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	<title>Drink a Drink &#187; firenze</title>
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		<title>Ocafè, aperitivi con frutta di stagione a Firenze</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 23:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Contrariamente a quanto accade alla media maschile, devo dire che gradisco particolarmente i cocktail a base di frutta, non solo in estate. E mi piacciono anche i gusti un po&#8217; piccanti ed esotici, lo ammetto. In occasione di una mia trasferta fiorentina ho avuto modo di gustarmi un aperitivo grazie al quale ho potuto conciliare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//barman.jpg" alt="barman.jpg" /></p>
<p>Contrariamente a quanto accade alla media maschile, devo dire che gradisco particolarmente i <strong>cocktail a base di frutta</strong>, non solo in estate.<br />
E mi piacciono anche i gusti un po&#8217; piccanti ed esotici, lo ammetto.<br />
In occasione di una mia trasferta fiorentina ho avuto modo di gustarmi un aperitivo grazie al quale ho potuto conciliare entrambi questi due aspetti dei miei gusti in fatto di alcolici.<br />
Questo è stato possibile grazie ad un invito per un aperitivo da parte di <strong>Paolo Miano</strong>, responsabile dell&#8217;<strong>Ocafé</strong>, l&#8217;area del  <a title="golden view open bar" href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-jazz-a-firenze-golden-view-open-bar/">Golden View</a> specializzata in pasticceria artigianale e, cosa che ci sta più a cuore, al saper bere bene e all&#8217;<strong>artigianato del cocktail</strong>.<span id="more-330"></span><br />
Una doverosa premessa é sicuramente da dedicare alla location, a due passi da <strong>Ponte Vecchio</strong> con vista sui <strong>Lungarni di Firenze</strong> antistanti il <strong>Museo degli Uffizi</strong>, e all&#8217;atmosfera che il cliente ha la fortuna di gustarsi, di una qualità che difficilmente ho trovato replicata in altri locali in Toscana.<br />
La cura dei particolari, l&#8217;art gallery del locale, la musica non assordante e le pareti interne in vetro, i cui riflessi giocano con le luci delle candele e con quelle delle finestre fiorentine che si specchiano in Arno, regalando suggestioni a chi è in grado di apprezzarle&#8230; e a chi è disposto a sfidare le dure ed assurde leggi delle ZTL fiorentine.</p>
<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//cocktail-abbrucia.jpg" alt="cocktail abbrucia" align="left" />Accolto da <strong>Paolo</strong>, nell&#8217;arco della serata mi sono stati serviti <strong>tre cocktail molto particolari</strong>.<br />
Il primo di questi, in onore al mio amore per il piccante, è stato l&#8217;<strong>Abbrucia Martini</strong>, un cocktail a base di <strong>Martini dry e peperoncino</strong>: Vodka Stolichnaya etichetta rossa, vodka aromatizzata al peperoncino tailandese, grani di pepe rosa, una foglia di limone, peperoncino e un petalo di rosa a guarnire sono gli altri ingredienti deil cocktail. Consigliato solo a chi ama i cocktail particolarmente alcolici e il gusto piccante.</p>
<p>Dopo un&#8217;interessante chiaccherata con Paolo, intervallata da stuzzichini che tutto sono tranne degli appetizer, trattandosi di prodotti appena cucinati dallo <strong>Chef del Golden View</strong>, è giunto il momento di assaggiare un <strong>O&#8217;mule</strong>: un <strong>cocktail a base di ginger</strong> particolarmente speziato, preparato con vodka Stolichnaya Elite, Ginger fresco e guarnito con un rametto di menta.</p>
<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//caipiroska-fico1.jpg" alt="caipiroska fico d'india" align="left" />Il terzo cocktail della serata, una sorpresa del barman <strong>Fabiano</strong>, è stato una <strong>Caipiroska al fico d&#8217;India</strong>, anch&#8217;essa servita in un bellissimo bicchiere <a title="bicchieri zafferano" href="http://www.zafferanoitalia.com/" target="_blank">Zafferano</a>.<br />
Pur non amando particolarmente la Caipiroska, ammetto che nel berlo ho provato una sensazione di piacere difficilmente descrivibile, generata dalla sapienza e perizia del barman che, per l&#8217;occasione, ha sacrificato l&#8217;ultimo fico d&#8217;India: fino all&#8217;anno prossimo non ne potrete bere, visto che all&#8217;<strong>Ocafé</strong> i cocktail vengono preparati con <strong>soli prodotti freschi</strong>, anche se chiaramente sono disponibili anche i cocktail più classici e degli <strong>ottimi vini</strong>.</p>
<p>Un motivo per il quale vi potrei sconsigliare un aperitivo all&#8217;<strong>Ocafè</strong>?<br />
Qui i cocktail vengono preparati con il tempo (e l&#8217;amore) che richiedono, senza messe misure. Se volete fare un aperitivo veloce non vi bruciate l&#8217;<strong>Ocafé</strong>: lasciatevelo nella vostra lista personale dei migliori <a title="locali a firenze" href="http://www.drinkadrink.com/category/geodrinks/firenze/">locali di Firenze</a> dove si beve bene; riservategli una visita più lunga e non ve ne pentirete.<br />
Se poi siete un po&#8217; di &#8220;braccino corto&#8221; potreste rimanere un po&#8217; contrariati: un cocktail serale arriva a costare 15 Euro.<br />
Tuttavia, vista la cura riposta nella preparazione dei cocktail, la bellissima presentazione e la cucina di prima qualità, sono soldi ben spesi.</p>
<p><strong>Ocafè &#8211; Golden View Open Bar</strong><br />
Via Dei Bardi, 58/r (Ponte Vecchio), Firenze<br />
11.30 &#8211; 02.00 (sempre aperto)<br />
tel. (+39) 055214502</p>
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		<title>Oh mamma, le notti fiorentine al Mamma</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 07:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
				<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[geodrinks]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri pomeriggio in magazzino avevo una botta tremenda e voglia di lavorare saltami addosso! Non ne potevo piùùùù…. Alle 6 sono andato in palestra a tirare su due pesi finché il puzzo di sudore non mi è arrivato al cervello e mi sono dovuto fare una doccia da paura per levarmelo di dosso. Poi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//mamma.jpg" alt="mamma.jpg" /></p>
<p>Ieri pomeriggio in magazzino avevo una botta tremenda e voglia di lavorare saltami addosso! Non ne potevo piùùùù…. Alle 6 sono andato in palestra a tirare su due pesi finché il puzzo di sudore non mi è arrivato al cervello e mi sono dovuto fare una doccia da paura per levarmelo di dosso.<br />
Poi sono schizzato a casa e ho acceso il pc per vedere se c’era qualche messaggio di posta o qualche amica con cui chattare e magari qualche mezza situazione da far svoltare. Niente, il deserto.</p>
<p><span id="more-289"></span>Mi sono flashato su <a href="http://it.youtube.com/watch?v=7BuT3o7HlrI" target="_blank">Youtube</a> con dei video sulle cose più strane del mondo, tipo “la donna più grassa del mondo” o i capelli più lunghi del mondo” e c’è mancato poco che mi calasse l’abbiocco. Meno male che è arrivata la chiamata del Botta su <a href="http://www.skype.com">skype</a> che mi ha messo subito di buonumore. Mi ha fatto la faccina dell’occhiolino, quella e basta, e io ho capito e ho risposto con l’occhiolino…<br />
“mamma?” mi fa,<br />
e io “mamma.”<br />
“c’è anche il Vipera?”<br />
“abbestia”.<br />
E vaiiii!<br />
Mi sono rifatto la barba e orrore!!! Ho una piazza in testa che mi arriva fino alle orecchie… e allora basta: rasatura a zero! Mi sono fatto una serie di tagli assurdi ma tutta roba da poco, entro sera vedrai passano…<br />
Mia madre mi ha fatto una parte allucinante perché mi sono dimenticato che c’era a cena il ganzo di mia sorella e io gliel’ho rigirata per bene che non c’era neanche una camicia stirata nell’armadio e mi è toccato mettere quella azzurra col colletto bianco. Vabbè, pace: l’ho comprata e me la dovrò pure mettere qualche volta… anche se è roba dell’anno scorso… bisognerà fare un salto all’Outlet, via.<br />
E meno male che è arrivato il Botta a salvarmi per la seconda volta. Mi squilla il cellulare e mi affaccio e… non ci posso credere! Il Botta sta affacciato dal finestrino di una Audi TT R6 Roadster da svenire! Quasi mi lancio dal finestrino!<br />
Il Botta ululava come un lupo grigio mentre il Vipera se ne stava zitto con un sorriso sornione sotto i baffi. Quel pazzo sta mettendo le piastrelle al nuovo concessionario Audi e non si sa come ha fatto è riuscito a farsi mollare la belva per una sera…<br />
Un godimento pazzesco: abbiamo girato per tutta Firenze e non abbiamo neanche cenato per quanto eravamo gasati. Alle 11 siamo arrivati al <strong>Mamma</strong> facendo un giro di retromarce e controsensi per evitare i varchi della ztl e la scena più bella è stata che l’abbiamo parcheggiata proprio davanti all’ingresso e i buttafuori non hanno detto A. Ci mancherebbe: una macchina così è meglio di una fotomodella!<br />
Dentro al Mamma c’era il delirio. C’è una quantità di passera al Mamma da farmi ricrescere i capelli: tutte sopra i trenta, niente bambine, e poi sono tutte sole e in cerca di maschio. Le vedi che sono tutte curate e un paio le ho pure viste in palestra. Ce n’è talmente tanta che non sai dove buttarti prima, ma con scioltezza, sennò scappano, e al Botta non c’è verso di farglielo capire.<br />
Ci voleva proprio un drink da mandare giù e spegnere un po’ il fuoco e allora mi metto in fila per la cassa.<br />
Il Botta mi fa “che stai facendo?”<br />
“sto in fila per un drink. Mi devo dare una calmata…”<br />
E lui “ma che drink e che calmata! Vieni con me in bagno e falla finita.”<br />
In bagno non vi dico che è successo… ma il Vipera l’aveva organizzata proprio bene la seratina!<br />
“ora però una bevuta ci vuole per forza!” gli faccio al Vipera.<br />
“e allora rimettiti in fila!” mi fanno le due merde.<br />
Ho chiesto tre <a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-negroni/">Negroni</a> e il tipo al bar me li ha fatti alla grande: non sta fermo un attimo il tipo, si muove come un forsennato! C’è anche il dj stasera e qualche gruppetto di tardone che ballano lo trovi sempre al Mamma. Ma io sono stato quasi tutto il tempo nel giardino a baccagliare due tipe tedesche che non capivano una parola di italiano e io non ne capisco mezza di tedesco, ma un po’ di inglese di base ancora ce la faccio. Dopo un altro paio di giri in bagno non mi ricordavo neanche come mi chiamavo e chissà che abbiamo fatto dopo… meno male che il Botta mi ha salvato per la terza volta e mi ha messo a nanna! Tanto oggi sveglia alle dueeeee!<br />
Ragazzi, non state a fare giri inutili: il posto numero uno a Firenze è solo lui: il Mammaaaaa!!!!</p>
<p><em>Riapro gli occhi tra sussulti che mi sconquassano il petto. Sono madido di sudore, le lenzuola fredde, l’aria viziata. Un incubo. È stato solo un incubo. Terribile, ma è finito.<br />
Mi tocco la testa e ci ritrovo la mia adorata chioma folta e lunga, la barba è ancora a punta e sono in salvo. È stato solo un brutto sogno, un incubo di calvizie e tette siliconate, un girone infernale di camicie a quadretti e scarpe di vernice bianca, mocassini del secolo scorso e Negroni che sanno di piscio, baristi col ballo di San Vito e cassiere parassitarie, omini tristi e tardone al capolinea.</em></p>
<p><em>Basta, lo giuro: è l’ultima volta che metto piede al Mamma. Anche per sbaglio.</em></p>
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		<title>Mangiafoco, il vino scorre accanto al Ponte Vecchio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 08:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[geodrinks]]></category>

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		<description><![CDATA[Al momento tra test ritira-patente della stradale, divieti di somministrazione di alcolici, zone a traffico limitato, sublimazione del concetto di “quiete pubblica” e tempo da lupi, il miglior locale di Firenze mi sembra senza ombra di dubbio casa mia: bevute di alto livello a pochi euro, selezione musicale da paura, si può fumare, togliersi le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//mangiafoco.jpg" alt="mangiafoco.jpg" /></p>
<p>Al momento tra test ritira-patente della stradale, divieti di somministrazione di alcolici, zone a traffico limitato, sublimazione del concetto di “quiete pubblica” e tempo da lupi, il miglior locale di Firenze mi sembra senza ombra di dubbio <a href="http://www.drinkadrink.com/category/il-miglior-bar-del-mondo/">casa mia</a>: bevute di alto livello a pochi euro, selezione musicale da paura, si può fumare, togliersi le scarpe e fare tutto ciò per cui mi raccontava mio padre essere stati inventati i locali pubblici.<br />
Ma la vita sociale chiama e a volte, nonostante le difficoltà, bisogna tornare in centro, passarci del tempo e spenderci dei soldi. È ciò che mi è accaduto ieri sera, quando la mia innamorata, nonostante i miei patetici tentativi di innescare un litigio, mi ha convinto ad accompagnarla ai festeggiamenti dei 30 anni di una sua vecchia amica, che per l’occasione aveva scelto un aperitivo al <strong>Mangiafoco</strong>, a due passi dal Ponte Vecchio.</p>
<p><span id="more-286"></span>Abbiamo così raggiunto il posto in bicicletta, che da alcolista convinto mi sono risolto da qualche mese ad eleggere a mio mezzo di trasporto notturno [<em>e devo dire che ci ha dato un certo gusto ieri notte, di rientro, imbatterci nel posto di blocco anti-alcool piazzato, ma guarda un po’, proprio sulla pista ciclabile. Lasciatemelo dire: <strong>è una vergogna che le forze dell’ordine mettano in pericolo la vita dei ciclisti occupando la pista ciclabile in un punto trafficato come il sottopassaggio della Fortezza Da Basso</strong> (oddio come mi sento bene ora che l’ho detto…)</em>].<br />
Al Mangiafoco, “schiacciatineria e vineria” ci ero già stato un paio di volte negli anni scorsi, sempre in occasione di compleanni e affini, e non mi era dispiaciuto, anche se ricordo di aver avuto l’ardire di ordinare, in una di queste occasioni, una vodka che mi aveva causato notti insonni. Non che fosse stata una mossa geniale, visto che <strong>il Mangiafoco sprizza vino da tutti i pori</strong>, e le poche bottiglie di superalcolici dietro al bancone stanno lì solo per accontentare i rompipalle come il sottoscritto.</p>
<p>Ieri ho fatto il bravo e mi sono fatto consigliare dall’affabile oste che tra la decina di bottiglie in degustazione ha mesciuto <strong>un Pinot di apertura</strong>, cui ha fatto seguito un <strong>maremmano </strong>di maggior corpo. Ad accompagnarli un aperitivo di tartine e torte salate il cui comune denominatore era l’assenza completa di sale. Il posto è piuttosto assurdo: all’ingresso c’è il bancone in uno spazio minuscolo, ma seguendo il contorto corridoio dove trovano incredibilmente spazio tavolini biposto per nani, si giunge in uno spazio sotterraneo che deve essere stato una cantina. Archi a volte e muro a vista lo rendono molto accogliente, al limite dell’alcova, anche se poco versatile per accogliere gruppi di oltre 30 persone. Un superfluo condizionatore rendeva l’atmosfera piuttosto gelida &#8211; ma forse non era tutta colpa sua… &#8211; e perciò nonostante le dimensioni ridotte abbiamo passato la maggior parte del tempo al bancone e sul marciapiedi antistante. Devo dire che la scelta del Mangiafoco di puntare su <strong>poche etichette di qualità a rotazione</strong> è davvero azzeccata: un bicchiere non costa poco (tra i 4 euro per un Morellino e gli 8 per un Bolgheri), ma l’onesto oste consiglia da subito di prendere una bottiglia a chi ha intenzione di fare più di un giro, e in quel caso la spesa si abbassa drasticamente. Del resto la vocazione da vineria il Mangiafoco la coniuga fino in fondo, visto che ha partecipato alla recente iniziativa del Consorzio Chianti Classico “<strong>Degustazione in (con)corso</strong>”, che ha coinvolto una quindicina di wine bar fiorentini.<br />
Alla fin fine il Mangiafoco si è confermato un ottimo posto dove fare una sosta di tanto in tanto, per gustare un buon vino e spiluccare qualcosa. Magari portandosi il sale da casa…</p>
<p><strong>MANGIAFOCO</strong><br />
Borgo Santissimi Apostoli &#8211; Firenze<br />
Tel: 055 2658170</p>
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		<title>Porfirio Rubirosa: meglio il Sushi del Mojito</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 08:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Sbrana</dc:creator>
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		<category><![CDATA[geodrinks]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Porfirio Rubirosa è un sushi bar di Firenze diposto su due piani dove è possibile consumare un aperitivo o fare una cena giapponese. Anzi, mangiare un ottimo sushi e sashimi, giacché sono le uniche pietanza nipponiche disponibili. Grazie ad alcuni amici di Firenze ho avuto modo di testare entrambe le facce del Porfirio: il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//porfirio-rubirosa-cocktail.jpg" alt="porfirio rubirosa cocktail" /><br />
Il <strong>Porfirio Rubirosa</strong> è un sushi bar di Firenze diposto su due piani dove è possibile consumare un aperitivo o fare una cena giapponese.<br />
Anzi, mangiare un ottimo <strong>sushi e sashimi</strong>, giacché sono le uniche pietanza nipponiche disponibili. Grazie ad alcuni amici di Firenze ho avuto modo di testare entrambe le facce del <strong>Porfirio</strong>: il bar per l&#8217;<strong>aperitivo</strong> e il ristorante per la <strong>cena</strong>.<br />
Se per caso vi state facendo delle domande sulle origini del nome del locale, sappiate che questo trae spunto dal <strong>playboy Porfirio Rubirosa</strong>, uomo dalla grande personalità di cui faceva parte integrante la sua vita notturna, fatta di belle donne, locali, trasgressione e belle auto (putroppo per lui e per la sua bella Ferrari, con la quale morì nel 1965 schiantandosi in Bois de Boulogne, a Parigi).<br />
Ammetto senza difficoltà che il <strong>sushi</strong>, preparato con innegabile sapienza dal maestro <strong>Sato Fumio</strong>, è forse il migliore che ho avuto modo di gustare fino ad ora.<br />
Non posso però dire altrettanto dell&#8217;<strong>aperitivo</strong>, che a mio avviso non è all&#8217;altezza del sushi.<span id="more-282"></span> Se è vero che la coreografia e l&#8217;eleganza del bancone offrono una bel colpo d&#8217;occhio, anche grazie al pinzimonio di verdure e agli assaggi di sushi, non sono rimasto affatto soddisfatto dal mio cocktail.<br />
Per questa serata fiorentina, caratterizzata da un&#8217;afa poco sopportabile, ho deciso di bere un <strong>Mojito</strong>, cocktail molto dissetante che, almeno in estate, bevo abbastanza volentieri.</p>
<p>Una volta preparatomi l&#8217;aperitivo dal barman dietro al bancone, presidiato da clienti probabilmente appartenenti alla &#8220;Firenze Bene&#8221;, sono stato sorpreso negativamente da un paio di aspetti di questo <strong>Mojito</strong>: nel bicchiere, a mo&#8217; di guarnizione, faceva la sua bella figura un grazioso ramoscello di menta; quasi un attrezzo vegetale da <em>barware</em> con il quale mischiare il drink&#8230; non mi aspettavo certo di trovarvi la <em>hierba buena</em>, ma un rametto di menta, coreografico quanto vogliamo, non è certo sufficiente a diffondere il gusto della menta nel drink.<br />
Nel mio <strong>Mojito</strong> non vi erano tracce di menta pestata e, se è vero che la preparazione di questo coktail può contare su diverse varianti, il sapore del drink mi è tristemente testimone di un aperitivo a mio gusto poco piacevole, tant&#8217;é che ho faticato a berlo tutto.<br />
Oltre ad essere poco insaporito dalla menta, che dovrebbe donare una piacevole sfumatura di freschezza al cocktail, il drink era al limite dell&#8217;analcolico. E non credo che fosse una premura del barman nei miei confronti che dovevo guidare fino a Pisa per tornare a casa, anche perché la musica, a tratti piacevole ma spesso di volume troppo alto, stava provvedendo a tenermi ben sveglio.</p>
<p>Se poi si pensa che un aperitivo al <strong>Porfirio Rubirosa</strong> costa 8 Euro, che certo non è poco, va da sé che mi sarei aspettato una preparazione più accurata, anche senza le &#8220;sottigliezze&#8221; dei <strong>cubetti di ghiaccio</strong> in luogo del ghiaccio tritato o lo <strong>zucchero di canna bianco</strong>: va bene che siamo a Firenze, proprio dietro alla <strong>Fortezza da Basso</strong>, ma mi è sembrato un po&#8217; esagerato, tantopiù che al medesimo prezzo vengono elargiti anche gli aperitivi analcolici.</p>
<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//sato-san-porfirio1.jpg" alt="sato san preparazione sushi al porfirio rubirosa" align="left" />Come già detto in occasione del mio aperitivo al <a href="http://www.drinkadrink.com/pick-a-flower-un-aperitivo-nella-pisa-universitaria/" title="pick a flower">Pick a Flower</a>, che mi ha lasciato insoddisfatto, sono comunque dell&#8217;idea che anche il <strong>Porfirio Rubirosa</strong> meriti una prova d&#8217;appello: pur non amandone eccessivamente l&#8217;aria un po&#8217; snob che vi si respira (ma questo è un parere <u>assolutamente personale</u> e dunque opinabilissimo), mi riservo di ritornare al <strong>Porfirio</strong>; se dovessi nuovamente incappare in un <strong>Mojito</strong> deludente come questo, vorrà dire che affogherò tutta la mia delusione nel magnifico <strong>sushi</strong> del maestro Sato.</p>
<p><strong>Porfirio Rubirosa</strong><br />
Viale Strozzi, 18/r &#8211; Fortezza da Basso (FI)<br />
tel. 055/490965</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In alto i calici al Balducci, wine bar a Firenze</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 06:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fase “Setaccia &#38; Schiaccia” a Firenze continua, mietendo indiscriminate vittime tra manifestazioni culturali, locali, automobilisti e affini. La lobby degli ottuagenari ha ormai le mani sulla città: fai uno sbadiglio e ti trovi le manette, accendi lo stereo e ti trovi a Guantanamo, bevi un bicchiere e non ti trovi più. Fermamente intenzionati a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//balducci_t.jpg" alt="wine bar balducci" /></p>
<p>La fase “Setaccia &amp; Schiaccia” a Firenze continua, mietendo indiscriminate vittime tra manifestazioni culturali, locali, automobilisti e affini. La lobby degli ottuagenari ha ormai le mani sulla città: fai uno sbadiglio e ti trovi le manette, accendi lo stereo e ti trovi a Guantanamo, bevi un bicchiere e non ti trovi più. Fermamente intenzionati a sopravvivere, tanti gestori eroicamente resistono nonostante multe, chiusure inattese, leggi proibizioniste e poco consone ad un paese democratico come l’Italia. Plauso a questi onesti lavoratori che meritano, a prescindere, un punto in più nella nostra scaletta di giudizi.<br />
Sicuramente positivo è il giudizio del <strong>Balducci, wine bar e bistrot</strong> che affaccia sulla trafficata via Marconi, zona stadio. Una parte della città con età media abitativa oltre i novanta, che perciò conta ben pochi locali serali, nonostante le grandi potenzialità.</p>
<p><span id="more-215"></span>Mi era capitato in diverse occasioni di farci sosta, vuoi perché abito in zona (abbassando drasticamente la media di cui sopra), vuoi perché il Balducci, soprattutto in primavera, <strong>invita a fermarsi per un aperitivo</strong>. Il fiore all’occhiello di questa vineria è infatti a mio modo di vedere la panca che ne percorre l’esterno, sormontata da mensoline dove poggiare agilmente il bicchiere tra una chiacchiera e l’altra. Un arredamento ideale per mischiarsi alla bella gioventù che solitamente anima il locale: sui trenta, mediamente rileccati, in cerca di un buon bicchiere più che di, mmmhh, una Caipiroska alla fragola? L’interno del Balducci è invero assai piccolo, ed ospita una manciata di tavoli che si riempiono velocemente a colazione e a pranzo, quando svolge funzioni più da osteria che da wine bar: molto accogliente in entrambe le versioni, comunque.<br />
L’aperitivo è sempre lo stesso (o sono io che becco sempre lo stesso): pizzette, saltimbocca, meravigliose polpettine di carne e verdura, crocchette di patate, salse a volontà. Tutto spinge a bere vino: l’atmosfera, il legno copiosamente usato negli interni, la lista (davvero notevole considerate le dimensioni ridotte del locale). E infatti un paio di volte in passato, azzardandomi ad ordinare un <strong>Americano</strong> o uno <strong>Spritz</strong>, mi ero velocemente morso la lingua per aver voluto fare l’originale a tutti i costi. Invece alla mia ultima sortita, dopo i rigorosi tre bicchieri di rosso mi sono spinto ad un <strong>Vodka Martini</strong>, il mio amato Vodka Martini, e devo dire che preparazione e gusto erano davvero buoni. Ho visto così colmare l’unica lacuna di un posto dove passare un paio d’ore enogastronomiche di ottimo livello in un lato di Firenze dimenticato da tutti tranne che dagli Ultras Viola. Sempre che una banda di vecchi maledetti non decida di fare irruzione, spranghe alla mano, inneggianti “morte al giovane chiassoso e molesto!”</p>
<p><strong>Balducci</strong><br />
Via Marconi, 24r &#8211; Firenze<br />
tel: 055 5002332<br />
Aperitivo tutti i giorni dalle 18.30<br />
Chiuso la domenica</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Strizzi Bar: frutta e flair nella nuova gestione di un mitico locale di Firenze</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 20:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[geodrinks]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia dello Strizzi Bar è una storia gloriosa, quella di uno degli ultimi avamposti di resistenza politica e mentale di Firenze. Conservo ancora uno scontrino fiscale con le intestazioni modificate: in cima c’è scritto “No alla guerra”, e in calce “Forza Viola”. Poesia. Sono tanti gli aneddoti che si potrebbero raccontare del mitico Strizzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content/strizzibar.jpg" alt="Strizzi Cocktail Bar Firenze" /></p>
<p>La storia dello Strizzi Bar è una storia gloriosa, quella di uno degli ultimi avamposti di resistenza politica e mentale di Firenze. Conservo ancora uno scontrino fiscale con le intestazioni modificate: in cima c’è scritto “No alla guerra”, e in calce “Forza Viola”. Poesia. Sono tanti gli aneddoti che si potrebbero raccontare del mitico Strizzi e del suo staff, ma sarà giusto farlo in un post dedicato alla loro nuova (anche se da ormai due anni fa il pienone) sede: lo <strong>Strizzi Garden</strong>. Qui voglio parlare della <strong>nuova gestione del vecchio Strizzi Bar</strong>, che con grande rispetto ha mantenuto la denominazione.</p>
<p><span id="more-184"></span></p>
<p>Confesso di aver avuto una certa riluttanza a frequentarlo dopo il passaggio del testimone, perché timoroso di trovarci un’atmosfera da fighetti, blasfema per un affezionato della “vecchia guardia” (anche se va detto che proprio io, che soffro di attacchi imprenditoriali, una sera ubriaco cercai di convincere lo Strizzi a fare cambiamenti radicali del tipo “qui in mezzo ci facciamo passare un’autostrada”…). Poi, da barfly quale sono, era inevitabile che ci ricapitassi. Ed è stata una piacevolissima sorpresa.<br />
<img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content/strizzibar2.jpg" title="strizzi bar" alt="strizzi bar firenze" align="left" /> A gestire il vecchio/nuovo Strizzi Bar oggi è <strong>Omar Corgnati</strong>, asso del flair, lo “scisma” del bartending che ha due occhi di riguardo per la spettacolarità nel processo di preparazione del cocktail: non a caso il nostro è direttore di <a href="http://www.thebartending.com" title="The Bartending" target="_blank">The Bartending</a>, scuola di preparazione e aggiornamento di baristi flair a Firenze e Pontedera. Ma Omar, sebbene sia capace di far fare alle bottiglie traiettorie aeree improbabili, non è uno di quegli invasati che per farti un cocktail ci mettono mezz’ora e nel frattempo rompono almeno due bottiglie e annaffiano i clienti al bancone di Martini. No, Omar ha una deontologia professionale diventata rara di questi tempi: tiene il cliente nella massima considerazione, fa attenzione ai gusti, sa essere rapido quando c’è la coda e raramente ne sbaglia uno. Certo, come tutti i bartender ha una specialità, che nel suo caso è la frutta, perciò se vi capita di andare allo Strizzi e di vedere ceste di manghi, papaie, banane et similia, lasciate perdere i soliti ultradry e concedetevi un cocktail alla frutta: magari il <strong>Coloniale</strong> (vodka, maracuja, passion fruit), vero cavallo di battaglia del buon Omar (già decantato da Angelo in <a href="http://www.drinkadrink.com/il-moyo-e-altri-locali-fiorentini-sabato-sera-deludente/" target="_blank">un altro post</a>). Io apprezzo abbastanza anche l’<strong>Americano “modificato”</strong> di Omar, con una goccia di Angostura e succo di limone.<br />
Ma forse sarà più facile farsi attrarre dal cocktail del giorno: allo Strizzi infatti <strong>ogni giorno della settimana è dedicato ad un cocktail in promozione</strong>, a costo ancor più basso del normale, che pure è già basso di suo (3,50 per gli small e 5,00 per gli extra-large). Tra le promozioni è da ricordare anche quella, pregevolissima, dei cocktail analcolici: bevande che, se preparate ad arte, possono essere una dignitosa alternativa a quelli alcolici (almeno per chi guida!).<br />
Ultimo cenno agli orari, che sono una consapevole scelta politica di Omar: si chiude alle 22.00, dopo un lungo e ricco aperitivo continuamente rifornito, e così ci si toglie il pensiero di ordinanze comunali e afflati di proibizionismo: che sia venuto il momento di cominciare a bere alle 5 del pomeriggio?<br />
<strong>STRIZZI BAR</strong><br />
Piazza Giorgini, Firenze<br />
Tel: 055.461374</p>
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		<title>Il Moyo e altri locali fiorentini: sabato sera deludente</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 13:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo S. Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[geodrinks]]></category>

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		<description><![CDATA[Rieccomi a Firenze per il week end. Dopo il primo mese dal mio trasferimento a Roma sono tornato per sistemare alcune cose, e ho approfittato per passare la serata con i miei amici in giro per la città. Dopo un paio di ottimi &#8220;coloniale&#8220;, cocktail inventato da Omar del vecchio Strizzi bar (di cui un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//finito.jpg" title="Firenze da bere" alt="Firenze da bere" align="middle" /></p>
<p>Rieccomi a Firenze per il week end. Dopo il primo mese dal mio trasferimento a Roma sono tornato per sistemare alcune cose, e ho approfittato per passare la serata con i miei amici in giro per la città.<br />
Dopo un paio di ottimi &#8220;<strong>coloniale</strong>&#8220;, cocktail inventato da Omar del vecchio Strizzi bar (di cui un giorno parleremo a dovere come merita), finiamo alla <strong><a href="http://www.flog.it/" title="F.L.O.G. - Fondazione Lavoratori Officine Galileo" target="_blank">FLOG</a></strong> per la serata organizzata da radio Rock FM con la partecipazione di <strong>Roberto Freak Antoni</strong>.<br />
<span id="more-180"></span><br />
Concerto non indimenticabile, prezzo di un Vodka Tonic Euro 6.50, età media in picchiata verso la pubertà, ed infine l&#8217;essere massacrati a calcetto da due ragazze non ci inducono a restare oltre una certa ora.</p>
<p>Verso l&#8217;1.30 ci dirigiamo speranzosi (ma nemmeno tanto) in Corso Tintori 4 al <a href="http://www.corsotintori4.com/" title="ExMud Firenze" target="_blank"><strong>MUD</strong></a> (o Ex-MUD) dove occorrono per entrare molta pazienza e 10 Euro (gli sguardi imploranti sono comunque considerati validi per una buona riuscita).<br />
<strong>Ci guardiamo tra noi, ci voltiamo e prendiamo la via per Santa Croce</strong>.</p>
<p>Entriamo al <a href="http://www.moyo.it/" title="Moyo Firenze" target="_blank"><strong>MOYO</strong></a> in Via de&#8217; Benci 23r, ormai a ridosso delle fatidiche 2.00 (orario limite, come sapete, per il bicchiere della staffa a Firenze), e tutti contenti conquistiamo agevolmente il bancone.</p>
<p>Il barman del <strong>MOYO</strong> sembra serio e deciso, ci guarda appena, finisce di preparare l&#8217;ordinazione precedente (una Caipiroska alla fragola, naturalmente) e torna da noi.<br />
&#8220;Allora, che prendete?&#8221;, sbrigativo ma professionale.<br />
Noi: &#8220;Due Vodka Martini, grazie&#8221;.<br />
Lui guarda un punto imprecisato alle nostre spalle, poi si volta.</p>
<p>Stacco di 10 secondi.</p>
<p>Si rivolge di nuovo a noi:&#8221;Allora, che prendete?&#8221;.<br />
&#8220;Due Vodka Martini, grazie&#8221;.<br />
Stavolta guarda un punto imprecisato alle sue spalle, poi si volta e dice:&#8221;<strong>E&#8217; finito</strong>&#8220;.<br />
Al che impugna due bicchieri piccoli e di plastica, li riempie di ghiaccio e ci ripropone: &#8220;Allora, che prendete?&#8221;<br />
La porta, ovviamente.<br />
<strong>E infatti un attimo dopo siamo fuori, di nuovo in strada&#8230;</strong></p>
<p>Alla fine un bar che ci ha dato da bere l&#8217;abbiamo trovato comunque, ma il nome non lo faccio che sono tempi duri. <img src='http://www.drinkadrink.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Per il <strong>MOYO</strong>, potrebbero aver giocato solo l&#8217;ora tarda e la voglia di chiudere, forse in futuro o in orari migliori andrà meglio.<br />
In fondo noi modesti consumatori chiediamo solo un briciolo di rispetto (leggi: non sentirci presi in giro). Non è poi così tanto no?</p>
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		<title>Benvenuti al Baraka, un accogliente locale nella Firenze di cemento</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 19:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Morena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[geodrinks]]></category>

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		<description><![CDATA[Entrando al Baraka non posso non pensare al film che porta lo stesso nome: un documentario (per così dire) che è un inno gioioso alla meraviglia della vita sul Pianeta. Una poesia visiva che ha lasciato un segno profondo dentro di me, capace di raccontare qualcosa di immenso senza usare neanche una parola. Deve averlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.drinkadrink.com/wp-content//baraka01_p.gif" title="Baraka"><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//baraka01_t.gif" alt="Baraka a Firenze" /></a></p>
<p>Entrando al Baraka non posso non pensare al <a href="http://imdb.com/title/tt0103767/" target="_blank">film </a>che porta lo stesso nome: un documentario (per così dire) che è <strong>un inno gioioso alla meraviglia della vita sul Pianeta</strong>. Una poesia visiva che ha lasciato un segno profondo dentro di me, capace di raccontare qualcosa di immenso senza usare neanche una parola. Deve averlo lasciato anche nei gestori del bel locale fiorentino, che di Baraka hanno adottato il titolo e ancor più la filosofia del termine, come spiegano in apertura del loro <a href="http://www.barakacafe.it" target="_blank">sito web</a>.<br />
Ricordo di averlo frequentato ai tempi della sua apertura qualche anno fa, e di esserci ricapitato di quando in quando, e non ho memoria di brutte serate. <span id="more-171"></span>Un giudizio positivo che ha trovato l’ennesima conferma qualche giorno fa, quando il Baraka è stato tra le tappe di una maratona alcolica in compagnia di Fulvio, grande amico e ottimo cugino in visita dalla Spagna per qualche giorno.<br />
Il Baraka è una piccola eccezione a Firenze, uno dei pochi locali fuori dal centro storico (o zone adiacenti) ad avere un respiro cittadino e non solo “di quartiere”: in altre parole, <strong>un locale che vuole avere una propria identità a prescindere dalla zona in cui si trova</strong>. Zona che, diciamocelo, non è proprio delle più romantiche: parliamo di Novoli, polo di espansione del cemento, che ha l’unica attrattiva del parcheggio facile (e non è poco). Qui ha sede il nuovo polo universitario &#8211; anch’esso un monumento al cemento &#8211; ma dubito che il Baraka potrà attrarre clientela studentesca, col suo stile adulto e i prezzi non esagerati ma neanche popolari…</p>
<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//baraka02.gif" alt="baraka02.gif" /><br />
Da <strong>un’ampia e riscaldata veranda esterna</strong>, inestimabile regalo per noi fumatori vessati e perseguitati (per chi è anche bevitore poi, si può parlare di martirio), si accede al locale vero e proprio, che le grandi vetrate fanno sembrare più spazioso di quanto non sia in realtà. Il bancone è molto bello, lo spazio arredato con gusto: schermi incassati e quadri di giovani artisti rendono i muri più vivaci e le bevute più gioiose. L’atmosfera è davvero accogliente come promesso: le cameriere riservano una genuina e non affettata gentilezza; le noccioline sono abbondanti; <strong>i barman sono precisi, attenti, in ascolto, e soprattutto fanno un ottimo Vodka Martini</strong>. Fulvio si lamenta del suo <strong>Negroni </strong>(<em>curioso, quando digiti “Negroni” il correttore di Word lo trasforma in “Neuroni”: che sia un segno?</em>, NdA), ed io ansioso ne assaggio un sorso. Purtroppo la realtà è peggiore di quanto temuto: il Negroni in realtà è ottimo, è Fulvio che ispanizzandosi ha perso ogni raffinatezza in fatto di alcolici.<br />
L’ora della nostra puntata è piuttosto tarda, ma mi ricordo di <strong>aperitivi ricchi e particolari</strong>, e infatti mi danno conferma che dalle 18.00 il Baraka offre ancora il buffet: ogni giorno con un tema diverso, secondo il <a href="http://www.barakacafe.it/eventi.php" target="_blank">calendario </a>che trovate sul sito web.<br />
Io e Fulvio facciamo un paio di giri, poi ci accorgiamo che “s’è fatta ‘na certa” e prendiamo la strada per altra destinazione. Con due certezze: che al Baraka prima o poi ci si ricapiterà, e che gli spagnoli non sanno bere.</p>
<p><strong>BARAKA CAFE</strong><br />
Via Di Novoli, 75R &#8211; 50127 Firenze (Fi)<br />
Tel. 055/431495 &#8211; Fax 055/431495<br />
E-mail: info@barakacafe.it<br />
www.barakacafe.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Al Pantheon: lounge bar a Firenze</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 15:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano D'Amelio</dc:creator>
				<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[geodrinks]]></category>

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		<description><![CDATA[La scelta del locale in cui passare una piacevole serata non è sempre semplice e immediata. C&#8217;è chi si affida alla memoria di sbronze passate (per quel poco che ci lasciano!), chi accetta la proposta dell&#8217;amico fidato (diffidate degli amici che vi portano dove dicono ci sia abbondanza di gentil sesso), c&#8217;è chi prova ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//pantheon.jpg" alt="Pantheon" title="Pantheon" /></p>
<p>La scelta del locale in cui passare una piacevole serata non è sempre semplice e immediata. C&#8217;è chi si affida alla memoria di sbronze passate (per quel poco che ci lasciano!), chi accetta la proposta dell&#8217;amico fidato (diffidate degli amici che vi portano dove dicono ci sia abbondanza di gentil sesso), c&#8217;è chi prova ad esplorare la città alla ricerca dell&#8217;ignoto o chi più semplicemente digita qualcosa sulla tastiera e trova <a href="http://www.drinkadrink.com"><strong>drink a drink</strong></a>.<br />
Sono in piacevole compagnia, in situazione post-cinema di un piovoso venerdì sera. Cerco un nome nella mia mente che non trovo&#8230;&#8221;Dai&#8230; quel locale nella stradina dietro il Joyce, con tutti quei divani e le candele&#8230;&#8221;, arriva un suggerimento &#8220;&#8230;il <strong>Pantheon</strong>!&#8221; Vada per il Pantheon, andiamo lì!</p>
<p><span id="more-151"></span>Nei miei quasi sette anni di permanenza a Firenze sono stato in quel locale non più di 6-7 volte. L&#8217;ultima che ricordo ero in compagnia di Marcello, rispettive fidanzate e rispettive amiche. Ho sempre pensato al <strong>Pantheon </strong>come un posto in cui andarci munito di compagnia femminile, qualora se ne abbia disponibilità, certo. Il locale è decisamente più adatto all&#8217;approfondimento che alle nuove conoscenze. <strong>L&#8217;ambiente è piuttosto confortevole</strong>: i divani, tutti diversi tra di loro, sono comodi e dislocati per quasi tutto il locale, rendendolo un vero e proprio salotto che invita alla conversazione. L&#8217;illuminazione è affidata alle candele e alle luci molto basse. <strong>L&#8217;atmosfera che si crea ha molto il sapore d&#8217;oriente</strong>, molti oggetti sembrano provenire direttamente da un mercatino di Mumbai e i tanti specchi modificano la percezione dello spazio.<br />
Ho sempre pensato che chi ha arredato quel posto lo ha fatto come se fosse casa sua, un locale in cui i clienti sono ospiti nel suo salotto. Le serate al Pantheon sono sempre state piacevoli, comodamente vissute su un divano a bere ottimi drink, la carta propone qualcosa come una cinquantina di cocktail, a sgranocchiare arachidi e a godersi l&#8217;ambiente e la compagnia.</p>
<p><a href="http://www.drinkadrink.com/wp-content//bancone.jpg" target="_blank"><img src="http://www.drinkadrink.com/wp-content//banconeparticular.jpg" title="banconeparticular.jpg" alt="banconeparticular.jpg" align="left" /></a>Tornando al mio venerdì sera post-cinema, ricordo di aver avuto una strana sensazione passando in macchina davanti alla porta d&#8217;ingresso in via della Fornace. Cercavo un parcheggio, cosa non facilissima da trovare in zona, do un&#8217;occhiata al locale per constatarne il grado di saturazione. L&#8217;entrata del Pantheon è sempre stata poco illuminata, quasi invisibile ai più distratti, volutamente discreta come l&#8217;ambiente interno. Quella sera un gruppetto di ragazze fumavano davanti la porta, aperta e molto meno invisibile, musica ad alto volume proveniva dall&#8217;interno del locale. Ok, parcheggio. Una volta dentro mi accorgo che <strong>il Pantheon ha un nuovo aspetto</strong>: dietro al bancone, i due barman mi confermano che il Pantheon è diventato <strong>Nuovo Pantheon, <em>Lounge Bar</em></strong><em> </em>dal mese di luglio. Ecco spiegata l&#8217;assenza del carismatico gestore di un tempo (chi l&#8217;ha conosciuto mi potrà capire). Dico &#8220;carismatico&#8221; perché la sua presenza sembrava fosse parte integrante del Pantheon. Il vero padrone di casa. Devo ammetterlo, non ricordo bevute eccezionali ma decisamente ben preparate e ben servite: sicuramente meglio di quello che mi hanno servito quel venerdì sera. Il locale era abbastanza pieno e mi conquisto solo un posto al bancone. &#8220;Un <strong>Martini Dry</strong> per me e un <strong>Garibaldi</strong>&#8220;. Come detto, il volume della musica era troppo alto: &#8220;..come scusa? un Garibaldi e un..?&#8221;, &#8220;MARTINI DRY&#8221; rispondo. L&#8217;attesa è piuttosto lunga e io mi guardo intorno commentando i poco piacevoli cambiamenti apportati al locale. Certo, passare dalla musica lounge o chill out alla techno non è un gran bel passo avanti. Avete mai provato a guardare <em>&#8220;Il tè nel deserto&#8221;</em> con le musiche di <em>&#8220;Trainspotting&#8221;</em>? Arrivano i cocktail ed il mio Martini Dry è decisamente poco trasparente, forse il <em>lemontwist</em> è stato sostituito dal succo di limone e, o sono daltonico oppure l&#8217;oliva è decisamente rossa e si è camuffata da ciliegina sottospirito. Dico: avrà capito Martini qualcos&#8217;altro&#8230; mmmhh&#8230; eppure ha tutta l&#8217;aria di un Martini Dry poco riuscito, il Garibaldi in compenso era discreto.</p>
<p>Esco dal locale dopo soli 30 minuti, con addosso la sensazione di essermi perso qualcosa, o meglio, è forse uno dei miei locali preferiti di Firenze ad aver perso la propria identità. Certo, questo non è il posto giusto per fare del sentimentalismo e non voglio scoraggiare i nuovi gestori del Nuovo Pantheon, ma se una volta vi avrei consigliato di portare la vostra donna in via della Fornace 24/R adesso forse, in una uggiosa serata di venerdi sarebbe meglio portarla a casa e magari improvvisarsi barman e seguire i consigli di <a href="http://www.drinkadrink.com/cocktail-carousel-i-cocktail-a-casa-tua-come-nei-migliori-locali/">Alessio</a>.</p>
<p><strong>Pantheon Lounge Bar</strong><br />
via della Fornace 24/R<br />
Firenze</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Surf Ventura a Firenze: bere, prima di tutto.</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 20:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Mignani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi non è mai stato al Surf Ventura? Chi non ci ha mai provato almeno? Si bussa a una piccola porta con oblò, si risponde alla domanda di rito &#8220;ce l&#8217;avete la tessera?&#8221; (il Surf Ventura è un club), si scendono un paio di gradini e sembra di aver fatto un migliaio di chilometri. Per [...]]]></description>
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<p>Chi non è mai stato al Surf Ventura? Chi non ci ha mai provato almeno?<br />
Si bussa a una piccola porta con oblò, si risponde alla domanda di rito &#8220;ce l&#8217;avete la tessera?&#8221; (il Surf Ventura è un club), si scendono un paio di gradini e sembra di aver fatto un migliaio di chilometri. Per molte persone il SV rappresenta un topos mitologico come l&#8217;Arcadia o Atlantide, un piccolo, sotterraneo Olimpo del cocktail in cui regna da decenni Patron Mauro (Maurone o Maurino, fate voi).</p>
<p><span id="more-127"></span><br />
Sulle pareti sono appesi tavole da surf, da snowboard e pinne di squalo. Intorno al banco, che non serve per starci appoggiati ma solo per andare a pagare, trionfano le fotografie di un paio di generazioni di amanti del cocktail che si sono fatti immortalare in giro per il mondo con la tovaglietta di cartone del SV in mano. Tutto l&#8217;intonaco e i tavolini sono tappezzati di scritte perché l&#8217;espressione qui è libera. I drink si bevono al tavolo e l&#8217;ordinazione la prende Mauro in persona, con le sue penne stravaganti, sotto gli ombrelloni da spiaggia o seduto sulle tavolacce della sala grande.<br />
Per quelli che l&#8217;hanno scoperto in età adolescenziale il Cipensoio si è stampato nelle papille gustative come i biscotti al plasmon di quando eri piccolo. Tra le grandi creazioni (letterarie oltre che alcoliche), si ricordano il cervello di scimmia, il babbuino, il Mauro, l&#8217;Alfonso alla banana, il soffocone, il bucaiolo dolce e poi i cocktail mangia e bevi con frutta esotica selezionata. Niente da dire neppure sui classici da servire nel <em>cocktail glass</em>: al tavolo ti portano un bicchiere vuoto e direttamente lo shaker da cui si può ricavare più di un pieno.<br />
Non mancatelo.</p>
<p><strong>SURF VENTURA<br />
</strong>via Ser Ventura Monachi 21r, Firenze<br />
<font class="sezionesearchtipo">telefono: </font><font class="membrosezionev2">055/688589</font></p>
<p><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;time=&amp;date=&amp;ttype=&amp;q=via+Ser+Ventura+Monachi+21r,+Firenze&amp;sll=41.895466,12.482324&amp;sspn=0.685913,1.274414&amp;ie=UTF8&amp;z=16&amp;iwloc=addr&amp;om=1" title="googlemaps;nocontrol">Surf Ventura</a></p>
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