo_drinkedrive.jpg" alt="logo_drinkedrive" width="294" height="248" align="left"/></a>È di Roma il primo servizio patrocinato dalle istituzioni, creato da <a href="http://www.togaproject.com/" target="_blank">Toga Project</a> di Vanni Tortoli e Sergio Gandolfi, e si chiama semplicemente <strong>Safety driver</strong>. Il driver agisce con un mezzo incredibile: ti raggiunge infatti con una mini-moto pieghevole che sta nel baule della tua vettura, e con quella riparte a missione compiuta. 20 euro entro il raccordo anulare, un piccolo extra per tratte più lunghe. Per l&#8217;imminente Capodanno, Toga project sarà mobility partner di <strong>European Countdown 2010</strong>. Il servizio sarà infatti gratuito, previa prenotazione, per tutti gli avventori del mega party che si terrà al Palazzo dei Congressi di Roma.</p>
<p>L&#8217;iniziativa ha avuto un enorme successo, e in breve è stata esportata anche a Milano. Per usufruirne, numero verde 800 589 263.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, porto sempre nel portafogli il volantino di <a href="http://www.tubeviioguido.it/" target="_blank">Drink &amp; Drive: tu bevi, io guido</a>, il servizio affine fornito su Firenze e dintorni da Daniel Bandelli e Alessio Bentivegna (377.1921014 – 334.2007944).</p>
<p>Stesso sistema a Torino ad opera di <a href="http://www.yoyo-torino.it/" target="_blank">Yo-Yo</a>, con tariffe più basse, e a Verona con gli <strong>Angel Pilots</strong>.</p>
<p>Non ho fatto un censimento esaustivo di tutta Italia, ma invito i vari gestori di servizi affini a postare nei commenti i dettagli e i recapiti delle loro attività.</p>
<p>Io vado a lavare i tappetini della macchina: quest&#8217;anno non ci vomiterò, lo giuro. Dimenticavo: Auguri!</p>
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		<title>Cocktail, aperitivi e&#8230; applicazioni iPhone</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 11:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inutile parlare dell&#8217;iPhone, gadgetelefonoggetto di moda e fenomeno di costume, tanto inutile quanto insostituibile una volta che si è avuto il coraggio di provarlo per più di un paio di giorni. Forse per chi ci legge può essere utile sapere che l&#8217;iPhone può essere utilizzato anche per preparare un cocktial (beh, non per berlo come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-664" title="drink-iphone" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//drink-iphone.jpg" alt="drink-iphone" width="420" height="220" /><br />
Inutile parlare dell&#8217;<strong>iPhone</strong>, <em>gadgetelefonoggetto</em> di moda e fenomeno di costume, tanto inutile quanto insostituibile una volta che si è avuto il coraggio di provarlo per più di un paio di giorni.<br />
Forse per chi ci legge può essere utile sapere che l&#8217;iPhone può essere utilizzato anche per <strong>preparare un cocktial</strong> (beh, non per berlo come raffigurato nell&#8217;immagine qui sopra) grazie ad alcune applicazioni disponibili sull&#8217;<a href="http://www.apple.com/iphone/appstore/" target="_blank">App Store</a> che permettono di <strong>conoscere meglio il mondo dei cocktail</strong>.<span id="more-533"></span><br />
Le <strong>6 applicazioni iPhone dedicate ai cocktail</strong> che abbiamo provato sono:</p>
<ul>
<li><strong>Cocktails</strong>, della <a href="http://www.swiss-development.ch/cocktails/" target="_blank">Swiss-Development</a></li>
<li><strong>Drink Pro</strong>, della <a href="http://www.helmesinnovations.com/drinkproforiphone/" target="_blank">Helmes Innovations</a></li>
<li><strong>5800+ Drink &amp; Cocktail Recipes</strong>, della <a href="http://www.webworksapplications.com/" target="_blank">Webworks and Applications Inc</a></li>
<li><strong>Cocktails+</strong>, della <a href="http://blog.skorpiostech.com/2008/07/10/cocktails-10-for-the-iphone/" target="_blank">Skorpiostech Inc</a></li>
<li><strong>iMartini</strong>, della <a href="http://www.digitalvanilla.com/" target="_blank">Digital Vanilla</a></li>
<li><strong>ShakeDrink</strong>, della <a href="http://i-shake.com/?news_id=10" target="_blank">iShake</a></li>
</ul>
<p>Teniamo a precisare che quelle sopra indicate non sono necessariamente le migliori <strong>applicazioni per iPhone dedicate al bartendering</strong> ma, semplicemente, sono quelle che abbiamo avuto voglia di provare o che ci hanno attratto per il design o per la descrizione presente sull&#8217;App Store.</p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-668" title="iphone-cocktails" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//iphone-cocktails.jpg" alt="iphone-cocktails" width="200" height="300" align="left" /></em><strong>Cocktails</strong><br />
Questa applicazione mette a vostra completa disposizione un vasto database di cocktail, dai più conosciuti ai più improbabili, corredato da dettagli sugli ingredienti, una descrizione di ogni singolo cocktail e dell&#8217;eventuale decorazione richiesta nonché dettagli fotografici ripresi dalle schede presenti su <a href="http://www.cocktaildreams.de" target="_blank">Cocktails &amp; Dreams</a>.<br />
Sono disponibili diverse tipologie di archiviazione dei vari cocktail, come &#8220;Top 10&#8243; e &#8220;Ultimi 10&#8243;, e una buona possibilità di personalizzazione in base ai propri cocktail preferiti, ma anche per &#8220;Gusto&#8221; e per &#8220;Umore&#8221;.<br />
Oltretutto questa applicazione è gratis!<br />
Dopo averla installata ricordatevi di accedere alle impostazioni del vostro iPhone e di modificarne la lingua o potrete goderne solo in tedesco!<br />
Almeno un paio i difetti: la traduzione non è certo impeccabile (certe volte è al limite dell&#8217;incomprensibile) e si collega al web per recuperare i dati dei vari cocktail, quindi occhio alla bolletta telefonica!</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-672" title="drinkpro" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//drinkpro.jpg" alt="drinkpro" width="200" height="300" align="left" />Drink Pro<br />
</strong>Questa applicazione non ha certo dotata di un look&amp;feel accattivante, ma la sezione &#8220;Bartendering info&#8221; offre tutta una serie di interessanti approfondimenti relativi al bartendering, attrezzatura e tecnica, alcuni consigli utili e anche uno strumento per calcolare la percentuale di alcol nel sangue in funzione di peso, sesso e numero di cocktail bevuti<strong>.<br />
</strong>Peccato che non sia altrettanto ben curata la parte di questa applicazione dedicata alle ricette dei vari drink, ma visto il costo &#8220;popolare&#8221; (appena 0,79 €) si può chiudere un occhio su questo aspetto.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-676" title="5800drinks" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//588drinks.jpg" alt="5800drinks" width="200" height="300" align="left" />5800+ Drink &amp; Cocktail Recipes<br />
</strong>Di questa applicazione abbiamo testato la sola versione free (la versione integrale, priva di annunci pubblicitari, ha un costo di 0,70 €). Si tratta di un&#8217;applicazione per iPhone orientata in modo particolare alle ricette per preparare i cocktail, ordinati in categorie e rintracciabili con il motore di ricerca. E&#8217; anche possibile inviare le varie ricette agli amici a mezzo e-mail e si possono editare o aggiungere nuovi ingredienti. C&#8217;è da dire che non si sprecano certo parole per descrivere le modalità di preparazione: giusto il minimo indispensabile per non fare un disastro<strong>.</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-681" title="cocktail+" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//cocktail1.jpg" alt="cocktail+" width="200" height="300" align="left" />Cocktails+<br />
</strong>Costa 2,39 €, ma c&#8217;è da dire che il database di cocktail a vostra disposizione, dotato di uno stile grafico che fa molto &#8220;old fashion&#8221;,  è veramente molto completo e fornisce molti approfondimenti ipertestuali in puro stile Wikipedia.<br />
E&#8217; inoltre possibile inviare le ricette a mezzo e-mail e condividerle su vari social network come <a href="http://twitter.com/drinkadrink" target="_blank">Twitter</a> o <a href="http://www.facebook.com/pages/Drink-a-Drink/85705583230" target="_blank">Facebook</a>.<br />
I drink presenti su Drink+ sono consigliati da barman e bartender del calibro di <strong>Jamie Boudreau</strong>, <strong>Dale DeGroff</strong> e <strong>Goncalo Monteiro</strong>, che hanno categorizzato i cocktail in base alla loro base alcolica, per tipologia, per gusto, per tag (personalizzabili dall&#8217;utente) e, naturalmente, per ordine alfabetico.<br />
Drinks+ è sicuramente <strong>una delle più complete applicazioni per iPhone dedicate ai cocktail</strong>.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-762" title="imartini" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//imartini.jpg" alt="imartini" width="200" height="300" align="left" />iMartini<br />
</strong>Leziosa quanto quasi inutile applicazione dedicata ai cocktail Martini: se da un lato la grafica implementata è gradevole modaiola grazie al sovraffollamento di musichine riptetute all&#8217;infinito, bellocci &amp; dannati e bonazze spaziali  (abbiamo inutilmente e reiteratamente capovolto su ognuno dei 4 lati di cui è dotato l&#8217;iPhone nel vano tentativo di far uscire Charlize Theron), è anche vero che il suo essere spudoratamente limitato ai soli cocktail realizzati con prodotti Martini e le scarse interattività e creatività offerte all&#8217;utente ne fanno, per forza di cose, una &#8220;seconda scelta&#8221;.<br />
Ma c&#8217;è da dire che:</p>
<ol>
<li>è gratis,</li>
<li>è gratis (al giorno d&#8217;oggi è un <em>plus</em> da ripetere almeno una volta),</li>
<li>fa tanto <em>cool</em> averla&#8230;</li>
</ol>
<p>Video e ricette dei cocktail preparati con i prodotti Martini ci sono (anche se sono veramente pochi), belle foto di Ellen Von Unwerth pure&#8230; che dire: provatela, male che vada potete sempre spazzarla via dal vostro iPhone dopo il terzo &#8220;Daiiiiii, che carinaaaaah!!!&#8221; strillato da una vostra amica presa a caso (porpio come abbiamo fatto noi).</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-765" title="shake-drink" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//shake-drink.jpg" alt="shake-drink" width="200" height="300" align="left" />ShakeDrink<br />
</strong>Quell&#8217;interattività che non avete trovato in iMartini, con ShakeDrinks la troverete moltiplicata all&#8217;ennesima potenza<strong>: </strong>vi trovate faccia a faccia con il barman e siete indecisi sul drink da ordinare? ShakeDrinks fa al caso vostro: forse i contenuti a vostra disposizione non sono il massimo e probabilmente nessuna bionda vi dirà mai &#8220;Daiiiiii, che carinaaaaah!!!&#8221;, ma volete mettere il gusto di shakerare il vostro iPhone, magari a partire da un ingrediente o da una categoria di alcolici da voi selezionati, per vedere uscire la proposta di una delle ricette disponibili?<br />
Ok, forse non è il massimo della vità ma con iMartini ha in comune ben due aspetti positivi: è gratis.</p>
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		<title>VINO: l’impero dei sensi! II Parte</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 21:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Ciampi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver parlato delle varie tipologie di vino e di come possiamo riconoscerle, passiamo ora a parlare di dove conservarlo e come servirlo! Che il vetro sia il materiale più usato per la conservazione del vino, pare  sia la diretta conseguenza del fatto che il vetro è l’unico materiale che ne conserva intatte tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-618" title="bottiglie" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//bottiglie.jpg" alt="bottiglie" width="420" height="220" /><br />
Dopo aver parlato delle varie <a href="http://www.drinkadrink.com/vino-l-impero-dei-sensi-i-parte/" target="_blank">tipologie di vino e di come possiamo riconoscerle</a>, passiamo ora a parlare di <strong>dove conservarlo</strong> e <strong>come servirlo</strong>!<br />
Che il vetro sia il materiale più usato per la conservazione del vino, pare  sia la diretta conseguenza del fatto che il vetro è l’unico materiale che ne conserva intatte tutte le caratteristiche. Ne consegue che <strong>per ogni vino c’è una bottiglia forgiata per contenerlo</strong>.<span id="more-615"></span></p>
<p>E cosi’ abbiamo ad esempio la <strong><em>Bordolese</em></strong>: bottiglia originaria della regione d Bordeaux, di forma cilindrica e con il collo corto, elegante e razionale, di colore bianco per l’imbottigliamento di vini rosati o rossi che vanno consumati giovani e per i bianchi. Di colore ambra invece per quei vini pregiati da lungo invecchiamento.</p>
<p><strong>La <em>Borgognona</em></strong>: di forma conica, non regolare e panciuta, di colore verde.</p>
<p><strong>La <em>Renana</em></strong>: recipiente tradizionale, di forma elegante e affusolata, usata soprattutto dai vignaioli delle sponde del Reno, è destinata ad ospitare vini bianchi privi di tartrati e di sali che si depositano sul fondo.</p>
<p><strong>La <em>Champagnotta</em></strong>: tipica bottiglia da Champagne, normalmente usata anche per vini spumanti. La sua forma ricorda in parte quella delle bottiglie borgognone ma è assai più rigonfia nella parte centrale. Di colore verde scuro, a meno che non sia destinata ad ospitare un “<em>blanc des blancs</em>”, è fabbricata in vetro dei più resistenti.<br />
La champagnotta è caratterizzata inoltre da un anello sporgente che circonda la base terminale del collo e che permette il fissaggio della gabbietta metallica.<br />
Va inoltre detto che troviamo questa bottiglia in varie grandezze: quella da un quarto, quella da mezzo litro, la normale, per poi passare alla <em>magnum</em> (equivalente di due bottiglie), la <em>double magnum</em> detto anche <em>Jéroboam</em> e che corrisponde a 4 bottiglie, la <em>Rhéoboam</em> a 6, la <em>Mathusalem</em> a 8, la <em>Salmanazar</em> dalla capacità di 12 bottiglie e, in ultimo, la <em>Nabucodonosor</em> con la capacità di 20 bottiglie.</p>
<p>Nel mio prossimo post, qualche indicazione sui <strong>bicchieri da utilizzare per il vino</strong>.</p>
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		<title>Thank God We&#8217;re Men</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 00:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con un po&#8217; di ritardo rispetto alla sua uscita, probabilmente anche a causa di una passione personale non così smodata nei confronti della birra, segnalo questa campagna pubblicitaria realizzata da McCann Erickson per la birra israeliana Goldstar, un&#8217;etichetta di proprietà della &#8220;Tempo Birra Industries&#8221; prodotta dal 1950 (sì, una birra certificata Casher): Thank God you’re [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-589" title="birra-goldstar" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//birra-goldstar.jpg" alt="birra-goldstar" width="420" height="212" /><br />
Con un po&#8217; di ritardo rispetto alla sua uscita, probabilmente anche a causa di una passione personale non così smodata nei confronti della birra, segnalo questa campagna pubblicitaria realizzata da <a href="http://www.mccann.com/" target="_blank">McCann Erickson</a> per la birra israeliana <strong>Goldstar</strong>, un&#8217;etichetta di proprietà della &#8220;Tempo Birra Industries&#8221; prodotta dal 1950 (sì, una birra <em>certificata Casher</em>): <strong>Thank God you’re a Man</strong>!</p>
<p>Che dire&#8230;<span id="more-576"></span></p>
<p><a href="http://www.drinkadrink.com/wp-content/goldstar-big.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-577" title="goldstar" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//goldstar.jpg" alt="goldstar" width="420" height="594" /></a></p>
<p>Mi auguro che la genialità di questa campagna pubblicitaria faccia passare in secondo piano il ritardo con il quale è stata riportata qui su <strong>Drink a Drink</strong>.</p>
<p>Le altre campagne sono disponibili <a href="http://www.drinkadrink.com/wp-content//goldstar2.jpg" target="_blank">QUI</a> e <a href="http://www.drinkadrink.com/wp-content//goldstar3.jpg" target="_blank">QUI</a>.<br />
Un grazie a Luca &#8220;Joebar&#8221; Marchetti per la segnalazione.</p>
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		<title>VINO: l&#8217;impero dei sensi! I Parte</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 20:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Ciampi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni impazza la wine-mania e la corsa alle iscrizioni ai vari corsi per sommelier che, vista la richiesta, hanno ancora costi abbastana alti. Allora perché non muovere i primi passi insieme per avvicinarci a questo inebriante mondo? Nel famoso trattato &#8220;Physiologie du Gout&#8221;, Brillant-Savarin scrive:  &#8220;Il bere può procurare un piacere vivissimo, tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-565" title="physiologie du gout" src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//physiologie-du-gout.jpg" alt="physiologie du gout" width="420" height="220" /></p>
<p>Negli ultimi anni impazza la <em>wine-mania</em> e la corsa alle iscrizioni ai vari corsi per sommelier che, vista la richiesta, hanno ancora costi abbastana alti. Allora perché non muovere i primi passi insieme per avvicinarci a questo inebriante mondo?<br />
Nel famoso trattato &#8220;Physiologie du Gout&#8221;, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anthelme_Brillat-Savarin" target="_blank">Brillant-Savarin</a> scrive:  &#8220;Il bere può procurare un piacere vivissimo, tutto l’apparato papillare ne gode: dalla punta della lingua alla profondità dello stomaco”.<span id="more-559"></span></p>
<p>Questa frase racchiude la filosofia del degustatore, che non si limita ad appagare la sensazione di bere ma va oltre.<br />
Va alla scoperta di tutta una gamma di caratteri di tipicità che ne conferiscono la qualità, del vino. Va detto, infatti, che il vino ha caratteristiche proprie che variano nella gamma dei <strong>colori</strong>, dei <strong>profumi</strong> e dei <strong>sapori</strong> e anche nel <strong>tenore alcolico</strong> che passa dai 10 gradi ai 18/22 gradi dei vini liquorosi. Anche nella composizione è molto complesso, si tratta infatti di una <strong>soluzione idroalcolica</strong> formata da sostanze contenute negli <strong>acini d’uva</strong>, <strong>tannini</strong> e <strong>sostanze coloranti</strong>, <strong>minerali</strong>, <strong>vitamine</strong> ed <strong>enzimi</strong>. E’ proprio per questo che dobbiamo avvalerci di <strong>4 dei nostri 5 sensi</strong> per una corretta degustazione.</p>
<p><strong>La vista</strong>: ci aiuta ad esaminare il colore del vino e le sue varie sfumature, la sua limpidezza.<br />
<strong>L’olfatto</strong>:ci da la possibilità di cogliere gli aromi caratteristici di un vitigno, il profumo fruttato, i sentori dell’uva moscata. Nei vini giovani si riscontrerà un odore vinoso molto pronunciato, mentre in quelli invecchiati si individuerà un bouquet nel quale possono distinguersi vari frutti come la mora, il lampone, o fiori come la vaniglia.<br />
<strong>Il gusto</strong>: ci permette di individuare la freschezza, l’armonia, l’equilibrio, la gusta corposità, la ricchezza dei sapori.<br />
<strong>Il tatto</strong>: la lingua (organo tattile) ci fornisce indicazioni sulla temperatura ma anche sulla corposità e untuosità del vino, sui sapori del vino e di come si determinano.</p>
<p>E&#8217; grazie alla lingua che riusciamo infatti a capire se un vino è:<br />
<strong>Secco</strong>: ossia quel vino in cui lo zucchero, nel corso della fermentazione, si è trasformato in alcol e che deve lasciare la bocca pulita e asciutta.<br />
<strong>Abboccato</strong>: vino che per un contenuto residuo di zuccheri naturali lascia una piacevole sensazione dolce.<br />
<strong>Rotondo</strong>: vino morbido per contenuti di zuccheri, di moderata acidità totale e ricco di glicerina.<br />
<strong>Spigoloso</strong>: è quel vino, che contrariamente al vino sucitato, è disarmonico per eccesso di tannini. Di solito succede con i vini rossi che non sono ancora giunti a completa maturazione.<br />
<strong>Amabile</strong>: è quel vino quasi dolce, grazie alla piccola quantità di zuccheri ancora indecomposti.<br />
<strong>Dolce</strong>: vino con grande quantità di zuccheri (dal 5% al 10%), destinato ai dessert e la sua dolcezza è istantaneamente avvertibile.</p>
<p>Ma come affermavo qualche riga più sù, il vino può presentare anche delle qualità negative come nei seguenti casi.<br />
<strong>Acerbo</strong>: soprattutto quando il vino è stato ottenuto da uve non arrivate a completa maturazione, oppure è troppo giovane e quindi acido.<br />
<strong>Acescente</strong>: ovvero quel vino che è stato alterato con una eccessiva quantità di acido acetico.<br />
<strong>Acido</strong>: è quel vino sano in cui però la quantità di acidi fissi è superiore ala media, ne consegue la necessità di un’ulteriore maturazione.<br />
<strong>Adulterato</strong>: perché addizionato con sostanze non consentite.<br />
<strong>Bruciato</strong>: sta ad indicare che la frutta è stata bruciata durante la cottura.<br />
<strong>Decrepito</strong>: è quel vino che, per il prolungato invecchiamento, ha perso colore, profumo e sapore.</p>
<p>Insomma, come diceva Ernest Hemingway &#8220;il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo&#8221;&#8230; perché privarsene?</p>
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