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Barcellona: tra birre, tinti e Monica Lewinsky

Barcellona: tra birre, tinti e Monica Lewinsky

E’ passato un po’ dall’ultimo post, D@d è sempre nei miei pensieri, ma purtroppo il tempo scarseggia… non a caso parlo di Barcellona, dovevo aspettare la mia piccola vacanza spagnola per avere il tempo di scriverlo!

Per esserci stato solo tre sere credo di aver battuto qualche record sul numero dei locali visti. Con la complicità di amici in loco (Fulvio detto “il tinto“) la prima sera siamo usciti nella città vecchia, tra i quartieri di Ribeira e Barrio Gotico.

Il mio carattere un po’ pessimista mi ha fatto notare subito due piccole pecche nella by night spagnola: musica e cocktails.
La musica del locale tipico spagnolo è indecente. Non mi capitava da dieci anni di sentire Californication (RHCP) così tante volte in una sera! (Naturalmente, girando, abbiamo trovato anche bella musica, specialmente in piccoli bar gestiti da patiti di jazz e rock, ma erano chiaramente casi isolati).
I cocktails non esistono, hai solo due scelte: birra o vino.
Avrei tanto voluto seguire il consiglio di Alessio e andare al Boadas, che pure tra gli spagnoli ha fama di grande cocktail bar, ma anche quello è un caso specifico ed isolato, alla fine non sono riuscito ad andare preso com’ero da canas (bicchieri di birra) e tinti (bicchieri di vino).
Resta il fatto che cocktail o non cocktail, musica o non musica, a Barcellona ci si diverte molto e alla fine si beve anche bene (vino sfuso e birra sono di buona qualità).
Torniamo al nostro piccolo tour: partendo da Piazza G. Orwell (che già è un bel nome per una piazza) siamo passati per una serie pressoché infinita di tipici bar, gustando tapas e bevendo svariati(ssimi) bicchieri di birra. Già verso le 21 la birra (benché leggera) aveva preso il sopravvento, quindi mi perdonerete la vaghezza descrittiva e l’assenza quasi totale di nomi e indirizzi. Agli amanti dei dettagli posso fornire la mail di Fulvio. 🙂
I bar più belli che ricordo si trovavano tutti nella zona della Ribeira, verso il Borne e Calle Montcada e nel Barrio gotico, dove sono entrato anche al Mariatchi (pare sia il locale di Manu Chao) molto normale se non fosse per il soffitto, da cui pendono a testa in giù le statue a grandezza naturale della sua band, compresi fonico e tecnico luci!

Intorno alle 2 non potevo più reggere un’altra sola birra, e per questo siamo entrati decisi all”‘Espit Chupitos” in Passeig de Colom, giù verso il mare, dove sono stato duramente messo alla prova.
Eravamo infatti entrati per un chupito, cioè uno shot; questo posto ne è la patria indiscussa a Barcellona, con il suo menu di oltre 400 diverse ricette!
Non appena entrati Fulvio mi chiede: “Sei pronto a tutto?”. Io: “Certo!”.
Si avvicina quindi alla prosperosa barista e ordina. Lei lo guarda, gli dice qualcosa di poco carino in spagnolo e inizia a ignorarci per circa mezzora.
Nel frattempo, un altro barman ci serve a oltranza il seguente chupito flambé:
bicchierino di vodka con mezza arancia poggiata sopra, svuotata e riempita con una dose di Batida de Coco.
Al tutto si da fuoco con alcool e fiamma ossidrica.
Da bere in due fasi: con cannuccia partendo dalla Batida dentro l’arancia, e dal bicchierino come shot finale, dopo averci spremuto dentro il fondo rimasto nella mezza arancia. Buono, non da puristi ma davvero buono!
Il peggio doveva però arrivare, e quella sera si è manifestato con la prosperosa barista di cui sopra, che dopo un bel pezzo si ricorda di noi, torna davanti a Fulvio e gli chiede: “per chi il Monica Lewinsky?”.
Fulvio, con sorriso malefico, mi indica. Lei mi guarda e tira fuori un enorme XXXX nero, che altro non è che il mostruoso chupito ordinato da Fulvio!
Mi si avvicina ed io, sarà il background cattolico sarà che non ero così sbronzo, fuggo atterrito! Con la coda dell’occhio, mentre tento di raggiungere l’uscita, riesco a intravedere Fulvio che, tra gli applausi generali di tutto il bar, si faceva violentemente somministrare il “Lewinsky” dalla Mistress-Bartender! (La ricetta non ho avuto il cuore di chiederla, ma come immaginerete il contenuto somigliava molto a Batida) 🙂

La chiusura di questa mitica serata si è consumata al Pipa Club in Plaça Real. Erano le 3 passate e nessuno in strada ci dava più da bere. Ma il nostro Fulvio, in piena piazza deserta suona al campanello di un palazzo anonimo. Il portone si apre, saliamo le scale, e entriamo in un gran bel locale pieno zeppo di gente, dove finiamo esausti le nostre ultime energie.
All’uscita da quel posto per intenderci, fermiamo un taxi e gli diamo grati l’indirizzo di casa. Il tassista, ci guarda, indica divertito il portone di fronte a noi, e ci da la buonanotte.
Olé

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Angelo S. Falcone

 

6 commenti a “Barcellona: tra birre, tinti e Monica Lewinsky

Ramo says:

Ciao!! io l’ho preso, il Monica Lewinsky…non vi dico i cori e gli incitamenti di tutto il locale… un tantino imbarazzante ma decisamente divertente. Mi hanno messo una parrucca di gomma tipo raffaella carrà x non bagnarmi ma in realtà,o almeno nel mio caso, non si trattava di batida ma era semplicemente una bottiglia di birra da 33 che cn tutti gli shekeramenti del caso faceva schiuma e l’esperta barista te la spruzzava direttamente in bocca.. è rimasto nella storia 🙂 (ah,con tanto di panna montata da leccare via prima della “somministrazione”)

Angelo S. Falcone says:

Ehilà Homera,
Grazie a te, e in bocca al lupo con il nuovo blog (mi pare che sia partito molto bene)
Ciao!

Homera says:

che botta.

Homera says:

heilà! grazie del commento!
siamo ancora un po’ perplesse in mezzo a widget, rss, css, ecc. ma ce la faremo!
ora mi leggo con calma la storia del Lewinsky drink. 😉
baci!

Angelo S. Falcone says:

Beh, per il Lewinsky non so… non credo che sarò mai pronto, sai? 🙂 Invece già rimpiango l’altro chupito (quello flambé) e tutta Barcellona in generale. Mi sa che mi ci rivedi presto!

solitamente says:

Belle serate devo ammettere..anche se ho dovuto sfoggiare il mio miglior repertorio per accontentare gli “esigentissimi” ospiti…e per fare gli onori della casa mi sono preso anche un bel cXxXX in bocca!!! Spero sia servito almeno perché veniate piu spesso…
Visto che da queste parti (Barcellona) il buffet libre é ormai una moda consolidata, vediamo se qualcuno ha il coraggio di aprire un bar con le stesse caratteristiche…nel caso succedesse, sarete i primi a saperlo.
un abbraccio forte

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