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A un soffio dal sogno all’Elite Bartenders Course Far East 2009

A un soffio dal sogno all’Elite Bartenders Course Far East 2009

Si è svolto anche quest’anno, nello splendido scenario della città di Singapore, dal 12 al 23 luglio, The Elite Bartenders Course (JWC) Far East, consueto appuntamento internazionale di crescita professionale e competizione per i giovani bartenders sotto i 28 anni di età. 

Il corso/concorso mondiale organizzato dall’International Bartenders Association (IBA – organismo mondiale che riunisce le varie associazioni professionli dei barmen del pianeta) noto anche come John Whyte Course (JWC), in memoria del britannico John Whyte, storico trainer del mondo del bartending passato, è da sempre riferimento di altissima preparazione tecnica, traguardo ambito e di assoluto prestigio, aperto esclusivamente a tutti i giovani operatori del settore bar che vogliano crescere professionalmente e non solo, selezionati annualmente a livello internazionale appunto come coloro che “volano al di sopra degli altri”, non a caso poi contraddistinti da un particolare “eagle badge”, spilla dalla foggia di un’aquila consegnata a tutti i partecipanti.

Francesco Cione a SingaporeLa manifestazione, ospitata quest’anno dal meraviglioso Conrad Hilton, hotel a 5 stelle, si è come sempre sviluppata con una lunga serie di argomentazioni svolte e soprattutto con numerosi momenti di confronto e crescita tra tutti i 26 finalisti partecipanti, provenienti tra gli altri da Danimarca, Regno Unito, Olanda, Malesia, Singapore, Giappone, Hong Kong, Taiwan, Vietnam e naturalmente Italia, che quest’anno è stata rappresentata dal sottoscritto, Francesco Cione, del Castello Dal Pozzo Hotel & Conference Centre di Oleggio Castello, sul lago Maggiore.

Ho ottenuto l’accesso al JWC grazie alla vittoria ottenuta all’ultimo concorso nazionale AIBES (Ass.ne Italiana Barmen e Sostenitori) nella categoria Angelo Zola, prova di conoscenza merceologica e miscelazione dedicata alla memoria di questa storica figura del bartending nostrano, famoso in tutto il mondo.

A partire dalla storia dell’IBA, passando per le varie trattazioni di natura merceologica e di miscelazione, temi importanti si sono rivelati quelli inerenti il “bar management” tenuti dall’IBA president Mr. Derrick Lee, dove si è discusso in modo importante di “bar control” e “break even”, a sottolineare fortemente come l’obbiettivo di un ottimo bartender debba essere quello di puntare ad una posizione di gestione, non solo operativa, del proprio reparto con l’assoluta conoscenza delle giuste nozioni di economia e controllo.

Momenti di valutazione sono stati poi la preparazione di un drink di fantasia, la presentazione di un drink del proprio paese (personalmente ho parlato del Negroni Sbagliato, della sua origine, storia e sviluppo), la preparazione in team di un progetto di gestione di un locale e l’esposizione di un argomento riferito, anche in questo caso, al proprio paese di origine e valutato da una commissione internazionale che vedeva oltre al poliedrico course leader Mr. David Chan (ABSS – Singapore), Mr. Ron Busman (NBC – Olanda, vice presidente IBA per l’Europa) e Mr. Alex Beaumont (ABG – Australia, vice presidente IBA per l’Oceania). Per quanto mi è riguardato ho sviluppato quest’ultima prova in video presentazione partendo dalla fama di numerosi marchi italiani nel mondo, riferendomi poi alla zona dalla quale vengo (Lago Maggiore), con un doveroso accenno alla figura di Angelo Zola e centrando infine il discorso sul Disaronno Originale, “the world’s favorite Italian liqueur”, vista la vicinanza del lago e alla zona di Viverone (Zola) e a quella di Saronno (Disaronno). Dalla leggenda dell’amaretto al processo di produzione ho concluso con la forte impronta che ha il marketing sul prodotto, comparando poi lo stesso Disaronno con un liquore all’amaretto concorrente ed i famosi biscotti amaretti, portando i prodotti per un tasting comparativo in degustazione. Ho fornito quindi una breve relazione scritta alla commissione e diversi gadget Disaronno a tutti i presenti.

Grande piacere ho avuto poi quando, parlando di drink internazionali, mi è stato chiesto di riferire dei “nostri” Americano, Negroni e Garibaldi dal punto di vista storico; e ancor più successivamente, quando la parte relativa all’enologia italiana è stata lasciata al sottoscritto per alcune importanti precisazioni molto apprezzate dai presenti.

Ultimo e non poco impegnativo, i partecipanti sono stati chiamati ad affrontare un test scritto di 100 quesiti da svolgere in 60 minuti.

Il tutto naturalmente svolto in Inglese, lingua ufficiale degli eventi dell’International Bartenders Association.

A contorno, dopo gli incontri con i diversi sponsor ed i loro prodotti quali Monin, Pernod Ricard, Diageo e Les Vergers Boiron, le già intense giornate hanno visto, grazie al supporto dei ragazzi di Singapore, capitanati da Miss Silvia Yee, oltre che la consueta visita all’azienda main partner del JWC, la Asia Pacific Breweries con la loro nota Tiger Beer ed il tasting dell’originale Singapore Sling presso il famosissimo Raffles Hotel, un susseguirsi di numerosi tour notturni per i migliori locali di Singapore, tra i quali il notissimo Coffee Bar K dell’omonima catena nipponica.

Senza molta fortuna, devo dire, si è rivelata la mia apparizione alla Asia Pacific Cocktail Competition, dove all’ultimo istante, con un piede già in pedana mi è stata comunicata la mancanza di un ingrediente fondamentale per il mio drink. Primo degli esclusi dalla finalissima del giorno successivo, ho comunque avuto la piccola soddisfazione di vedere il mio punteggio di tecnica il migliore in assoluto.

Non senza qualche dubbio il premio Eagle Award, per lo studente che ha dimostrato un forte e concreto “business sense” istituito ormai da diversi anni dallo stesso Alex Beaumont, è andato alla rappresentante di Singapore.

Sorte simile ha avuto l’ambitissimo titolo di Best Student, andato, anche qui con grande sorpresa e qualche perplessità, al rappresentante Giapponese.

Per quanto mi riguarda il “sogno” si è infranto ad un soffio, posizionandomi subito dietro il vincitore, ricevendo comunque, da tutti i ragazzi del JWC, complimenti di stima per il lavoro svolto e la professionalità dimostrata.

Ma aldilà della delusione devo confermare che il merito di aver vinto il concorso nazionale Angelo Zola è stato egregiamente ricompensato con questa indimenticabile esperienza, sia dal punto di vista professionale che umano; la sola possibilità di vivere quest’esperienza infatti, per noi italiani resa ancora più ambiziosa dalla competizione dedicata al grande Zola, mi ha permesso di tornare a casa comunque senza rimpianti, grande orgoglio e con qualche buon amico in più, a dimostrazione di come la “friendship” in IBA sia uno dei punti cardini per una migliore divulgazione della professionalità del barman a livello internazionale.

A tal proposito volevo così concludere ringraziando chi, a mio avviso, mi ha permesso di poter coronare un sogno che portavo nel cuore da anni, visto che rappresentare AIBES a Singapore è il traguardo, per moltissimi giovani bartenders, di una vita passata con grande volontà di migliorarsi alla ricerca di continua crescita professionale con non pochi sacrifici.

Francesco Cione

 

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3 commenti a “A un soffio dal sogno all’Elite Bartenders Course Far East 2009

Marcello Fittipaldi
Marcello Fittipaldi says:

Complimenti Francesco! Mi associo all’onore di Davide e spero in una gita sul Lago Maggiore quanto prima, per potermi finalmente deliziare dei tuoi drink… mi entusiasma aver a poche ore di viaggio uno dei migliori barman del mondo! corro a informarmi su Oleggio Castello…

andrea gori says:

grandissimo francesco! e fattelo dire da un esperto in materia….secondi non è così terribile come sembra!

Davide Morena says:

è un grande onore per noi di drinkadrink poter ospitare un così dettagliato e interessante resoconto della kermesse di Singapore dal protagonista diretto di questo importante evento! e soprattutto è grande l’orgoglio per i barmen che portano alto il nome dell’Italia in giro per il mondo: grande Francesco!

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